Doveva essere un’occasione per accelerare la ricerca di un candidato comune, ma il previsto incontro romano tra esponenti milanesi del centrodestra non si terrà. La riunione sembrava essere stata programmata per martedì nella Capitale, salvo poi essere annullata mentre circolavano indiscrezioni sulla possibile regia del presidente del Senato. Ignazio La Russa ha smentito di aver convocato personalmente il tavolo. “Smentisco che io abbia organizzato per domani a Roma un incontro con esponenti milanesi. Semmai, so che si sta preparando a Milano o a Roma, una riunione per iniziativa del coordinatore regionale di FdI, onorevole Carlo Maccari, per accelerare la necessaria scelta di un candidato sindaco comune a tutto il centrodestra”. Il confronto, quindi, sarebbe soltanto rinviato e potrebbe essere riconvocato a Milano oppure a Roma. L’obiettivo resta quello di stringere i tempi e ridurre la lista dei possibili candidati prima della pausa estiva.
La Russa fissa la scadenza: un nome entro le vacanze
Per il presidente del Senato, la coalizione deve arrivare alla sintesi entro luglio. Non conta tanto che il candidato sia un esponente politico o una figura civica, quanto la capacità di raccogliere il sostegno di tutti i partiti. “Credo che la cosa importante sia una sintesi, non importa se civico o politico, ma che avvenga entro luglio mettendosi attorno al tavolo e scegliendo il nome migliore per poi sottoporlo anche ai vertici nazionali e arrivare entro le vacanze con un nome su cui si sia tutti concordi”, ha spiegato La Russa. La convinzione è che la sfida per Palazzo Marino sia contendibile: “Quello che mi interessa è vincere a Milano e si può”. Ma per riuscirci, ha aggiunto, sarà necessario evitare divisioni: “Sento tanti nomi e sono tutti autorevoli ma bisogna che si trovi una sintesi e, una volta trovata, si marci tutti come un sol uomo”. La Russa ha escluso, almeno per quanto lo riguarda, il rischio che i partiti del centrodestra possano presentarsi con più candidature. Rimane invece ancora aperta la questione della data delle elezioni comunali e della loro eventuale coincidenza con le politiche.
I gazebo della Lega premiano i candidati politici
La consultazione organizzata dalla Lega nei gazebo milanesi ha fornito una prima indicazione: gli elettori del Carroccio sembrano preferire figure politiche rispetto a candidature provenienti dalla società civile. “La Lega ha fatto questa cosa che mi è piaciuta, ma l’unica cosa che è uscita chiara è che al primo, al secondo e al terzo posto ci sono tre politici. Quindi mi sa che l’idea del civico, almeno nella Lega, non va poi così forte”, ha osservato La Russa. Tra i nomi emersi c’è quello della vicesegretaria leghista Silvia Sardone, sostenuta apertamente da Matteo Salvini. Il presidente del Senato non ha espresso una preferenza: “Sono tutti nomi che vanno valutati insieme e alla fine bisogna indicarne uno”. Lo stesso criterio riguarda Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati ed ex assessore nelle amministrazioni milanesi di centrodestra. La sua è, al momento, la candidatura più formalizzata all’interno della coalizione.
Fidanza: “Lupi è l’unico candidato ufficiale”
A ricordarlo è stato Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo. “Noi abbiamo preso atto di quella che fino a oggi è stata l’unica candidatura ufficialmente in campo nell’ambito del centrodestra, di un importante autorevole esponente, leader di uno dei partiti della coalizione che ha già governato Milano”. Secondo Fidanza, Lupi “conosce bene la città, la ama, è stato un ottimo amministratore di una delle migliori giunte che questa città abbia conosciuto, anche se ormai è alcuni anni fa e quindi ovviamente non potevamo che partire da questa disponibilità significativa di Maurizio Lupi e così con la stessa disponibilità valuteremo le altre candidature”. Fratelli d’Italia continua dunque a non indicare ufficialmente un proprio candidato. La linea ribadita da La Russa è quella di una scelta collegiale della figura con maggiori possibilità di battere il centrosinistra.
Niente primarie, la coalizione punta sulla condivisione
Le primarie proposte da Salvini non sembrano destinate a diventare il metodo ufficiale del centrodestra. La consultazione della Lega resterà probabilmente un’iniziativa interna al partito, senza trasformarsi in una competizione aperta a tutta la coalizione. “Io non sono neanche contrario alle primarie, ma non credo che saranno il metodo di nessuno, altrimenti la Lega non le avrebbe fatte da sola. Credo che invece la condivisione valga di più”, ha dichiarato La Russa. “Non credo che andremo alle primarie, credo nella condivisione, come il centrodestra ha sempre fatto, a volte scegliendo bene a volte scegliendo male“, ha aggiunto il presidente del Senato.
In campo entra anche Pietro Tatarella
Alla lista dei possibili protagonisti della corsa per Palazzo Marino potrebbe aggiungersi Pietro Tatarella. Ex consigliere comunale milanese di Forza Italia e figura conosciuta nel centrodestra cittadino, Tatarella è appena uscito dall’odissea giudiziaria che lo aveva coinvolto nell’ambito dell’indagine sulla “Mensa dei poveri” e che si è conclusa con la sua assoluzione.

