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Milano, famiglie in allarme per la demolizione della scuola di via Scialoia

Affori, le preoccupazioni non riguardano l’intervento ma i trasferimenti degli alunni e, almeno per ora, l’assenza di un quadro scritto e definitivo su tempi, fondi e organizzazione. La petizione online

Milano, famiglie in allarme per la demolizione della scuola di via Scialoia
aule scuola vuote

La demolizione dell’Istituto Comprensivo di via Scialoia preoccupa le famiglie del quartiere Affori di Milano. “Nessuno è contrario al progetto”, è il messaggio che arriva dai gentori. Tutti auspicano che il quartiere possa avere quanto prima una scuola nuova, bella e sicura. Ma la preoccupazione riguarda il percorso scelto dall’Amministrazione: una demolizione dell’intero complesso, trasferimenti significativi e, almeno per ora, l’assenza di un quadro scritto e definitivo su tempi, fondi e organizzazione.

Il piano illustrato dal Comune di Milano prevede lo svuotamento progressivo del complesso scolastico per consentire l’avvio delle bonifiche, della demolizione e della successiva ricostruzione. Una prospettiva che riguarda bambini e ragazzi dal nido alla scuola secondaria di primo grado e che, secondo quanto comunicato, comporterebbe il trasferimento delle classi in sedi alternative, lontane dal quartiere di riferimento.

Una comunicazione arrivata a ridosso della fine dell’anno scolastico

I genitori segnalano il disagio emerso tra famiglie, personale scolastico e cittadini del Municipio 9 dopo la comunicazione della decisione. La notizia, riferiscono i residenti, è stata comunicata venerdì 5 giugno nel corso della Commissione 5 municipale, convocata per un aggiornamento sull’edilizia scolastica del territorio. Alla seduta erano presenti la vicesindaca con delega all’Istruzione Anna Scavuzzo e l’assessore all’Edilizia scolastica Marco Mazzei.

A destare perplessità non è soltanto il contenuto della decisione, ma anche il momento in cui è stata resa nota: a giugno. Come spiegano le famiglie: “La convocazione della seduta è avvenuta solo due giorni prima. Ciò che desta particolare preoccupazione è che una decisione di tale impatto sia stata assunta senza un previo coinvolgimento del territorio, dei residenti, dei dirigenti scolastici e dei rappresentanti dei genitori nel processo decisionale, e senza neanche avere un cronoprogramma definito per la ricostruzione.” Risulta, quindi, impossibile un confronto tempestivo.

I trasferimenti previsti e il nodo degli spostamenti

Il piano prospettato prevede il trasferimento degli studenti in diverse sedi. Gli alunni della scuola secondaria dovrebbero essere spostati da settembre 2026 in via Catone, mentre da gennaio 2027 toccherebbe alla scuola primaria, destinata a via Crespi. Per l’infanzia e il nido sarebbero invece allo studio soluzioni tra via Pellegrino Rossi, via Iseo e altri plessi della zona. Per molte famiglie di Affori, però, il problema non è secondario. Raggiungere ogni giorno sedi più lontane significherebbe aumentare i tempi di percorrenza, riorganizzare la vita quotidiana e affrontare nuove difficoltà logistiche, soprattutto per chi ha più figli in età scolastica o non dispone di mezzi propri.

Tra le richieste emerse c’è anche quella di valutare servizi di supporto agli spostamenti, come bus navetta o soluzioni dedicate. Su questo punto, però, secondo quanto riportato dopo il presidio del 14 giugno, il Comune non avrebbe previsto misure automatiche per studenti e docenti, ritenendo complesso garantirle a tutti anche per vincoli regolamentari.

Il presidio del quartiere e la petizione online

La mobilitazione si è già tradotta in una petizione pubblicata sul portale Partecipa del Comune, che ha superato le 1.000 firme in meno di tre giorni. Un risultato che testimonia l’attenzione del quartiere e la volontà di chiedere maggiore chiarezza all’Amministrazione. Sabato 14 giugno si è svolto anche un presidio promosso dal Comitato Cittadini Affori e sostenuto dall’Associazione Genitori, docenti, studenti e residenti, alla presenza dell’assessore Mazzei. Durante l’incontro sono emersi alcuni elementi considerati positivi, ma anche diversi punti ancora aperti. Dal confronto sono emersi elementi considerati rassicuranti, ma anche molte questioni ancora aperte. Tra gli aspetti positivi, è stato riferito che il progetto esecutivo esiste, risale al 2021 ed è ancora valido. L’intervento resterebbe inoltre inserito nel piano delle opere pubbliche e le risorse economiche sarebbero disponibili anche nell’eventualità di una perdita del finanziamento PNRR, grazie ad accantonamenti comunali ritenuti sufficienti anche per eventuali extra-costi legati alle bonifiche.

Dalle prime indicazioni sulle analisi ambientali non emergerebbero criticità legate a inquinanti aerodispersi, anche se resterebbe da verificare la possibile presenza di vasche interrate con amianto.

Le incognite su fondi, tempi e ricostruzione

Ma, accanto a questi punti, resta un dato che le famiglie considerano centrale: “non c’è ancora nulla di scritto”. Mancano, secondo quanto riferito dai cittadini, uno stanziamento dedicato in Bilancio in sostituzione dei fondi PNRR, gli esiti definitivi delle analisi ambientali e una valutazione tecnica completa. Soprattutto, non esisterebbe ancora un cronoprogramma ufficiale. Non risulterebbe inoltre avviato il percorso per i bandi relativi alle fasi successive alla demolizione. L’unica ipotesi temporale circolata parlerebbe di almeno cinque anni, senza però un calendario formale. Nella seduta del Consiglio comunale di fine giugno dovrebbero arrivare almeno parte dei documenti ufficiali e le prime basi per i passaggi operativi successivi.

Nessuno contesta la nuova scuola, ma il quartiere chiede garanzie

Le famiglie chiariscono di non essere contrarie alla realizzazione di una scuola nuova: “Nessuno è contrario al progetto: tutti auspicano che il quartiere possa avere quanto prima una scuola nuova, tuttavia, il Comune sembra voler procedere rapidamente (forse troppo) alla demolizione dell’intero complesso, forse anche per chiudere il contenzioso con l’impresa aggiudicataria dell’appalto e avviare le successive assegnazioni.” dichiarano i genitori.

Resta aperta la scelta di procedere con la demolizione dell’intero complesso: “considerando che l’asilo di via Trevi è fisicamente separato dagli altri edifici, potrebbe essere trattato autonomamente, in questo quadro, l’esclusione di qualunque ipotesi di lavori per lotti appare discutibile.Più che una necessità tecnica, sembra una scelta di indirizzo politico-amministrativo.” dicono amareggiate le famiglie.

Il futuro dell’istituto e l’autonomia scolastica

Tra le preoccupazioni espresse c’è anche quella legata al futuro dell’autonomia dell’istituto. Al momento, secondo quanto riportato dai cittadini, non vi sarebbero garanzie sul fatto che i plessi non vengano accorpati ad altre scuole né sulla possibilità che la Scialoia mantenga la propria identità scolastica. Su questo aspetto, le famiglie ritengono necessario un confronto anche con il Ministero e con l’Ufficio scolastico.

“Il progetto non è nuovo, ma non è corretto sostenere che famiglie e scuola dovessero semplicemente “aspettarselo”. È vero che se ne parla da anni, ma lo sviluppo era stato sempre rappresentato come modulare e per lotti, quindi compatibile con la continuità didattica sul territorio. Comunicare a giugno, a iscrizioni concluse e organici definiti, un trasferimento così rilevante mette in difficoltà famiglie e docenti.”

La richiesta che arriva dal quartiere è quindi chiara: non fermare il progetto, ma accompagnarlo con atti formali, tempi verificabili, risorse certe, misure concrete per gli spostamenti e un confronto reale con famiglie, dirigenti scolastici, docenti e rappresentanti del territorio: “Il timore è che si avvii una demolizione senza certezze scritte su fondi adeguati, cronoprogramma, affidamento dei lavori, misure di supporto agli spostamenti, programmazione condivisa con scuole, Ufficio scolastico e Ministero, nonché senza una comunicazione pienamente chiara e trasparente e un reale coinvolgimento del territorio. Il quartiere non ha bisogno di un’altra incompiuta: continuiamo quindi a chiedere certezze e a seguire con attenzione gli sviluppi.”

La petizione online è disponibile al seguente link: http://partecipazione.comune.milano.it/initiatives/i-464