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Milano, box allagati da oltre vent’anni: al condominio ora arriva una maxi-bolletta da 1,7 milioni di euro

Nel piano -3 di uno stabile in viale Omero l’acqua ha reso inutilizzabili i garage per decenni. I lavori avviati per risolvere il problema non sono stati completati e ora i residenti si trovano pure davanti a una maxi fattura

Milano, box allagati da oltre vent’anni: al condominio ora arriva una maxi-bolletta da 1,7 milioni di euro

Una storia lunga più di due decenni, rimasta per anni sotto la superficie di un condominio milanese, è esplosa ora in tutta la sua portata economica. In uno stabile di viale Omero, nella zona sud-est della città, il piano -3 destinato ai box è rimasto allagato per oltre vent’anni, trasformandosi in un ambiente inutilizzabile e segnato dalla presenza costante dell’acqua. All’origine della vicenda ci sarebbe un problema risalente alla fase di progettazione o realizzazione dell’edificio, che nel tempo avrebbe favorito infiltrazioni tali da sommergere il livello più profondo dell’autorimessa.

Il Superbonus apre il cantiere, ma il problema resta irrisolto

L’occasione per provare a risolvere il problema è arrivata con il Superbonus, che ha permesso al condominio di avviare un percorso di riqualificazione e ripristino degli spazi interrati. Il cantiere, nato con l’obiettivo di rendere nuovamente fruibili i garage, non ha però portato alla conclusione attesa. I lavori infatti non sono stati conclusi e dal 2023 l’acqua presente nei box sarebbe stata pompata all’esterno e convogliata nella rete fognaria, una procedura necessaria per tenere sotto controllo l’allagamento ma destinata a generare costi sempre più elevati.

La maxi bolletta da 1,7 milioni

E tuttavia, come ricostruisce Sky Tg24, l’operazione ha naturalmente un costo perchè l’acqua così raccolta finisce poi nelle fognature e da lì al depuratore. Per misurare i quantitativi scaricati erano stati installati appositi contatori e, con il passare dei mesi, il volume rilevato ha fatto crescere le fatture fino a circa 1,7 milioni di euro. La somma, intestata al condominio, dovrebbe ora essere ripartita tra i proprietari, con un impatto pesantissimo soprattutto per i nuclei familiari più fragili e per i residenti anziani. Il paradosso è che i box, nonostante anni di attese e interventi avviati, non risultano ancora tornati pienamente utilizzabili. La vicenda apre ora diversi fronti, da quello tecnico, legato alle cause dell’allagamento e alla gestione del cantiere, a quello economico, con la necessità di capire se e in che modo il condominio potrà contestare gli importi, chiedere una rateizzazione o far valere eventuali responsabilità. Il condominio potrebbe avviare una azione legale, mentre MM ha manifestato l’intenzione di venire incontro ai residenti dando disponibilità a pagamenti ratealizzati e ad approfondire la vicenda.

In casi di fatture particolarmente elevate, il Codacons ha ricordato la possibilità di verificare prescrizioni, perdite occulte, guasti ai contatori o maxi-conguagli riferiti a consumi stimati e non fatturati in precedenza. L’associazione si è messa a disposizione per fornire consulenza e assistenza legale ai cittadini coinvolti nella vicenda.