Prima il carcere in Inghilterra, poi il ritorno in Italia, alcuni mesi di lavoro come magazziniere e infine l’arrivo a Milano, pochi giorni prima dell’aggressione. Gli investigatori stanno ricostruendo il passato recente di Lamin Saidilly, il 22enne accusato di aver accoltellato venti volte uno sconosciuto davanti a un bar di via Capecelatro. Uno dei principali punti ancora da chiarire riguarda il periodo trascorso dal giovane in un istituto penitenziario britannico. Inquirenti e polizia stanno verificando quanto sia durata la detenzione e soprattutto per quale reato sia stato condannato: tra le ipotesi al vaglio ci sono una rapina o un episodio violento con caratteristiche simili a quello avvenuto sabato mattina a Milano.
Il ritorno a Conegliano e il lavoro da magazziniere
Dopo l’esperienza in carcere nel Regno Unito, Saidilly sarebbe rientrato a Conegliano Veneto, dove era nato. Qui avrebbe trovato lavoro per alcuni mesi come magazziniere in una nota azienda alimentare della zona. La permanenza nella casa di famiglia si sarebbe però conclusa dopo un litigio con il padre, che lo avrebbe allontanato dall’abitazione. Da quel momento il 22enne avrebbe lasciato il Veneto, raggiungendo Milano il 23 giugno. Gli accertamenti si concentrano ora anche sui giorni trascorsi nel capoluogo lombardo: gli investigatori vogliono capire dove abbia dormito, quali persone abbia frequentato e come si sia procurato il coltello utilizzato per l’aggressione.
Le verifiche con le autorità britanniche
Per ricostruire il profilo del giovane sono stati attivati i canali di collaborazione con la Gran Bretagna. L’obiettivo è ottenere informazioni non soltanto sui precedenti giudiziari, ma anche su eventuali segnalazioni relative alle sue condizioni personali e sanitarie. Il nodo centrale resta comprendere se il gesto compiuto a Milano sia stato del tutto improvviso oppure rappresenti la ripetizione di comportamenti già manifestati in passato. Al momento, però, gli inquirenti non hanno ancora una risposta definitiva.

