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Strage di pedoni, svolta al Campidoglio: il Comune recluta 60 detenuti per la sicurezza stradale

Protocollo d’intesa con la Prefettura e il Tribunale: 60 persone in messa alla prova diventeranno “assistenti” per gli attraversamenti a rischio. In provincia ben 48 morti nel 2025

Strage di pedoni, svolta al Campidoglio: il Comune recluta 60 detenuti per la sicurezza stradale
strisce pedonali roma

Roma Capitale accelera sul fronte della prevenzione e della sicurezza stradale. Il Comune ha, infatti, siglato un’intesa strategica denominata Ruote ferme, pedoni salvi insieme all’Associazione familiari e vittime della strada. La sinergia istituzionale coinvolge direttamente la Prefettura, la Città metropolitana, la Questura, il Comando provinciale dei carabinieri, il Ministero della Giustizia, il Tribunale di Roma, il Tribunale di sorveglianza, l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna e l’Ordine degli avvocati di Roma.

Reinserimento sociale e contrasto alle vittime della strada

L’operazione punta a coniugare l’esigenza di tutela dei cittadini con il reinserimento sociale attraverso la messa alla prova per lavori di pubblica utilità a titolo gratuito. Il piano esclude tassativamente le persone recidive o con elementi evidenti di pericolosità sociale. I candidati opereranno come assistenti pedonali affiancando i caschi bianchi nelle aree a scarsa illuminazione o ad alto scorrimento di traffico. L’urgenza dell’intervento è confermata dai dati Aci-Istat: nel corso del 2025 la provincia capitolina ha registrato il triste primato nazionale di 48 pedoni deceduti, nonostante un calo del 26,2 per cento rispetto al periodo precedente. L’iniziativa punta anche a un chiaro valore rieducativo e di promozione della legalità.

Formazione, tecnologia e mappe dei punti critici

L’organizzazione operativa stabilisce l’impiego complessivo di 60 detenuti, divisi in due moduli annuali da 30 partecipanti, formati dalla Polizia locale attraverso lezioni dedicate e un test finale da 15 domande con soglia di idoneità fissata a 10 risposte corrette. Il presidio si concentrerà davanti alle scuole, agli uffici giudiziari, alle palestre, ai locali notturni e nei principali punti di aggregazione. Gli operatori, equipaggiati con pettorina catarifrangente e luce led, non avranno poteri di viabilità né palette di segnalazione. La tracciabilità delle presenze avverrà tramite una piattaforma digitale collegata alla Polizia locale, in un progetto a costo zero per le casse pubbliche della durata di un anno rinnovabile.

L’impiego della popolazione carceraria per servizi alla comunità richiama precedenti esperienze già avviate in passato sul territorio romano. Nel 2017, sotto l’amministrazione guidata da Virginia Raggi, il Campidoglio siglò un’intesa con il Viminale e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria orientata alla tutela dell’ambiente urbano, impiegando le risorse nella manutenzione del verde pubblico e nella pulizia dei parchi cittadini.

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