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Milano 2027, rebus centrodestra: si fa presto a dire ticket. Uno tra Lupi, Perego e Sardone è di troppo

Nelle ultime ore si moltiplicano le combinazioni: ticket Perego-Sardone o Lupi-Sardone, primarie rilanciate dalla Lega, accordi incrociati con Roma, Napoli e Lombardia. La decisione finale passerà comunque dai leader nazionali

Milano 2027, rebus centrodestra: si fa presto a dire ticket. Uno tra Lupi, Perego e Sardone è di troppo
Matteo Perego di Cremnago, Silvia Sardone e Maurizio Lupi

Tre candidati, almeno due ipotesi di ticket, una proposta di primarie che divide la coalizione e uno scacchiere nazionale che intreccia Milano con Roma, Napoli, gli altri Comuni lombardi e persino le Regionali del 2028. A meno di un anno dalle Comunali del 2027, nel centrodestra milanese la situazione resta tutt’altro che definita. Le cronache politiche restituiscono oggi un quadro in movimento continuo. I nomi formalmente in campo sono sempre tre: Matteo Perego di Cremnago per Forza Italia, Silvia Sardone per la Lega e Maurizio Lupi per Noi Moderati. Ma attorno a questa terna stanno prendendo forma scenari diversi, spesso anche contraddittori.

Perego resta in prima fila, ma Forza Italia non ha ancora chiuso la partita

Il nome su cui Forza Italia ha investito di più è quello del sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago. La sua candidatura è stata formalmente portata al tavolo della coalizione e, secondo indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, sarebbe risultata davanti agli altri due contendenti in un sondaggio commissionato nell’area del centrodestra. Perego, intanto, si muove già sul territorio con un profilo da candidato in pectore. Ma il fatto che Forza Italia lo abbia lanciato non significa che gli alleati abbiano sciolto le riserve. Il Giorno riferisce che in ambienti di Fratelli d’Italia non tutti sarebbero convinti che sia lui il nome definitivo per Palazzo Marino.

Sardone dopo Pontida: la Lega vuole pesare davvero

La mossa più netta delle ultime ore è arrivata da Matteo Salvini. Dal palco di Pontida il leader leghista ha investito pubblicamente Silvia Sardone come candidata della Lega per Milano. Non più soltanto un nome da sondare, quindi, ma la proposta politica ufficiale del Carroccio. Sardone ha rilanciato anche le primarie di coalizione, sostenendo la necessità di arrivare rapidamente alla scelta del candidato. Ma proprio qui emergono le prime resistenze: Forza Italia considera poco praticabile il ricorso ai gazebo e il coordinatore regionale Alessandro Sorte ha replicato che, se si dovessero introdurre le primarie, bisognerebbe applicare lo stesso metodo anche alle altre competizioni, fino alle Regionali lombarde del 2028. Anche dentro la coalizione, dunque, l’ipotesi delle primarie appare al momento minoritaria. Il Giorno riferisce che ai vertici nazionali prevale l’idea di affidare la scelta a un tavolo tra i leader.

Lupi non esce di scena

Il terzo nome è Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati. La sua candidatura non è nuova e continua ad avere un sostenitore importante nel presidente del Senato Ignazio La Russa, pur senza un’investitura esclusiva. Lupi ha inoltre insistito sulla necessità di una scelta unitaria della coalizione e sul fatto che la decisione finale debba essere condivisa tra i leader nazionali. Ed è proprio attorno a Lupi che prende forma uno degli scenari più interessanti emersi nelle ultime ore.

Il piano B: Lupi sindaco e Sardone vice

Secondo Il Giorno, durante una cena di Fratelli d’Italia sarebbe circolata l’ipotesi di un ticket Lupi-Sardone: il leader di Noi Moderati candidato sindaco e la vicesegretaria della Lega nel ruolo di vice. Una soluzione che potrebbe incontrare il favore di una parte di FdI, ma che lascerebbe inevitabilmente scontenta Forza Italia, che ha già investito politicamente su Perego. Lo stesso schema non sarebbe peraltro semplice da far digerire alla Lega, che a Milano conserva un peso elettorale superiore a quello di Noi Moderati e difficilmente accetterebbe senza contropartite di vedere Sardone in seconda posizione.

L’altra ipotesi: Perego sindaco e Sardone vice

Il Giornale racconta invece di un’altra combinazione che starebbe circolando soprattutto in ambienti di Fratelli d’Italia: Perego candidato sindaco e Sardone vicesindaca. In questo modo Forza Italia otterrebbe il candidato a Palazzo Marino e la Lega manterrebbe un ruolo centrale nella futura squadra. Secondo questa ricostruzione, Sardone potrebbe inoltre presidiare una parte dell’elettorato leghista più sensibile alla concorrenza di Futuro Nazionale e di Carmelo Burgio. Ma anche questo scenario presenta problemi evidenti: la Lega ha appena lanciato Sardone come propria candidata e difficilmente potrebbe arretrare immediatamente senza ottenere qualcosa in cambio.

Milano dentro il risiko nazionale

Ed è qui che la partita milanese diventa nazionale. Il Corriere sottolinea che il vero confronto potrebbe essere soprattutto tra Forza Italia e Lega, e che una delle due dovrà prima o poi rinunciare a Milano ottenendo una compensazione su un altro dossier. Gli azzurri potrebbero trattare Milano insieme a Napoli. Il Carroccio, invece, guarda agli altri Comuni lombardi che andranno al voto e soprattutto alla Regione Lombardia del 2028, dove intende difendere la propria leadership. Anche Fratelli d’Italia ha interessi incrociati: il partito della premier potrebbe voler rivendicare altre piazze, a partire da Roma. La scelta del candidato milanese, dunque, rischia di diventare il risultato di una trattativa nazionale molto più ampia.

Primarie, ticket o accordo tra leader: tutte le strade ancora aperte

Il quadro, a oggi, è questo: Perego resta il nome di Forza Italia, Sardone quello della Lega, Lupi quello di Noi Moderati. FdI non ha formalizzato un proprio candidato e continua a rappresentare l’ago della bilancia della coalizione. Poi ci sono le combinazioni: Lupi-Sardone secondo una parte di FdI, Perego-Sardone secondo altri rumors, mentre le primarie sono sostenute apertamente dalla Lega e da Pietro Tatarella ma incontrano freddezza nel resto della coalizione.

Un dato sembra però mettere d’accordo quasi tutti: il centrodestra vuole evitare di arrivare ancora una volta a ridosso delle elezioni senza un candidato definito. Il problema è che, mentre tutti chiedono di fare presto, nessuno dei tre partiti che ha messo un nome sul tavolo sembra disposto, per ora, a fare un passo indietro. La sintesi dovrà quindi arrivare dall’alto, al tavolo tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi. Ed è probabilmente lì, più che a Milano, che si deciderà chi correrà davvero per Palazzo Marino.