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Milano 2027, c’è anche Zecchi: “La mia candidatura in ticket con Albertini”

Milano in Circolo, la NostraMilano e I Repubblicani propongono il professore al centrodestra. Il ticket con l’ex sindaco è la condizione: “Se c’è lui e solo con lui, potremmo fare cose belle e buone”

Milano 2027, c’è anche Zecchi: “La mia candidatura in ticket con Albertini”
Stefano Zecchi

Una proposta civica al centrodestra, subordinata alla presenza di Gabriele Albertini. Stefano Zecchi dà la propria disponibilità a candidarsi a sindaco di Milano, raccogliendo la richiesta di Milano in Circolo, la NostraMilano e I Repubblicani, tre associazioni che hanno affiancato sul territorio il governo di centrodestra. Il professore, già assessore alla Cultura nella seconda giunta Albertini, chiarisce a Il Giornale il carattere dell’iniziativa: “La mia è solo un’offerta“. Un’offerta rivolta ai partiti della coalizione, con i quali condividere un eventuale percorso, e legata a un ticket che considera imprescindibile. “Questa è la condizione che ho posto“, spiega riferendosi alla collaborazione con l’ex sindaco.

Albertini conferma la disponibilità, ma sulla scelta finale del centrodestra formula una previsione: “Credo che il candidato sarà Perego di Cremnago“.

Zecchi: “L’abitare a Milano non è più un dono”

La questione della casa e le difficoltà della vita quotidiana sono al centro della lettura che Zecchi dà della città. Nel suo intervento su Il Giornale, il professore critica una Milano rimasta nella dimensione dell’Expo, mentre si accumulano problemi amministrativi e sociali.

“Governare una città come Milano non è facile, ma non è inutile: l’urbanistica è messa male, la sicurezza latita, la casa per il suo prezzo espelle, la cultura ha bisogno di energia, il traffico… dite voi. La città vive come se non fosse mai finito l’Expo: un’incessante esposizione, e l’abitare a Milano non è più un dono“. Urbanistica, sicurezza, costo delle abitazioni, cultura e mobilità sono quindi i temi sui quali Zecchi richiama l’attenzione. La domanda che accompagna la sua disponibilità è: “Si può fare qualcosa per questa città?”.

“Perché non essere responsabili della propria città?”

Per spiegare la decisione, Zecchi parte dalla propria storia di docente e da un riferimento a Platone, al dialogo Ippia Maggiore e al legame tra bellezza e possibilità di agire. “In un dialogo di Platone, Ippia Maggiore, il filosofo dice che la bellezza è come un ‘poter-fare’, e la testimonianza migliore di questa verità è data dalla politica, dove si può avere il potere per fare cose belle, cioè buone. Ho iniziato così il perché non vorrei tradire la mia storia, quella di un professore che ha studiato per quasi tutta la vita filosofia e ha cercato di insegnarla nel modo migliore ai suoi studenti, senza rinunciare a competenze amministrative cittadine”.

La responsabilità, nel suo ragionamento, si traduce nell’impegno per Milano: “Essere responsabili della bellezza del mondo, che oltrepassa l’indifferenza, l’opportunismo: impegnarsi dove una cosa buona può essere fatta”.

“Perché non essere responsabili della propria città? Perché non impegnarsi per fare una cosa buona per Milano? Simplex sigillum veri. Tutto qui, questo è il motivo semplice per dire sì agli amici che mi hanno chiesto di preoccuparmi della nostra città e di candidarmi a sindaco di Milano. Amici che da anni lavorano con passione nell’associazionismo cittadino”.

Il ruolo di Albertini: “Ci vuole una sapienza amministrativa”

La presenza di Albertini è il presupposto della proposta. Zecchi lega la possibilità di amministrare bene Milano all’esperienza dell’ex sindaco e alla formazione di una squadra competente. “Ma ritorniamo a quel dialogo di Platone: non finisce dove ho finito io. Proprio perché dice che il potere della politica è bello perché si possono fare cose buone, quello stesso potere si può usare male e fare cose cattive. Per fare cose belle e buone ci vuole sapienza. Una sapienza amministrativa. Questa sapienza, comprovata da grande esperienza, è di Gabriele Albertini. Se c’è lui e solo con lui, potremmo fare cose belle e buone, insieme a una squadra di persone competenti“. Per Albertini non sarebbe la prima disponibilità a tornare al servizio dell’amministrazione cittadina. Nel 2021 aveva già offerto esperienza e competenze per un possibile ruolo di vicesindaco superpartes, ma quel progetto era tramontato.

La proposta al centrodestra: “Condividiamo un percorso”

L’iniziativa arriva mentre il centrodestra cerca una sintesi tra Matteo Perego di Cremnago, lanciato da Forza Italia, Silvia Sardone, candidata della Lega, e Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati. Zecchi descrive la candidatura come “ibrida” tra il civico e il politico, precisando che la proposta deve essere discussa con la coalizione. “Se si consolida la collaborazione con l’onorevole Albertini, questa candidatura deve essere intesa come una proposta alla politica liberale e popolare (ai quattro partiti di coalizione del centro destra) per un percorso da condividere“.

Il professore parla di “un’offerta che vogliamo fare alla politica” e non esclude di ritirarsi qualora l’iniziativa dovesse intralciare una soluzione unitaria del centrodestra. Al tempo stesso, sostiene che “questa candidatura potrebbe essere una novità interessante per Milano”.

Le associazioni: “C’è il desiderio di dare voce alla parte civica”

A sostenere la proposta sono Milano in Circolo, la NostraMilano e I Repubblicani, con Adriana Pozzi, Andrea Del Corno e Marco Reguzzoni tra i riferimenti delle tre realtà. L’avvocato Andrea Del Corno, di Milano in Circolo, individua nella partecipazione civica il senso dell’iniziativa: “Notiamo un momento di stallo, quello che sta emergendo è il desiderio di dare voce alla parte civica della città“. Per le associazioni, l’obiettivo è esprimere “la voglia di dare una smossa e di proporre gente che sarebbe in grado di amministrare la città bene”.

Del Corno richiama il lavoro dell’amministrazione Albertini: “Sicuramente è una città che ha bisogno di essere riaperta e rilanciata e questo potrebbe essere fatto grazie all’esperienza di chi ai tempi ha saputo rinnovare Milano”. Nella sua valutazione, i progetti di quella stagione continuano a incidere sulla città.

Casa e giovani, una visione che comprenda l’hinterland

I primi punti di un possibile programma riguardano sicurezza, mobilità, casa e possibilità per i giovani di restare a Milano. L’attenzione è rivolta a chi vorrebbe costruire il proprio futuro in città, ma non riesce a sostenerne i costi o a investire in un progetto di vita. “Questa città non consente un progetto di vita in maniera serena“, afferma Del Corno. La proposta è quella di allargare lo sguardo oltre i confini comunali, prevedendo un sistema di integrazione con l’hinterland. A questo si aggiunge il tema delle periferie, indicato come una questione di grande rilievo.

“Pensiamo che questa città debba crescere nella sua capacità di offerta di bellezza, di fruibilità e di là dell’aspetto lavorativo puro”, osserva Del Corno.

Dall’università agli incarichi nelle istituzioni culturali

Ex professore ordinario di Estetica all’Università degli Studi di Milano, Zecchi affianca al percorso accademico esperienze nell’amministrazione e nelle istituzioni culturali. Oltre all’incarico di assessore alla Cultura con Albertini, ha trascorso 15 anni nei banchi del consiglio comunale di Venezia. Il continuo viaggio tra Milano e Venezia è all’origine della definizione di sé come “bipolare”. Tra gli incarichi ricoperti figurano il consiglio di amministrazione della Triennale, la sua esperienza più recente, quello del Piccolo Teatro, la presidenza dell’Accademia di Belle Arti di Brera e la partecipazione al consiglio dell’Istituto per la programmazione scientifica e culturale di Regione Lombardia.

La disponibilità del professore resta ora una proposta alle forze del centrodestra: il passaggio decisivo sarà verificare la collaborazione con Albertini e la possibilità di condividere il progetto con i quattro partiti della coalizione.