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Torre del Moro di Milano: nove condanne sino a 3 anni per disastro colposo

Il Tribunale di Milano ha condannato nove imputati a pene tra gli otto mesi e i tre anni nel processo per disastro colposo relativo al rogo della Torre del Moro, il grattacielo di 18 piani che il 29 agosto 2021 prese fuoco. Non ci furono né vittime né feriti.

Torre del Moro di Milano: nove condanne sino a 3 anni per disastro colposo

Sentenza Torre del Moro: “L’affermazione della responsabilità” nel rogo di Milano

Il Tribunale di Milano ha emesso il verdetto nel processo per disastro colposo relativo al rogo della Torre del Moro, il grattacielo di 18 piani che il 29 agosto 2021 prese fuoco. La giudice Amelia Managò ha condannato nove imputati a pene comprese tra gli otto mesi e i tre anni. Nonostante l’incendio non abbia causato né vittime né feriti — anche perché molti residenti erano fuori città per le vacanze estive — la sentenza segna un punto cruciale. La pm Marina Petruzzella, che aveva chiesto condanne ben più severe fino a otto anni di reclusione, ha dichiarato a margine del verdetto: “Quello che conta è l’affermazione della responsabilità, l’entità della pena è importante ma secondaria”.

Pannelli “altamente infiammabili” e il rivestimento esterno ‘a vela’

Al centro dell’accusa mossa dalla Procura di Milano c’era il rivestimento esterno ‘a vela’ dell’edificio. Secondo quanto emerso, le fiamme si sarebbero propagate in modo rapidissimo a causa dell’impiego di pannelli ritenuti “altamente infiammabili”. Per quanto riguarda il dettaglio delle condanne, la giudice ha inflitto 3 anni a Teodoro Martinez Lopez, legale rappresentante di Alucoil (società che produsse i pannelli), e a Francisco Churruca Ybbarra, export manager della medesima azienda spagnola. Condannati a 2 anni e 6 mesi anche Ettore Zambonini, della Zambonini spa che si occupò dei lavori della facciata, e Giordano Cantori, imprenditore addetto alla commercializzazione dei pannelli in Italia.

“Assolti per non avere commesso il fatto”: le decisioni del Tribunale

Il processo ha portato anche all’assoluzione di quattro imputati con la formula “per non avere commesso il fatto”. Tra questi figurano Alberto Moro della Moro Costruzioni, che aveva operato come general contractor dell’opera, e tre dipendenti della Zambonini spa. La sentenza di primo grado conclude così una fase fondamentale dell’inchiesta giudiziaria sul crollo (inteso come disastro del rivestimento) della Torre, confermando le responsabilità legate alla scelta dei materiali costruttivi che hanno trasformato un corto circuito in un incendio di vaste proporzioni.

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