Le violenze che nel fine settimana hanno sconvolto il centro di Milano arrivano sul tavolo del Governo e provocano l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentre Palazzo Chigi prepara un nuovo decreto sicurezza, con misure più severe contro i responsabili dei disordini e l’ipotesi di inviare altri 500 militari nel capoluogo lombardo, il capo dello Stato invita a non fermarsi alla sola risposta repressiva, ma ad approfondire le caratteristiche di un fenomeno che presenta elementi di novità rispetto al passato.
“Ogni violenza è inaccettabile”, ha affermato Mattarella, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine e sottolineando la necessità di “un’analisi intelligente e approfondita” di quanto accaduto. Il presidente ha richiamato l’attenzione sulle violenze che sembrano esplodere in maniera inattesa per mano di “soggetti inediti”, una circostanza che pone interrogativi sui quali, ha osservato, occorre riflettere sotto diversi profili.
Mattarella e gli scontri di Milano: “Soggetti inediti, bisogna riflettere”
Il riferimento è soprattutto alla composizione dei gruppi che hanno preso parte ai saccheggi e alle devastazioni di Milano, dove tra i protagonisti delle violenze sono emersi numerosi giovanissimi, anche minorenni, non necessariamente riconducibili alle tradizionali organizzazioni politiche antagoniste. Un elemento che distingue quanto accaduto nel weekend del 17 e 18 ottobre dalle manifestazioni violente del passato e che, secondo il Quirinale, richiede strumenti di interpretazione nuovi, oltre a un rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo.
Le parole di Mattarella arrivano mentre sono in corso interlocuzioni tra Palazzo Chigi e il Colle sul decreto che l’esecutivo intende portare in Consiglio dei ministri martedì 20 ottobre. Il provvedimento è ancora al vaglio degli uffici legislativi, anche per valutare eventuali criticità di natura costituzionale.
Il Governo prepara il decreto sicurezza: fermo preventivo fino a 24 ore
La linea dell’esecutivo, emersa dal vertice sull’ordine pubblico presieduto dalla premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, è quella di una risposta immediata. “Lo Stato darà una risposta ferma” è il messaggio che sarebbe arrivato dalla riunione, alla quale hanno partecipato rappresentanti del Governo, vertici delle forze di polizia e dell’intelligence. Tra le misure allo studio figura l’estensione del fermo preventivo anche ai minorenni, con la possibilità di portarne la durata dalle attuali 12 ore fino a 24. Si valuta inoltre il ricorso all’arresto in flagranza differita per i responsabili di danneggiamenti commessi in gruppo e l’introduzione di ulteriori strumenti di prevenzione nei confronti delle persone considerate pericolose per l’ordine pubblico. Alcune delle disposizioni potrebbero essere recuperate dal disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso luglio e attualmente all’esame del Senato.
A rivendicare la stretta è soprattutto la Lega. Il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di una “vittoria della Lega”, mentre i sottosegretari Nicola Molteni e Andrea Ostellari hanno anticipato altri possibili contenuti del decreto: dal rafforzamento dell’avviso orale del questore all’introduzione del danneggiamento aggravato, fino all’arresto obbligatorio per i reati di devastazione durante le manifestazioni, con possibilità di arresto differito entro 48 ore. Su questi ultimi aspetti, tuttavia, sarà necessario verificare la formulazione definitiva delle norme, dal momento che alcuni degli strumenti annunciati sono già previsti dall’ordinamento.
Milano, in arrivo altri 500 militari. Crosetto: “Poteri di polizia per tre mesi”
Per Milano la principale novità potrebbe essere rappresentata dal rafforzamento dell’operazione Strade Sicure, con l’invio di ulteriori 500 militari a supporto delle forze dell’ordine. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato che il Governo sta lavorando anche a una modifica temporanea delle attribuzioni del personale impiegato sul territorio. “Abbiamo necessità che domani il Cdm approvi delle norme che consentano loro di poter agire come le forze di polizia, solo nel tempo necessario per dare supporto a Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza (cioè 3 mesi), di fronte a fenomeni come quelli cui abbiamo assistito”, ha scritto il ministro su X nella serata di lunedì. Non si tratterebbe dunque soltanto di aumentare la presenza dei militari nelle strade, ma di consentire loro, per un periodo limitato, di svolgere ulteriori funzioni operative a sostegno delle attività di sicurezza.
Nella definizione delle misure dedicate a Milano emerge anche il ruolo del sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, uno dei nomi al centro delle valutazioni del centrodestra per la candidatura a sindaco alle elezioni comunali del 2027. È stato lo stesso Crosetto a ringraziarlo pubblicamente per il lavoro svolto: “Il sottosegretario Perego da alcuni giorni sta lavorando con gli uffici legislativi del Ministero per consentire di poter aumentare i militari a supporto delle forze di polizia a Milano”. Un coinvolgimento che colloca Perego al centro di uno dei dossier più delicati per il capoluogo lombardo, proprio mentre la sicurezza torna a imporsi come tema prioritario del confronto politico cittadino.
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