Nessuno fa un passo indietro, tutti assicurano di voler mantenere unita la coalizione. Ma il centrodestra milanese continua a non trovare un’intesa sul candidato sindaco per le comunali del 2027. La Lega insiste su Silvia Sardone, Forza Italia punta su Matteo Perego di Cremnago e Maurizio Lupi resta in campo per Noi Moderati. Tre candidature che, nonostante gli appelli alla compattezza, continuano a rappresentare altrettante posizioni all’interno dell’alleanza. L’ultimo rilancio di Matteo Salvini sulle primarie non sembra aver avvicinato una soluzione. Anzi, il confronto sul metodo di selezione del candidato è diventato un ulteriore terreno di scontro, mentre l’ipotesi di una corsa solitaria della Lega, evocata apertamente da alcuni esponenti azzurri, continua ad aleggiare sulla coalizione.
Nel frattempo si muove anche l’area civica, con l’imprenditore Antonio Civita e l’ex consigliere comunale Pietro Tatarella che chiedono maggiore attenzione alle proprie proposte e non escludono una candidatura autonoma. Un fronte con il quale potrebbe aprirsi un dialogo anche Maurizio Lupi, alla ricerca di uno spazio politico nel confronto tra Lega e Forza Italia. Per il momento, tuttavia, non risultano intese formalizzate.
Salvini insiste su Sardone e rilancia le primarie: “Decidano i milanesi, non Roma”
A riaccendere il confronto è stato Matteo Salvini, che lunedì 12 ottobre, al termine del consiglio federale della Lega a Milano, ha ribadito il proprio sostegno a Silvia Sardone, indicando nelle primarie la strada da percorrere qualora i partiti non riuscissero a raggiungere un accordo. “Tajani ritiene che sia meglio Perego, Lupi ritiene che sia meglio Lupi e io ritengo che il sindaco migliore in grado di rilanciare questa città sia Silvia Sardone”, ha dichiarato il leader leghista, aggiungendo che, in assenza di una sintesi, sarebbe opportuno affidare la scelta agli elettori. “Facciamo scegliere i milanesi”, ha insistito Salvini, sottolineando che al momento un accordo non sembra esserci e che il candidato dovrebbe essere individuato nei quartieri di Milano anziché a Roma.
Il segretario della Lega ha anche avanzato una proposta concreta: primarie nel secondo fine settimana di novembre, con cinquanta gazebo distribuiti in altrettante piazze cittadine. Secondo Salvini, basterebbero una ventina di giorni per organizzare la consultazione e individuare un candidato sostenuto poi da tutta la coalizione. La proposta, però, continua a incontrare forti resistenze tra gli alleati.
Forza Italia non cede su Perego. Sorte: “Se la Lega corre da sola, non è una tragedia”
Sul fronte opposto, Forza Italia mantiene ferma la propria candidatura. Durante l’evento milanese del partito dell’11 ottobre, Antonio Tajani ha ribadito l’intenzione degli azzurri di conquistare Palazzo Marino, indicando ancora una volta Matteo Perego di Cremnago come il profilo più adatto. Il segretario di Forza Italia lo ha persino chiamato “sindaco” dal palco, tra gli applausi dei presenti, spiegando che la proposta nasce dalla convinzione che Perego incarni lo spirito di Milano e possieda le capacità necessarie per amministrarla. Tajani ha cercato comunque di attenuare le tensioni, assicurando che Forza Italia non intende imporre un candidato agli alleati e che la propria proposta non vuole essere divisiva.
Ben più netta la posizione del coordinatore regionale Alessandro Sorte, che nei giorni scorsi ha aperto esplicitamente alla possibilità di una competizione separata. “Se proprio non si dovesse trovare la quadra, e se proprio la Lega volesse fare una partita identitaria e correre da sola, non sarebbe una tragedia”, ha dichiarato Sorte, richiamando anche il precedente del 1996, quando Gabriele Albertini conquistò Palazzo Marino senza l’appoggio della Lega.
Una posizione che ha provocato la reazione del Carroccio. Il segretario provinciale Samuele Piscina ha accusato Forza Italia di aver lanciato la candidatura di Perego senza un preventivo confronto con la coalizione, ribadendo che, secondo i sondaggi richiamati dalla Lega, Sardone sarebbe particolarmente conosciuta e apprezzata dall’elettorato.
Perego: “Le primarie sono uno strumento della sinistra. Decideranno i leader”
A confermare la distanza tra Lega e Forza Italia sul metodo di selezione del candidato sono le parole dello stesso Matteo Perego di Cremnago, intervistato oggi dal Giornale. Il sottosegretario alla Difesa non condivide la proposta di Salvini e difende il metodo tradizionalmente seguito dal centrodestra, che affida ai leader dei partiti la responsabilità di individuare una candidatura condivisa. Perego sostiene che le primarie siano soprattutto uno strumento utilizzato dalla sinistra per trovare una sintesi tra posizioni differenti. A suo giudizio, cambiare metodo proprio a Milano sarebbe una scelta inconsueta, soprattutto in una fase nella quale la coalizione dovrebbe concentrarsi sulla costruzione di una proposta unitaria. Quanto all’eventualità di una corsa separata della Lega, Perego esclude che possa rappresentare l’obiettivo degli alleati e ribadisce la necessità di arrivare compatti alle elezioni.
Nessuna polemica personale, invece, nei confronti degli altri aspiranti candidati. Il sottosegretario esprime rispetto e stima sia per Silvia Sardone sia per Maurizio Lupi, preferendo valorizzare la propria esperienza manageriale, parlamentare e di governo. Perego non considera infine vincolante la scadenza di ottobre per la scelta del candidato. Riconosce però che una designazione tempestiva permetterebbe al centrodestra di avere più tempo per presentare agli elettori il proprio progetto per la città.
La Russa prova a mediare: “Dividersi è sbagliato”. Ma le primarie non convincono
Di fronte al rischio di una frattura, anche Fratelli d’Italia cerca di riportare il confronto su un terreno unitario. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha invitato gli alleati a evitare contrapposizioni troppo rigide, avvertendo che la strada verso Palazzo Marino non è semplice e che una divisione rappresenterebbe un problema per tutta la coalizione. La Russa ha criticato in particolare la chiusura preventiva alle primarie e le dichiarazioni che prospettano una corsa solitaria della Lega. Pur senza indicare i gazebo come soluzione preferibile, ritiene che non si debba escludere a priori una proposta avanzata da un partito importante della coalizione.
Resta però il fatto che la consultazione popolare non sembra raccogliere un consenso sufficiente tra gli alleati. Forza Italia difende il metodo della trattativa politica, Perego considera inopportuno cambiarlo e anche Maurizio Lupi guarda alle primarie come a una soluzione estrema. Il nodo, quindi, rimane quello della capacità dei vertici nazionali di trovare un accordo su uno dei nomi già in campo.
Lupi: “Nessuno è già papa, siamo ancora tutti cardinali”
In questo scenario Maurizio Lupi continua a rappresentare una terza opzione, sostenuta da Noi Moderati e guardata con interesse da una parte di Fratelli d’Italia. Intervistato dal Corriere della Sera, il leader di Noi Moderati ha escluso che le tensioni possano portare alla rottura della coalizione, insistendo sulla necessità di arrivare a una candidatura unitaria. Lupi considera le primarie estranee alla tradizione politica del centrodestra e ritiene che rappresenterebbero soltanto una soluzione estrema, alla quale non crede sarà necessario ricorrere. A suo giudizio, nessuno degli aspiranti candidati dovrebbe considerare già acquisita la designazione. Da qui il richiamo alla necessità di evitare irrigidimenti e di lasciare ai leader la possibilità di raggiungere una sintesi. Quanto alla propria disponibilità a candidarsi, Lupi ha sottolineato il valore del lavoro svolto da Noi Moderati a Milano e il riconoscimento ricevuto per il proprio percorso politico, senza però rivendicare un diritto di precedenza sugli altri nomi.
Il possibile ruolo dei civici: Civita e Tatarella potrebbero guardare a Lupi?
A rendere ancora più articolato il quadro è il movimento dell’area civica che fa riferimento ad Antonio Civita, fondatore di Panino Giusto, e a Pietro Tatarella, già consigliere comunale di Forza Italia. I due hanno avviato un proprio percorso di elaborazione politica per Milano, rivendicando uno spazio autonomo rispetto alle scelte dei partiti tradizionali. Un’iniziativa che potrebbe trovare un punto di dialogo con la componente moderata del centrodestra e, in particolare, con Maurizio Lupi. Al momento si tratta però di uno scenario politico, non di un accordo già raggiunto.
In un’intervista a Libero, Tatarella ha espresso sorpresa per il ritorno dell’ipotesi di una corsa separata della Lega, ricordando come il centrodestra abbia tradizionalmente fatto dell’unità un elemento distintivo. L’ex consigliere comunale ha inoltre lamentato che le proposte avanzate dall’area civica non siano state finora prese concretamente in considerazione dai partiti.
Sul metodo di scelta del candidato, Tatarella esprime una posizione diversa da quella di Perego e Lupi: non considera le primarie uno strumento necessariamente sbagliato, anzi ritiene che possano servire ad avviare la campagna elettorale e a creare una competizione positiva all’interno della coalizione. Non ne sostiene però l’utilizzo obbligatorio. Quanto ai tre candidati in campo, Tatarella evita di esprimere preferenze. Conosce personalmente Perego, Sardone e Lupi, ma ritiene che nessuno abbia ancora presentato una visione complessiva sufficientemente definita per la Milano dei prossimi dieci anni. Civita e Tatarella non escludono quindi di individuare un proprio candidato qualora la scelta del centrodestra non risultasse convincente. Una posizione che lascia aperti diversi scenari, compresa una possibile convergenza con Lupi, senza che sia possibile darla per acquisita.
Centrodestra milanese, il tempo della scelta si avvicina ma l’accordo ancora non c’è
A pochi mesi dall’avvio della campagna elettorale per le comunali del 2027, il paradosso è che tutti rivendicano la necessità di una candidatura condivisa, ma nessuno dei principali protagonisti appare disposto, per il momento, a rinunciare alla propria proposta. La decisione resta affidata al confronto tra i leader nazionali, con una scadenza politica indicata tra la fine di ottobre e novembre, ma senza ancora una data definitiva.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Poi 0,99€/mese


