Milano ancora teatro di una giornata di guerriglia urbana. Per il secondo giorno consecutivo, domenica 18 ottobre, migliaia di giovanissimi, molti dei quali incappucciati, hanno messo a ferro e fuoco il centro cittadino, sfondando vetrine, saccheggiando negozi e affrontando le forze dell’ordine con lanci di sassi, bottiglie, petardi e bombe carta. Dopo le violenze di sabato, che avevano già provocato decine di feriti e ingenti danni, il copione si è ripetuto, con nuovi disordini che hanno interessato buona parte del cuore di Milano.
Dal Duomo a corso Garibaldi: negozi assaltati e vetrine distrutte
Particolarmente pesante la situazione in via Torino, dove numerose attività commerciali sono state prese di mira. Ma le violenze si sono rapidamente estese anche alle strade limitrofe, raggiungendo largo Cairoli, corso Garibaldi e largo La Foppa. Gruppi di ragazzi si sono mossi in maniera disordinata, correndo da una zona all’altra e disperdendosi nei vicoli per poi ricompattarsi altrove.
Al loro passaggio hanno lasciato una scia di devastazione: cassonetti rovesciati, pensiline infrante, tavolini e sedie dei locali scaraventati in mezzo alla strada, manichini trascinati fuori dalle vetrine dei negozi. In piazza Duomo sono esplose bombe carta, mentre contro gli agenti sono stati lanciati oggetti di ogni genere. Polizia e carabinieri sono intervenuti con lacrimogeni, idranti e, in alcune circostanze, con i manganelli per contenere i gruppi più violenti.
Il bilancio di domenica: oltre 200 giovani accompagnati in Questura, più dell’80% minorenni
Il bilancio della seconda giornata di disordini è particolarmente significativo per il numero e soprattutto per l’età delle persone coinvolte. Sono oltre 200 i giovani accompagnati in Questura nella sola giornata di domenica, più dell’80% dei quali minorenni, come riferisce Il Giorno. Un dato che fotografa le dimensioni di quanto accaduto e la presenza massiccia di adolescenti tra i protagonisti delle violenze.
I numeri si aggiungono a quelli della giornata di sabato, quando erano state 72 le persone accompagnate negli uffici della polizia. Di queste, 16 erano state arrestate, tra cui 11 minorenni e cinque maggiorenni, compresa una ragazza. Le accuse contestate, a vario titolo, sono devastazione, lesioni aggravate e resistenza aggravata. Altri 22 giovani sono stati denunciati, undici dei quali minorenni, tra cui una ragazza. Per 19 ragazzi, di cui 13 indagati e sei arrestati, è stato inoltre notificato l’avvio del procedimento per l’applicazione del Daspo urbano. Pesante anche il bilancio dei feriti tra le forze dell’ordine: 104 gli operatori rimasti feriti nelle violenze.
L’appello sui social: “Oggi parte 2, ritrovo in Duomo alle 15”
La seconda giornata di guerriglia era stata annunciata apertamente sui social network. Dopo gli scontri di sabato sera, era infatti circolata l’immagine di un’automobile dei carabinieri distrutta durante le violenze, accompagnata da un messaggio inequivocabile: “Oggi parte 2. Ritrovo in Duomo ore 15“. E proprio alle 15 di domenica almeno duemila giovanissimi si sono radunati in piazza Duomo, dando il via a un nuovo pomeriggio di tensione. Le forze dell’ordine, già schierate in centro, hanno avviato i primi controlli, accompagnando in Questura per l’identificazione alcuni ragazzi sprovvisti di documenti. La situazione è poi degenerata, riproponendo quanto già visto ventiquattr’ore prima. Il centro di Milano, che al mattino sembrava aver ritrovato una parvenza di normalità nonostante le tracce delle devastazioni del sabato, è tornato a essere attraversato da gruppi di giovani in fuga, cariche delle forze dell’ordine e assalti alle attività commerciali.
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