Non si spegne la polemica tra Pierfrancesco Majorino e Walker Meghnagi. Dopo il duro botta e risposta di mercoledì 7 ottobre, il capogruppo del Pd in Regione Lombardia torna sulle dichiarazioni del presidente della Comunità ebraica di Milano e chiarisce le ragioni della sua intenzione di procedere per vie legali. Al centro dello scontro c’è la proposta, rilanciata da Majorino, di sospendere il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv fino a quando la municipalità israeliana non prenderà una posizione netta contro quanto sta accadendo a Gaza. Ma soprattutto l’accusa rivolta all’esponente dem di essere da sempre ostile agli ebrei, che Majorino giudica “gravemente diffamatoria” e falsa.
Le accuse di Meghnagi e la replica di Majorino: “Si cerchi un avvocato”
La polemica era esplosa mercoledì, a margine delle commemorazioni per il terzo anniversario dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Commentando la posizione di Majorino sul gemellaggio con Tel Aviv, Meghnagi aveva usato parole durissime: “È così da quando è in circolazione, ce l’ha sempre avuta con gli ebrei. Non è una cosa nuova, io non mi stupisco, ma non sono l’unico a non stupirmi, tutti quelli che lo conoscono non si stupiscono”. Una presa di posizione alla quale Majorino aveva risposto con una frase tanto breve quanto inequivocabile: “Si cerchi un avvocato”.
Majorino: “Non si può confondere la condanna di Netanyahu con l’odio verso gli ebrei”
Giovedì 8 ottobre l’esponente del Pd è tornato sulla vicenda, spiegando le ragioni della sua reazione. “Pochi giorni fa mi è capitato di rilanciare la proposta avanzata nei mesi scorsi da un gruppo molto ampio di consiglieri comunali milanesi del Pd e del centrosinistra di sospendere il gemellaggio con Tel Aviv finché non vi siano da quella municipalità prese di posizioni forti e nette contro la strage di Gaza“, ha ricordato Majorino. Poi il riferimento diretto alle parole di Meghnagi: “Ieri il presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi ha dichiarato che io sarei ‘da sempre contro gli ebrei’. La cosa mi ha davvero sconcertato perché quelle parole sono gravemente diffamatorie. E false”.
Majorino sottolinea come il confronto politico sull’opportunità di interrompere il gemellaggio sia del tutto legittimo, ma contesta quella che considera un’equiparazione inaccettabile tra la critica al governo israeliano e l’antisemitismo. “È pacifico e lapalissiano ribadire come sulla vicenda del gemellaggio si può pensare tutto e il suo contrario. Ma è inaccettabile continuare a far passare il messaggio secondo cui chi condanna in modo netto e deciso l’azione del Governo Netanyahu è un fomentatore di odio nei confronti degli ebrei. Chi lo fa, e Meghnagi è tra questi, compie un atto grave”.
C’è infine un altro aspetto che Majorino considera particolarmente grave: il momento scelto dal presidente della Comunità ebraica per rivolgergli quelle accuse. “L’occasione scelta da Meghnagi per attaccarmi è stata infine quella più sbagliata. Il 7 ottobre. Una giornata che dovrebbe unire tutte e tutti contro il terrorismo di Hamas, nel ricordo delle vittime del pogrom“, conclude il capogruppo dem.


