Il progetto del nuovo stadio di Inter e Milan non deve diventare un tema della prossima campagna elettorale. È la posizione del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che è intervenuto sulle divisioni nel centrosinistra e sulle posizioni espresse dai candidati alle primarie sul futuro di San Siro. “Rimettere in discussione il progetto dello stadio e farne anche un tema da campagna elettorale innanzitutto credo che rischia di essere un danno per la sinistra”, ha dichiarato il primo cittadino. Sala ha ricordato il percorso che ha portato all’approvazione della vendita in Consiglio comunale, sottolineando le difficoltà affrontate per arrivare a una decisione condivisa. “La sinistra in certi momenti è meravigliosa, con grande fatica ha preso delle decisioni, come arrivare all’approvazione in Consiglio comunale della vendita, che è stata veramente un’operazione molto faticosa”, ha spiegato.
L’obiettivo, ha aggiunto, era quello di “fare una cosa giusta e anche oggettivamente di togliere il tema stadio dalla campagna elettorale“. Per questo, secondo il sindaco, riaprire la discussione rappresenterebbe una scelta inutile. “La decisione è stata presa e se si cominciano a contestare le decisioni del Consiglio comunale allora vale tutto. Quindi non solo è inutile ma certamente non fa il gioco della sinistra”, ha osservato.
Il primo cittadino ha commentato anche la provocazione del presidente del Senato Ignazio La Russa sulla possibilità di realizzare due stadi vicini: “Lancia una provocazione e tutti abboccano. È una cosa che veramente non è comprensibile”. Sala ha infine rivolto un appello diretto ai candidati del centrosinistra affinché San Siro non venga trascinato nel dibattito elettorale, rispondendo con un “assolutamente sì” alla domanda sulla necessità di tenere fuori il progetto dalla campagna.
Manovra, il giudizio negativo di Sala: “I Comuni non sono mai aiutati”
A margine dell’inaugurazione di Eicma, il Salone internazionale delle due ruote alla Fiera di Milano Rho, il sindaco è intervenuto anche sulla manovra finanziaria, esprimendo un giudizio negativo sulle risorse destinate agli enti locali e sulla mancanza di un confronto preventivo con le amministrazioni comunali. “Ci sono ovviamente poche risorse e lo sappiamo, però i Comuni non sono mai aiutati“, ha dichiarato Sala. Secondo il primo cittadino, le manovre finanziarie vengono definite «senza un reale ascolto delle nostre esigenze”.
La difficoltà, ha sottolineato, riguarda anche le Regioni. Sala ha richiamato le polemiche sui tagli alla sanità e le risorse destinate alla scuola: “Vedo le polemiche che ci sono sui tagli sulla sanità ed è un punto estremamente importante. La scuola penalizzata, quindi io non posso che esprimere un giudizio negativo”.
Sala chiede maggiori risorse per scuole e accompagnamento minori
Nel suo intervento, Sala ha evidenziato anche le difficoltà dell’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, nel rappresentare le esigenze delle amministrazioni locali durante la fase di definizione della manovra. “Per quanto Anci faccia un po’ il sindacato dei Comuni, in realtà quello che vediamo è che fa veramente fatica ad attivare un dialogo virtuoso prima che la manovra nasca”, ha spiegato. Per quanto riguarda Milano, il sindaco ha indicato alcune delle principali necessità della città, a partire da maggiori risorse per le scuole e per l’accompagnamento dei minori in difficoltà. “C’è una situazione sociale che sta cambiando e di cui dobbiamo prendere atto”, ha aggiunto.
Tassa di soggiorno, Sala: “Assurdo che a Milano sia la metà di Roma”
Tra i temi affrontati anche quello della tassa di soggiorno, sulla quale il Comune di Milano chiede una revisione dei limiti di tassazione. Sala ha contestato la differenza tra Milano e Roma, dove i livelli di imposta applicabili sono più elevati. “C’è questa assurdità, perché è un’assurdità, che i livelli di tassazione che si possono imporre sono la metà di quelli di Roma e non ha senso”, ha dichiarato. Il sindaco ha poi sottolineato come un eventuale aumento avrebbe un impatto limitato sui turisti che soggiornano negli alberghi di fascia alta: “A Milano c’è un turismo anche ricco al quale non cambia se magari pagare 5 o 10 euro per una camera che gli costa 700 euro”. La revisione della tassa di soggiorno rappresenta quindi una delle richieste avanzate dall’amministrazione comunale. «È una delle richieste che stiamo facendo ed è una richiesta che, se soddisfatta, ci aiuterebbe molto sui nostri bilanci», ha concluso Sala.
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