Milano corre anche quando si tratta di cultura. Non soltanto finanza, imprese e moda: il capoluogo lombardo si conferma uno dei principali motori italiani dell’intrattenimento, della lettura e dello spettacolo. A raccontarlo sono soprattutto i numeri: 741,9 milioni di euro spesi nel 2025 tra attività culturali, sport e tempo libero, con oltre 25 milioni di presenze e un calendario che ha raggiunto quota 37.900 appuntamenti. In media, 104 eventi al giorno, senza considerare le proiezioni cinematografiche.
I dati emergono dalla sesta indagine sui consumi culturali, bibliotecari e museali, realizzata dall’Osservatorio dell’Associazione italiana editori (Aie) per BookCity, in collaborazione con il sistema bibliotecario milanese e Siae. Il rapporto, presentato al Casva del QT8 nell’ambito del Forum Cultura, restituisce l’immagine di una città il cui peso culturale supera ampiamente quello demografico: Milano ospita il 2,3% della popolazione italiana, ma genera l’11,4% della spesa nazionale nel settore e circa la metà di quella lombarda.
Dai gol di San Siro alle librerie: le passioni dei milanesi
Il calcio continua a dominare la classifica dei consumi. Le partite di Inter e Milan a San Siro hanno generato 177,5 milioni di euro, segnando una crescita dell’1,5% rispetto al 2024. Ma il dato forse più significativo riguarda ciò che viene subito dopo: i libri. Nel 2025 i milanesi hanno destinato 155,8 milioni di euro all’acquisto di volumi, tra librerie tradizionali, catene, piattaforme online e grande distribuzione. Una cifra in leggerissima diminuzione rispetto all’anno precedente (-0,3%), ma che dimostra una tenuta superiore a quella del mercato editoriale nazionale, in calo di oltre il 2%. In città si concentra il 10,5% dei volumi acquistati in Italia. A sostenere questo mercato contribuisce una rete di 189 librerie, 26 in più rispetto al 2019, anche se negli ultimi dodici mesi il saldo è stato negativo. Rispetto al 2024 hanno infatti chiuso sei librerie indipendenti, compensate solo parzialmente dall’apertura di tre punti vendita appartenenti a catene e uno in franchising. Sul terzo gradino del podio si colloca la musica dal vivo: concerti pop, rock e di musica leggera hanno prodotto incassi per 140,6 milioni di euro, nonostante una contrazione del 5,6%. Complessivamente, escludendo lo sport, il comparto culturale milanese ha generato 489,9 milioni di euro.
Musei in crescita, mostre temporanee in difficoltà
Il rapporto evidenzia però un andamento tutt’altro che uniforme tra le diverse forme di intrattenimento. I musei continuano ad attirare pubblico, con 6,3 milioni di ingressi e 36,9 milioni di euro di incassi, questi ultimi in aumento del 5,7%. Diversa la situazione delle esposizioni temporanee, che accusano una flessione significativa: i visitatori sono stati 2,8 milioni, il 14,2% in meno rispetto all’anno precedente. Anche gli incassi sono diminuiti, passando da quasi 44 milioni a 36,4 milioni di euro, con una perdita vicina al 17%.
Risultati contrastanti anche per gli spettacoli. Il teatro cresce del 5,2% e supera i 32 milioni di euro, mentre il cinema registra una nuova battuta d’arresto, fermandosi a 28,7 milioni (-1,9%). La lirica mantiene sostanzialmente stabili i propri risultati, con 28,5 milioni di euro. A sorprendere sono invece balletto e musica classica, protagonisti di incrementi particolarmente marcati. Il primo raggiunge 14,2 milioni di euro, con una crescita del 25,6%, mentre i concerti di musica classica arrivano a 13,2 milioni, segnando un aumento del 24,7%.
Biblioteche sempre più frequentate: quasi un milione di libri in prestito
Accanto ai grandi eventi e agli spettacoli a pagamento, c’è un’altra Milano che sceglie la cultura attraverso i servizi pubblici. È quella delle biblioteche, sempre più utilizzate non soltanto per prendere libri in prestito, ma anche come spazi di studio, socialità e incontro. Nel 2025 gli iscritti al sistema bibliotecario cittadino hanno raggiunto quota 93mila, con un incremento del 4%. I prestiti sono stati 987.651, in crescita dell’1%, mentre gli accessi complessivi hanno sfiorato i due milioni. Il confronto con il periodo precedente alla pandemia mostra tuttavia che resta ancora un margine di recupero: nel 2019 i prestiti avevano superato quota 1,03 milioni.
Tra le strutture più frequentate spicca la biblioteca di Lambrate, con oltre 325mila accessi, seguita dalla Sormani, che ne conta più di 231mila. All’estremo opposto si colloca Quarto Oggiaro, con poco meno di 11mila ingressi. Le biblioteche svolgono inoltre una funzione economica importante per le librerie di prossimità. Nel corso dell’anno il sistema cittadino ha acquistato quasi 17mila titoli, attraverso un investimento di circa 300mila euro che contribuisce a sostenere anche le attività indipendenti.
I libri preferiti dai milanesi: Francesca Giannone batte tutti
Tra le curiosità emerse dall’indagine c’è anche la classifica dei titoli più richiesti nelle biblioteche milanesi. A conquistare il primo posto, per il secondo anno consecutivo, è “La portalettere” di Francesca Giannone, romanzo ambientato nel Salento e pubblicato da Nord, già risultato il più richiesto nel 2024. Alle sue spalle si conferma “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin, mentre tra i titoli più acquistati dal sistema bibliotecario figura “L’ultimo segreto” di Dan Brown. Un’indicazione delle preferenze dei lettori milanesi, che continuano a frequentare gli scaffali delle biblioteche nonostante la crescente diffusione delle piattaforme digitali e dei servizi online.
Sacchi: “La cultura non è un accessorio, ma una risorsa strategica”
Per l’assessore comunale alla Cultura Tommaso Sacchi, i numeri confermano la centralità del settore nell’identità e nell’economia cittadina. “A Milano la cultura non è un accessorio, ma una risorsa strategica“, ha commentato. Lo sviluppo dell’offerta culturale passerà anche attraverso nuove infrastrutture, a partire dalla Beic, la Biblioteca europea di informazione e cultura, destinata ad ampliare gli spazi cittadini riservati alla lettura e allo studio fino a raggiungere complessivamente 53mila metri quadrati. Il quadro tracciato dall’Aie restituisce dunque una Milano culturalmente vivace, ma non priva di contraddizioni: mentre crescono le biblioteche, i musei e alcuni generi di spettacolo, altri settori perdono pubblico e incassi. Una città in cui la domanda di cultura rimane elevata, ma dove cambiano le abitudini e le scelte di consumo dei cittadini.
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