È terminata con l’intervento delle forze dell’ordine l’occupazione del Socs26, il “Settore occupato Città Studi” ricavato all’interno di alcuni immobili dell’Università Statale di Milano in via Celoria. L’operazione è scattata nellamattinata di martedì 14 luglio. La Polizia di Stato, affiancata dai Carabinieri e dalla Polizia locale, ha fatto ingresso negli spazi universitari occupati abusivamente dal 2024, identificando le persone presenti e avviando le operazioni di sgombero e bonifica. L’area è stata presidiata dagli agenti, anche in assetto antisommossa. Gli accessi lungo via Celoria sono stati controllati, mentre le forze dell’ordine hanno sorvegliato alcuni punti sensibili del quartiere, tra cui la zona di piazza Leonardo da Vinci.
Il bilancio del blitz: 16 denunce e documenti riconducibili all’area anarchica
Il bilancio dell’intervento è di sedici persone denunciate. Secondo quanto comunicato dal ministero dell’Interno, nei locali non erano presenti soltanto esponenti del collettivo universitario Socs, ma anche attivisti legati ai movimenti dell’intifada studentesca e a Extinction Rebellion. Nel corso dei controlli, la Digos avrebbe inoltre rinvenuto documenti riconducibili all’area anarchica e materiale propagandistico contenente messaggi di incitamento alla violenza contro le forze dell’ordine. Il materiale è stato sequestrato e sarà esaminato dagli investigatori per verificarne provenienza, contenuti ed eventuali responsabilità individuali.
Durante lo sgombero, la rete di sostegno del collettivo ha diffuso sui social un appello alla mobilitazione, invitando studenti e realtà antagoniste milanesi a raggiungere la piazzetta del Dipartimento di Chimica, accessibile da via Golgi. Gli occupanti usciti dall’edificio hanno successivamente raggiunto il presidio in corteo. Gli attivisti hanno annunciato l’intenzione di proseguire la protesta, contestando l’intervento delle forze dell’ordine e rivendicando le attività sociali, politiche e culturali organizzate negli spazi. Nato durante le mobilitazioni universitarie del 2024 a sostegno della popolazione palestinese, il Socs26 era diventato un punto di riferimento per assemblee, dibattiti, laboratori e iniziative di autofinanziamento promosse dall’area antagonista milanese.
La Statale: “Spazi restituiti allo studio e alla ricerca”
La rettrice dell’Università Statale, Marina Brambilla, ha ringraziato le forze dell’ordine, sottolineando che l’intervento sarebbe avvenuto anche in seguito alle ripetute segnalazioni presentate dall’Ateneo per ragioni di sicurezza. Secondo l’Università, lo sgombero permette di recuperare circa 2.520 metri quadrati che erano già stati ristrutturati nell’estate del 2024 e destinati alle attività di studio e ricerca della Facoltà di Scienze motorie. Prima di essere nuovamente utilizzati, gli ambienti dovranno essere sottoposti a lavori di bonifica, ripristino e rimozione degli eventuali danni. La Statale ha descritto le condizioni degli spazi come incompatibili con le esigenze dell’Ateneo e del quartiere.
Piantedosi: “Luoghi di tutti non diventino teatro di illegalità e degrado”
Sull’operazione è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, rivendicando la linea del governo contro le occupazioni abusive. “Un intervento che dimostra ancora una volta l’impegno di questo Esecutivo contro il fenomeno delle occupazioni abusive, sulla base di un principio chiaro e non negoziabile“, ha dichiarato il ministro. Piantedosi ha aggiunto che “non c’è spazio per chi ricorre alla forza e alla prevaricazione per imporre le proprie ragioni, trasformando luoghi che devono appartenere a tutti in teatro di illegalità e degrado“. Con la liberazione dell’immobile si apre ora la fase del recupero degli ambienti, che l’Università intende restituire alle attività accademiche. Sul fronte dell’ordine pubblico, resta invece alta l’attenzione sulle iniziative di protesta annunciate dai collettivi dopo lo sgombero.

