Con il minimo dei voti a favore necessari e voto segreto il Consiglio Regionale della Lombardia approva la proposta di referendum per l’abrogazione parziale della Legge Merlin e per consentire quindi la regolamentazione della prostituzione nelle abitazioni private. Il testo promosso dalla Lega Nord e appoggiato da tutto il centrodestra ad eccezione di Ncd ha ottenuto 41 si’ (ul minimo per l’approvazione, raccogliendo i voti a favore del M5S. Sono stati invece 29 i voti contrari arrivati oltre che da Ncd anche da Pd e Lista Ambrosoli. Un solo astenuto sui 71 i consiglieri presenti. Per essere approvata la proposta doveva ottenere la maggioranza assoluta pari a 41 voti a favore sugli 80 consiglieri di cui e’ composta l’Aula. Presente al momento del voto anche il presidente della Regione Roberto Maroni.
A chiedere il voto segreto il gruppo Ambrosoli, superando per regolamento la richiesta del M5S che si era invece espresso per il voto palese. Perche’ il referendum venga indetto e’ necessario che la stessa proposta, con il medesimo testo, venga approvata da altri 4 Consigli Regionali. A spiegare in Aula il voto di Ncd che si e’ dissociato dal resto della maggioranza di centrodestra, il capogruppo Mauro Parolini. “Anche se l’intenzione fosse quella lodevole di liberare lampioni e marciapiedi e aiutare le donne, non si raggiunge con questo referendum”, ha detto. Per il M5S che invece si e’ associato alla maggioranza, ha preso la parola Paola Macchi sottolineando in particolare l’importanza dell’istituto referendario.
