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Sala: “Sotto scorta per le minacce di estrema destra”. La Questura replica…

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala è sotto scorta della polizia locale da circa una settimana

Sala: “Sotto scorta per le minacce di estrema destra”. La Questura replica…
Beppe Sala
Beppe Sala: “Sono stato messo sotto scorta. E’ una decisione del questore dopo le minacce ricevute dall’estrema destra”. Poi arriva la precisazione della Questura di Milano: “Il sindaco non è scortato, si tratta di attività generica di vigilanza”

Milano, il sindaco Sala sotto scorta per le minacce dell’estrema destra

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala è sotto scorta della polizia locale da circa una settimana. A confermarlo lo stesso primo cittadino, a margine della cerimonia di consegna del nuovo Teatro dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

“E’ una decisione del questore, ma che vivo con tranquillità – dice – Spero che sia un momento, ma ne farei se possibile a meno”. Il provvedimento, disposto dal questore Marcello Cardona, riguarderebbe solo alcune uscite pubbliche e sarebbe legato alle recenti vicende dell’irruzione di CasaPound a Palazzo Marino. Anche se su questo Ssala non si sbilancia: “Forse si, ma, ripeto, nel momento in cui il questore decide, io mi adeguo”. 

La Questura precisa le modalità della vigilanza su Sala

La Questura di Milano ha precisato con una nota che “il sindaco Giuseppe Sala non e’ sotto scorta”. Questo in risposta alle dichiarazioni del sindaco che stamattina a margine di un evento ha detto di “vivere con tranquillita’” la decisione dell’autorita’ di pubblica sicurezza. La Questura riferisce invece che “i luoghi di lavoro e il domicilio della personalita’ sono gia’ oggetto di vigilanza radiocollegata generica, cosi’ come disposto in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza”. L’attivita’ “preventiva di vigilanza, a cura della Digos, nei luoghi degli incontri pubblici” del primo cittadino e’ stata disposta dalla Questura a “seguito delle recenti contestazioni da parte di alcune organizzazioni politiche”.

COMUNE, CASAPOUND: CONTRO DI NOI ACCUSE INFAMI, CHIEDIAMO INCONTRO A SALA

Apprendiamo che il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è stato messo sotto scorta e che questo sarebbe avvenuto per le nostre reiterate richieste di dimissioni. Prendiamo atto del fatto che per la Questura di Milano una legittima azione di opposizione politica, portata avanti con i legittimi strumenti della politica, è un atto allarmante e pericoloso. Ce ne faremo una ragione, non spetta a noi giudicare il modo in cui la Questura intende gli strumenti della politica e della democrazia”. A dirlo è il presidente di CasaPound Italia, Gianluca Iannone, in una nota. “Ciò di cui invece non possiamo semplicemente prendere atto – prosegue Iannone – è l’ambiguità con sui Sala risponde a chi gli chiede se abbia ricevuto minacce concrete: il sindaco preferisce non rispondere, lasciando margini di interpretazione che si configurano come un atto infame nei nostri confronti. CasaPound Italia rifiuta i metodi mafiosi di qualsiasi natura, sia quando si concretizzano in minacce sia quando si manifestano con un non-detto che talvolta è peggio di una minaccia esplicita”. “Siamo ormai consapevoli da tempo – commenta il presidente di Cpi – che è in atto un violento tentativo di criminalizzarci, per mettere a tacere una voce che evidentemente dà parecchio fastidio. Partecipano a questo meccanismo anche forze politiche istituzionali, che progressivamente stanno alzando l’asticella, magari sperando di farci cadere in trappola”. “Si diano tutti una calmata: non succederà. Giusto qualche giorno fa, abbiamo inoltrato alla segreteria del sindaco una lettera in cui chiedevamo un incontro, per illustrare le nostre posizioni e la nostra attività sul territorio. Noi facciamo così: ci mettiamo la faccia e diciamo le cose apertamente. Da parte di Palazzo Marino siamo ancora in attesa di una risposta. Speriamo che il sindaco Sala voglia rimediare a questo ‘incidente mediatico’, in cui è occorso lasciando ipotizzare minacce da parte nostra, rispondendo finalmente alla nostra lettera e accettando quel confronto a viso aperto che noi chiediamo e che tutti dovrebbero volere”. red 271511 LUG 17 NNNN