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Milano, modella aggredita a Porta Romana: “Hanno iniziato a toccarmi e colpirmi, salvata da un passante eroe”

Anna Aksamit è ancora sotto choc dopo l’aggressione subita in via Livenza. Il legale. Prosegue la ricerca del passante che sarebbe intervenuto per salvarla

Milano, modella aggredita a Porta Romana: “Hanno iniziato a toccarmi e colpirmi, salvata da un passante eroe”
Anna Aksamit

Anna Aksamit formalizza oggi la denuncia per l’aggressione che ha raccontato di avere subito venerdì pomeriggio in via Livenza, nel quartiere milanese di Porta Romana. La trentenne, modella polacca residente in città dallo scorso settembre, è ancora fortemente provata e porta sul volto i segni dei colpi ricevuti. “Faremo denuncia domattina, oggi lei è ancora molto, troppo, provata”, ha spiegato ieri l’avvocato Domenico Musicco, che assiste la donna. Solo dopo la denuncia potranno prendere ufficialmente il via gli accertamenti delle forze dell’ordine sulla dinamica dell’episodio e sull’identità dei presunti aggressori.

L’incontro con il gruppo in via Livenza: “Hanno iniziato a toccarmi e colpirmi”

Secondo il racconto della giovane, l’aggressione sarebbe avvenuta venerdì 5 giugno, poco dopo le 14. Anna era uscita dalla propria abitazione per raggiungere un supermercato della zona quando avrebbe notato lungo via Livenza un gruppo composto da sette o otto ragazzi che stavano bevendo birra.

La donna avrebbe cercato di evitarli cambiando lato della strada, ma i giovani avrebbero cominciato a seguirla, raggiungendola e circondandola nel giro di pochi istanti. “Hanno iniziato a toccarmi e a colpirmi. Volevano fare sesso con me. Ho cercato in tutti i modi di fermarli e di oppormi. Ma non ci sono riuscita, perché erano in tanti”, ha raccontato la trentenne. Al suo tentativo di sottrarsi, il gruppo avrebbe reagito colpendola ripetutamente con pugni al volto e all’addome. Lo stato di choc le avrebbe impedito di memorizzare con precisione i volti degli aggressori, descritti soltanto come giovani di corporatura magra e apparentemente alterati dall’alcol.

Il passante intervenuto dopo le urla: “Gli devo tanto per quello che ha fatto”

A impedire che la situazione degenerasse ulteriormente sarebbe stato l’intervento di uno sconosciuto, attirato dalle urla della vittima. Il giovane, descritto come molto alto e robusto e probabilmente italiano, avrebbe affrontato da solo il gruppo, consentendo ad Anna di liberarsi e correre verso la propria abitazione. La donna, terrorizzata, si è allontanata immediatamente senza riuscire a chiedere il nome o un recapito al suo soccorritore. “Ricordo solo che era molto alto e robusto. Mi piacerebbe incontrarlo o almeno sapere il suo nome. Mi sembrava che fosse italiano. Gli devo tanto e vorrei ringraziarlo per quello che ha fatto. È stato un gesto da vero eroe”, ha dichiarato al Corriere della Sera.

Anna continua a mostrare un vistoso ematoma all’occhio e si trova ancora in uno stato di forte agitazione. Parallelamente alla denuncia contro gli aggressori, la trentenne spera che il passante decida di farsi avanti. “Se sono qui è grazie a lui. Ha rischiato tanto, il suo è stato un gesto da vero eroe”, ha ribadito la modella. La testimonianza dell’uomo potrebbe assumere un ruolo importante anche sul piano investigativo, fornendo agli agenti una ricostruzione esterna dell’aggressione e indicazioni utili per riconoscere i componenti del gruppo.

Dopo la presentazione della denuncia, le verifiche potrebbero concentrarsi sugli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Lungo via Livenza risulterebbero infatti installate alcune telecamere, le cui registrazioni potrebbero avere ripreso il gruppo prima o dopo l’aggressione. Le immagini, qualora gli apparecchi fossero attivi e orientati verso il luogo indicato dalla donna, potrebbero aiutare gli investigatori a ricostruire gli spostamenti dei giovani e a identificare sia i presunti responsabili sia il passante intervenuto in difesa della trentenne.