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Milano
Milano, per le primarie a sinistra è assalto ai civici. E Caputo… Inside

di Fabio Massa

La “cosa arancione”, come la chiamò Affaritaliani.it l’estate scorsa, sta per tornare. Lo schema? Quello di allora: Sel che si aggrega con civici e pisapiani doc. E allora, dove sta la notizia? Nel fatto, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, che tutta la politica di aggregazione passa necessariamente dallo schieramento civico. Non certo un monolite, peraltro. Ma andiamo per ordine.

In seno al Pd, salvo colpi di scena da Roma, ci sono due candidati forti: Emanuele Fiano, per la parte più “centrista” e Pierfrancesco Majorino, per la parte “sinistra”. Nessuno farà un passo almeno fino a giugno, dicono tutti gli indicatori e tutti i rumors. Solo allora partirà la gara vera e propria, con annessa e fondamentale sfida sulle regole. Una su tutte: si vota solo in città o in tutta la città metropolitana? Roba da far fuori o far vincere un candidato ancora prima di scendere in campo, roba da far diventare bazzecole il sondaggio segreto del Pd. Ma il fatto che la corsa vera e propria parta a giugno non vuol dire che sotto la Madonnina non si studino alleanze e aggregazioni. Oppure disgregazioni per parti omogenee. E’ il caso, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, dei civici di Ambrosoli e Castellano. Dove Umberto Ambrosoli era il candidato governatore di Lombardia e Lucia Castellano l’ex assessore alla Casa. Che, però, non sono assolutamente la stessa cosa, anzi. Ambrosoli, ad Affaritaliani.it, ha sempre ripetuto, nell’ultimo periodo, di non volersi “occupare di candidature ma di idee”. Di fatto, una delle idee che stanno sorgendo tra i suoi sostenitori è quella di creare un polo centrista, civico, che naturalmente si collocherebbe più vicino a un’eventuale candidatura di Emanuele Fiano, ma che potrebbe anche esprimere un proprio candidato. E non è detto che non sia Ambrosoli. L’altra parte dei civici, però, potrebbe fare un percorso diverso, guidati da Lucia Castellano. Potrebbe trovare l’aggregazione con Sel e andare a proporre un candidato unitario oppure confluire sull’eventuale candidatura di Pierfrancesco Majorino. Di certo, se i candidati del Pd saranno più d’uno, il terreno di caccia saranno proprio i civici.

Intanto, mentre gli strateghi si incontrano, c’è chi già lavora sul territorio pancia a terra. E’ il caso di Roberto Caputo, già vicepresidente del consiglio provinciale di Milano, socialista, molto critico con la giunta Pisapia pur essendo “di sinistra”. 

“Dal chirurgo al lattaio, dal manager alla casalinga, dal libero professionista alla regista teatrale, sono le persone che hanno scelto di appoggiare la mia candidatura alle prossime primarie del centrosinistra per scegliere il candidato sindaco, per le comunali del 2016 - scrive Caputo in un comunicato - Sono convinto che per ragionare su Milano si debba ripartire da chi la nostra città la vive nelle sue diverse sfumature tutti i giorni. Per questo ho chiesto a persone diverse, provenienti da ambienti differenti, di sostenermi in questo percorso, uno spaccato della società milanese che sia inclusivo e non di pochi. Milano non sono solo i salotti buoni, non si può prescindere dalle periferie, dai lavoratori, dai giovani, dai pensionati, da chi si affanna per avere una casa e da chi non l'ha proprio. Ci sono temi caldi a cui non si è data ancora una risolutiva risposta: in primis la sicurezza. Forse rappresento una minoranza, ma ne vado fiero, perché anche di minoranze è fatta Milano”.

Segue una lunga lista di nomi, tra i quali spiccano Enrico Borg e Claudio Trotta, il promoter che alle ultime elezioni sostenne Pisapia. Finendo per esserne molto deluso.

@FabioAMassa

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