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Inchiesta sul tram deragliato a Milano: la Procura convoca due testimoni chiave

Sotto esame le telefonate tra colleghi e i rilievi tecnici per far luce sulla dinamica del deragliamento del 27 febbraio costato la vita a due passeggeri

Inchiesta sul tram deragliato a Milano: la Procura convoca due testimoni chiave
DERAGLIAMENTO TRAM LINEA 9 IN VIALE VITTORIO VENETO – Milano, Italia – Venerdì, 27 febbraio 2026 (foto Stefano Porta / LaPresse)

I magistrati di Milano stanno interrogando in qualità di testimoni, nell’ambito dell’indagine sul deragliamento del tram che lo scorso 27 febbraio ha provocato due vittime e circa cinquanta feriti, un dipendente dell’azienda trasporti e un ispettore tecnico di Atm. Nel contesto degli accertamenti, coordinati dalle pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara e affidati alla Polizia locale, l’autista sessantenne risulta indagato per disastro ferroviario colposo, omicidio e lesioni colpose. Come riportato da Ansa, le audizioni odierne riguardano specificamente il collega tranviere che avrebbe ricevuto una telefonata dal conducente della linea 9, il quale riferiva di un infortunio a un piede.

La ricostruzione del malore del conducente

Stando alla deposizione del 60enne, alcune fermate prima dell’incidente, durante le operazioni di carico di una sedia a rotelle, l’uomo avrebbe subito un forte colpo all’alluce, trauma poi confermato dai referti medici. Successivamente, l’indagato avrebbe avvertito un oscuramento della vista; infatti, a causa di una sincope vasovagale, avrebbe perso i sensi saltando una fermata e omettendo di attivare lo scambio per la direzione rettilinea. A quel punto il Tramlink, procedendo a velocità elevata e svoltando a sinistra, è uscito dai binari impattando contro un edificio. Subito dopo la collisione, l’autista avrebbe ricontattato il collega mormorando frasi confuse sul deragliamento e sul dolore fisico provato.

Accertamenti tecnici in corso: sequestrato il cellulare del conducente

Sono attualmente in corso le perizie sul telefono sequestrato al conducente per verificare la cronologia delle chiamate. Oltre all’ipotesi del malore improvviso, gli inquirenti valutano la possibilità di un errore umano dovuto a distrazione. Nelle prossime fasi dell’inchiesta, la Procura disporrà accertamenti tecnici irripetibili sulla scatola nera del mezzo, operazione che potrebbe portare all’estensione delle iscrizioni nel registro degli indagati. Sarà inoltre necessaria una consulenza cinematica per l’esatta ricostruzione della dinamica del sinistro, prima di procedere con l’interrogatorio formale dell’autista.