Forza Italia non arretra sulla candidatura di Matteo Perego di Cremnago a sindaco di Milano. Anzi, rilancia e rivendica apertamente un peso politico nella coalizione superiore a quello della Lega. Mentre il centrodestra continua a cercare una sintesi sul nome da schierare alle comunali del 2027, gli azzurri accelerano sul sottosegretario alla Difesa, convinti che il suo profilo possa intercettare l’elettorato moderato e conquistare consensi anche tra chi è rimasto deluso dall’amministrazione di centrosinistra. A rafforzare la sua candidatura arriva anche una sorta di investitura pubblica da parte dell’ex sindaco Gabriele Albertini, protagonista con Perego di un confronto durante la tre giorni milanese di Forza Italia “L’ottimismo della volontà”.
Forza Italia sfida la Lega: “Perego più attrattivo per gli elettori delusi dal centrosinistra”
A chiarire la posizione del partito è il segretario lombardo Alessandro Sorte, che non chiude la porta alla candidatura della leghista Silvia Sardone, ma ribadisce la preferenza degli azzurri. “Sardone è un candidato assolutamente rispettabile, ma noi siamo convinti che Perego possa essere più attrattivo per un elettore deluso dal centrosinistra”, spiega.
La convinzione di Forza Italia è che il sottosegretario possa rivolgersi anche al mondo moderato del Terzo polo, allargando il perimetro elettorale della coalizione. Ma c’è anche una questione di rapporti di forza interni al centrodestra. “Siamo il secondo partito della coalizione a livello nazionale. Abbiamo un peso e intendiamo esercitarlo”, sottolinea Sorte. Parole che suonano come un messaggio diretto agli alleati, a cominciare dalla Lega, che continua a sostenere la candidatura della propria vicesegretaria Silvia Sardone.
Albertini e Moratti al fianco di Perego: il passaggio di testimone degli ex sindaci
Intanto Forza Italia prova a costruire attorno a Perego un’immagine di continuità con le amministrazioni di centrodestra che hanno guidato Milano in passato. Dopo l’appoggio già arrivato da Letizia Moratti, il sottosegretario ha condiviso il palco con Gabriele Albertini, in un confronto dal forte significato politico.
“Albertini è un uomo che ha avuto visione. Ha proiettato la città vent’anni più avanti e ancora oggi noi viviamo della rendita della sua amministrazione”, ha affermato Perego, ricordando anche gli anni della giunta Moratti. Poi l’affondo contro l’attuale sindaco Giuseppe Sala: “Mi chiedo quale sarà invece la rendita di questa amministrazione. Nulla“. Un giudizio netto, con cui l’esponente azzurro prova a tracciare una linea di demarcazione tra il passato amministrativo del centrodestra e gli ultimi anni di governo della città.
Perego: “Milano può diventare la Palo Alto italiana”
Nel corso dell’incontro Perego ha delineato anche la propria idea di Milano, insistendo sulla necessità di rilanciare l’attrattività economica e la qualità della vita. “Vogliamo lavorare sul fatto che Milano sia la città dove andare per realizzare i tuoi sogni”, ha spiegato. Una città che deve tornare a essere, nelle sue parole, un luogo di opportunità, capace di coniugare sviluppo, innovazione e vivibilità.
“Milano può essere la Palo Alto italiana”, ha aggiunto il sottosegretario, evocando il modello della città californiana simbolo dell’innovazione tecnologica. Per raggiungere questo obiettivo, secondo Perego, occorre soprattutto semplificare le procedure e favorire gli investimenti. “Bisogna facilitare il percorso di crescita di chi vuole investire a Milano e non complicare la vita a chi pensa di poter trovare speranze e opportunità”.
Sicurezza, la proposta di Perego: “Una legge speciale per Milano, più telecamere e droni”
Il primo terreno sul quale Perego intende misurarsi è però quello della sicurezza, indicata insieme al decoro urbano e alla manutenzione del verde tra le principali criticità da affrontare. La proposta più significativa è quella di una legge speciale che attribuisca a Milano maggiori poteri e risorse in materia di sicurezza. “Ci sono per me tre pilastri fondamentali. Il primo è una legge speciale per conferire alla città di Milano poteri particolari in materia di sicurezza e, soprattutto, per dare più risorse alla polizia locale, che rappresenta il primo presidio del territorio”, ha spiegato.
Il secondo pilastro riguarda il ricorso alle nuove tecnologie, con un impiego più esteso di telecamere e droni per monitorare il territorio. Il terzo è rappresentato dall’aumento degli organici delle forze dell’ordine e da una diversa organizzazione dell’operazione Strade Sicure, con un maggiore utilizzo dei militari. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la presenza dello Stato nei quartieri percepiti come abbandonati. Perego immagina inoltre una trasformazione del ruolo della Polizia locale, destinata a diventare, nelle sue intenzioni, una vera e propria “polizia della città di Milano”.
Casa, Perego punta su alloggi popolari da recuperare e housing sociale
Accanto alla sicurezza, il sottosegretario ha affrontato anche il tema dell’emergenza abitativa, uno dei nodi centrali del dibattito politico milanese. La prima risposta, secondo Perego, deve arrivare dal recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzabili.
“Ci sono qualche migliaio di alloggi che non sono fruibili: cominciamo a sistemare quelli”, ha osservato. Ma il problema riguarda anche la cosiddetta fascia grigia, composta da lavoratori e famiglie che non possiedono i requisiti per accedere alle case popolari e, allo stesso tempo, non riescono a sostenere i costi del mercato privato. Per questa categoria Perego propone un rafforzamento dell’housing sociale, con abitazioni a canone calmierato che permettano a chi lavora a Milano di continuare a vivere in città.
Stefania Craxi: “Con un sindaco di Forza Italia una via intitolata a Bettino”
Alla tre giorni azzurra trova spazio anche il tema della memoria politica cittadina. La capogruppo di Forza Italia al Senato, Stefania Craxi, torna a chiedere che Milano dedichi una strada al padre Bettino Craxi. “Se il sindaco è di Forza Italia, sicuramente”, afferma, assicurando che con un’amministrazione azzurra l’intitolazione diventerebbe realtà. E attacca il centrosinistra: “La sinistra si dovrebbe vergognare per non averlo fatto in questi anni”.


