C’è chi si è già candidato, chi ha dichiarato di essere disponibile, chi aspetta le primarie e chi, forse senza averlo mai chiesto, si è ritrovato inserito nel grande elenco degli aspiranti successori di Giuseppe Sala. A poco meno di un anno dalle elezioni comunali del 2027, la corsa per Palazzo Marino non ha ancora prodotto i due sfidanti principali. In compenso, ha generato una quantità di nomi difficile persino da tenere aggiornata.
Tra centrodestra, centrosinistra, civici e outsider, sono oltre quaranta le personalità accostate nelle ultime settimane alla candidatura a sindaco di Milano. Non tutte hanno la stessa consistenza: alcune sono realmente in campo, altre hanno manifestato una disponibilità, molte sono semplici ipotesi lanciate da partiti, correnti o retroscena giornalistici. Altre ancora hanno già fatto sapere di non essere interessate o sembrano essersi progressivamente allontanate. Il problema delle due coalizioni è opposto. Il centrosinistra sembra ormai orientato verso le primarie, ma deve ancora stabilirne tempi e regole. Il centrodestra continua invece ad accumulare proposte, in attesa che i leader nazionali trovino una sintesi.
Centrosinistra, i candidati già in movimento
Nel centrosinistra i profili più concreti sono quelli di Pierfrancesco Majorino, Anna Scavuzzo, Emmanuel Conte, Tommaso Goisis e Lorenzo Pacini.
Majorino, capogruppo del Pd in Consiglio regionale ed ex candidato alla presidenza della Lombardia, non ha nascosto la volontà di partecipare alla partita. È uno dei principali sostenitori delle primarie e può contare sul radicamento nella sinistra milanese e nel mondo democratico.
La vicesindaca Anna Scavuzzo ha a sua volta manifestato la disponibilità a correre qualora la coalizione decidesse di affidarsi ai gazebo. La sua candidatura sarebbe nel segno della continuità amministrativa, dopo dieci anni trascorsi nelle giunte guidate da Sala.
Più recente l’uscita allo scoperto di Emmanuel Conte. L’assessore al Bilancio, al Demanio e al Piano Casa ha spiegato oggi al Corriere di essere pronto a candidarsi se il progetto sarà «condiviso, discusso e voluto» dalla platea del centrosinistra. Il suo è un profilo riformista, potenzialmente capace di dialogare con l’area centrista della coalizione.
Tommaso Goisis, esponente del civismo ambientalista, ha invece annunciato la propria disponibilità durante un’iniziativa pubblica. Lorenzo Pacini, assessore del Municipio 1, invoca da mesi le primarie e porta avanti una campagna molto visibile sui social, con posizioni nettamente collocate a sinistra.
Calabresi, Sciuto e il possibile candidato unitario
Il nome civico più frequentemente associato al centrosinistra rimane quello di Mario Calabresi. L’ex direttore di Repubblica non si è mai esposto apertamente, ma viene considerato da una parte del Pd e dal mondo legato all’esperienza arancione di Giuliano Pisapia come una figura potenzialmente competitiva.
Un altro profilo che potrebbe evitare le primarie è quello della rettrice del Politecnico Donatella Sciuto. La sua autorevolezza, il rapporto con il mondo universitario e la rete di relazioni civiche ne farebbero una possibile candidata trasversale. Per ora, tuttavia, non è arrivata alcuna disponibilità esplicita.
Tra i nomi civici e accademici sono comparsi anche quelli dell’avvocato Umberto Ambrosoli, della ricercatrice universitaria Carlotta Cossutta e dell’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, periodicamente indicato come possibile candidato da ormai diversi anni.
La sinistra oltre il Pd
Nell’area più a sinistra della coalizione sono stati citati la consigliera comunale Francesca Cucchiara, il giornalista Gianni Barbacetto e l’avvocata Veronica Dini, protagonista di numerose battaglie amministrative e urbanistiche. Non è chiaro se uno di questi profili si tradurrà realmente in una candidatura. Il loro eventuale ingresso nelle primarie potrebbe però trasformare il confronto in una discussione esplicita sull’eredità dell’amministrazione Sala, in particolare su urbanistica, casa, ambiente e costo della vita. L’elenco del centrosinistra potrebbe ampliarsi una volta stabilite le regole. Lo stesso Sala ha osservato che molti potenziali candidati non si esporranno formalmente fino a quando i partiti non avranno deciso data e modalità delle primarie, da lui considerate ormai «praticamente inevitabili».
Centrodestra, Lupi è il primo nome politico
Nel centrodestra il primo nome lanciato con una vera investitura politica è stato quello di Maurizio Lupi. Il leader di Noi Moderati, già assessore all’Urbanistica a Milano e ministro nei governi Letta e Renzi, è stato proposto dal presidente del Senato Ignazio La Russa. La sua candidatura avrebbe il vantaggio di unire esperienza amministrativa, radicamento milanese e rapporti con il mondo cattolico. Non sembra però aver raccolto, almeno finora, un sostegno altrettanto convinto da parte della Lega e di Forza Italia.
Tra i politici di Fratelli d’Italia è stato fatto anche il nome del sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, indicato come profilo apprezzato dal ministro Guido Crosetto e potenzialmente gradito sia a Giorgia Meloni sia alla famiglia Berlusconi. Nella lista è finito anche l’ex sindaco Gabriele Albertini, più volte evocato nelle precedenti campagne elettorali milanesi. Non risultano però segnali di una sua concreta intenzione di tornare in campo.
La Lega tra Sardone, Morelli e Salvini
La consultazione organizzata dalla Lega nei gazebo cittadini ha riportato in primo piano Silvia Sardone. L’europarlamentare e vicesegretaria del partito è una delle figure più conosciute del centrodestra milanese e ha raccolto un forte consenso tra i militanti. Tra i nomi leghisti viene indicato anche il sottosegretario Alessandro Morelli. Più volte, inoltre, è stata evocata la candidatura dello stesso Matteo Salvini, che non ha tuttavia mai mostrato di voler trasformare la suggestione in un progetto concreto. Nell’area del Carroccio gode di attenzione anche Alessandro Spada, imprenditore ed ex presidente di Assolombarda, sul quale la Lega potrebbe puntare per una candidatura civica legata al mondo produttivo. Spada, però, non ha ancora dichiarato apertamente di voler correre.
Un’altra ipotesi gradita a settori leghisti è quella di Roberto Parodi, scrittore e personaggio social noto per le sue posizioni critiche verso Area B e Area C. Il suo nome è stato associato anche alla possibile lista del generale Roberto Vannacci. Infine, la Lega avrebbe pensato anche alla professoressa del Besta Marta Marsilio, che tuttavia ha subito smentito questa ipotesi.
Fratelli d’Italia e la rosa dei civici
Tra i profili più vicini a Fratelli d’Italia compare Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano ed ex assessore comunale e regionale. È considerato vicino a La Russa, anche se non sembra intenzionato a lasciare l’incarico attuale.
È stato citato anche il docente della Bocconi ed esperto di finanza Maurizio Dallocchio, già indicato in passato per incarichi istituzionali e manageriali. Nella rosa meloniana è entrato inoltre il chirurgo Paolo Veronesi, direttore del programma di Senologia dello Ieo e figlio di Umberto Veronesi, che già nel 2021 era stato considerato per la candidatura.
Tra i nomi fatti in ambienti di Fratelli d’Italia figura anche Giulia Ligresti, imprenditrice e designer, mentre più recentemente è comparso quello di Filippo Borsellino, portavoce del comitato Famiglie sospese, attivo nelle proteste legate alle inchieste sull’urbanistica milanese. È stata inoltre evocata Regina De Albertis, già presidente di Assimpredil Ance, anche se il suo profilo appare oggi più defilato rispetto ai mesi scorsi.
La Lumia, Civita, Tatarella e gli ex assessori
Nell’area di Forza Italia uno dei profili civici più recenti è Antonino, detto Nino, La Lumia, presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano. Ha fondato l’associazione Dialoga e ha dichiarato di essere a disposizione, mantenendo rapporti sia con gli azzurri sia con la Lega.
Da mesi è invece apertamente in campo Antonio Civita, imprenditore e fondatore di Panino Giusto, che ha lanciato il progetto civico Tu Milano. Il suo nome è apprezzato da una parte del mondo moderato e cattolico, anche se non ha ancora ricevuto un’investitura formale dalla coalizione.
Ha annunciato di voler correre anche Pietro Tatarella, ex consigliere comunale di Forza Italia, tornato all’attività politica dopo l’assoluzione nell’inchiesta Mensa dei poveri.
Tra i possibili candidati azzurri sono comparsi inoltre Alessandro De Chirico, consigliere comunale ed ex capogruppo, e Giulio Gallera, già assessore regionale al Welfare. Resta sullo sfondo anche Letizia Moratti: l’ex sindaca ed ex vicepresidente della Regione è oggi più defilata, ma potrebbe avere un ruolo rilevante nella scelta del candidato definitivo.
Terzi, Bertolaso e gli altri nomi civici
Nelle ultime settimane è emerso anche Giovanni Terzi, giornalista, scrittore ed ex assessore nella giunta Moratti. Il suo nome sarebbe stato valutato soprattutto nell’area moderata e leghista della coalizione.
Tra le personalità civiche periodicamente accostate al centrodestra c’è Guido Bertolaso, attuale assessore regionale al Welfare. Anche in questo caso, però, non risultano passi concreti verso una candidatura.
Nell’area centrista continua ad essere evocata l’ipotesi Carlo Cottarelli. L’economista rappresenta però un caso particolare: eletto senatore con il Pd nel 2022, è stato più recentemente indicato anche da settori di Forza Italia come figura capace di costruire un’alleanza moderata. Il suo nome resta quindi sospeso tra i due schieramenti.
È circolato inoltre il nome del giornalista e conduttore Paolo Del Debbio, indicato da alcuni come possibile candidato legato al progetto politico di Vannacci. Del Debbio avrebbe smentito l’ipotesi in conversazioni private, senza però assumere pubblicamente una posizione definitiva. Tra i nomi più recenti va aggiunto quello di Massimiliano Bastoni, ex consigliere regionale della Lega, che secondo alcune ricostruzioni potrebbe essere il candidato sostenuto direttamente dal generale.
I rettori che si sono sfilati
Nella lunga ricerca di un candidato civico, il centrodestra ha guardato anche al mondo universitario. L’ex rettore del Politecnico Ferruccio Resta è stato più volte coinvolto nel totonomi, ma ha successivamente sostenuto pubblicamente Antonio Civita, allontanando così l’ipotesi di una propria candidatura.
Anche Giovanna Iannantuoni, già rettrice dell’Università Bicocca, avrebbe declinato più volte le sollecitazioni ricevute. I loro nomi restano nell’elenco storico di questa fase, ma non sembrano più appartenere alla rosa realmente praticabile.
Gli outsider: Massimiliano Lisa e Filippo Champagne
Fuori dalle coalizioni tradizionali è già formalmente in campo Massimiliano Lisa, imprenditore e fondatore della lista Milano Libera. Lisa ha indicato come possibile vicesindaca l’ex procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano, che ha coordinato alcune delle principali inchieste sull’urbanistica milanese.
Decisamente più provocatoria la candidatura di Filippo Champagne, personaggio social e radiofonico, fratello del segretario lombardo della Lega Massimiliano Romeo. La sua proposta ruota soprattutto attorno a sicurezza, movida e vita notturna, con uno stile apertamente goliardico.
Più di quaranta nomi, ma ancora nessun candidato
Mettiamo i nomi in fila. Majorino, Scavuzzo, Conte, Goisis, Pacini, Calabresi, Sciuto, Ambrosoli, Cossutta, Cucchiara, Barbacetto, Dini, de Bortoli, Cottarelli e Marsilio nel campo largo del centrosinistra. Lupi, Civita, La Lumia, Terzi, Bozzetti, Sardone, Morelli, Salvini, Spada, Tatarella, De Chirico, Gallera, Perego di Cremnago, Parodi, Veronesi, Dallocchio, Ligresti, Borsellino, Bertolaso, Del Debbio, Bastoni, De Albertis, Albertini e Moratti nel centrodestra. Resta e Iannantuoni tra i nomi ormai ritirati o defilati. Lisa e Champagne fuori dagli schieramenti. Quarantatre nomi in totale. Per adesso.
L’elenco è già lunghissimo e potrebbe non essere completo ancora per molto. Ma più il numero degli aspiranti aumenta, più appare evidente che il passaggio decisivo non sarà trovare un nuovo nome. Sarà cominciare a cancellarli.

