La guerra a Gaza e il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv stanno divorando il dibattito nel centrosinistra milanese. Una questione internazionale, lontana dai dossier concreti della città — casa, traffico, sicurezza, urbanistica, trasporti — è diventata invece ad oggi il principale detonatore politico dentro la maggioranza che sostiene Giuseppe Sala.
Da settimane il confronto interno ruota attorno alla richiesta dei Verdi di sospendere i rapporti con Tel Aviv. L’ultimo voto a Palazzo Marino ha lasciato ferite profonde: il Pd – a sua volta non compatto – si è ritrovato stretto tra l’ala ambientalista e la componente riformista della coalizione, mentre il sindaco ha parlato apertamente di “frattura” con riferimento proprio alla maggioranza dei dem.
E così oggi il maggiore partito della coalizione si ritrova nel ruolo più scomodo: quello del pompiere. Da una parte Europa Verde alza il livello dello scontro politico e morale, dall’altra Azione e Italia Viva accusano i Verdi di trasformare la coalizione in un campo di battaglia ideologico permanente.
Bonelli: “Non siamo un soprammobile della coalizione”
Ad accendere ulteriormente il clima è stato Angelo Bonelli, leader nazionale di Europa Verde e portavoce di Avs, che in un’intervista al Corriere della Sera ha rivendicato senza mezzi termini la linea dei consiglieri milanesi. “Vogliamo salvare i nostri alleati dal suicidio politico. Ma se credono che noi possiamo essere un soprammobile della coalizione si sbagliano“, ha dichiarato Bonelli, rivendicando le battaglie portate avanti dai Verdi su urbanistica, stadio e gemellaggio con Tel Aviv. Il leader ambientalista ha accusato il centrosinistra moderato di voler minimizzare il tema Gaza: “Sul gemellaggio è stato commesso un errore, non andava eluso il voto precedente del Consiglio comunale”. E ancora: “Di fronte alla barbarie più totale è un errore accontentarsi di frasi di circostanza”.
Poi l’affondo politico contro i centristi: “Abbiamo un peso specifico decisamente superiore a quello di Italia Viva e Azione messe insieme“. Fino alla stoccata più pesante: “Se qualcuno pensa di poterci tenere lì come un soprammobile mentre continua a rincorrere Renzi e Calenda si sta sbagliando di grosso”.
La replica di Scalfarotto: “Pensino a tagliare l’erba”
Parole che hanno provocato la reazione immediata dell’area riformista della coalizione. Dal fronte di Italia Viva è arrivata la replica sarcastica di Ivan Scalfarotto: “I Verdi salvano il centrosinistra dal suicidio solo se tagliano l’erba nelle aiuole, tengono pulita la città e contribuiscono al lavoro di squadra. Altrimenti rischiano di causarlo”. Queste le caustiche parole riportate dal Corriere. Dietro l’ironia, però, si nasconde una tensione politica ormai evidente. Azione e Italia Viva considerano ormai il caso Tel Aviv una continua fonte di destabilizzazione interna e sarebbero pronte a chiedere un nuovo tavolo di coalizione con il sindaco, a pochi giorni dall’ultimo confronto di maggioranza. Il punto politico è che mentre Milano affronta il finale di mandato, i cantieri olimpici, il nodo casa e la lunga corsa verso le Comunali 2027, il centrosinistra continua a consumarsi su una vicenda simbolica che finisce per cannibalizzare ogni altra agenda amministrativa.
Il Pd tenta di spegnere l’incendio, Roggiani: “Sono più le cose che ci uniscono”
In mezzo, come detto, il Pd prova disperatamente a ricucire. Il segretario milanese Alessandro Capelli ha lanciato un appello alla responsabilità: “Il mondo del lavoro chiede di lasciar perdere discussioni interne e concentrarci sui bisogni delle persone. Manca un anno alla fine del mandato”. Per Capelli “ci sono tantissime cose da fare in questi dodici mesi di amministrazione» e «il popolo del centrosinistra milanese ci chiede di stare uniti». Da qui il monito ai partner di coalizione: «Insistere su quello che unisce e non su quello che divide”.
Anche Silvia Roggiani, segretaria regionale del Pd, ha provato a raffreddare il clima: “Sono molte di più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono”. E ancora: “Il Pd ha l’onere e l’onore di costruire un equilibrio che tenga insieme tutte le sensibilità del popolo di centrosinistra”. Roggiani respinge anche l’accusa di inseguire i centristi: “Oggi a Milano abbiamo una coalizione che tiene insieme da Azione e Iv ad Avs”. Ma ammette implicitamente la profondità della ferita aperta dal voto su Tel Aviv: “Mi è spiaciuto per quanto accaduto in Consiglio comunale”.
Le tensioni restano anche dentro il Pd
Il problema, però, è che le tensioni non attraversano soltanto la coalizione: dividono anche lo stesso Pd. Se la linea ufficiale del partito è quella di abbassare i toni e riportare il dibattito sui temi amministrativi, una parte dei dem continua a ritenere che Sala abbia ignorato l’indicazione politica arrivata dall’aula. La vicesegretaria del Pd milanese Giulia Pelucchi lo dice apertamente: “Il Consiglio comunale si era già espresso con chiarezza”. E ancora: “Credo che la giunta si sarebbe dovuta attenere alla decisione già assunta dal Consiglio comunale”. Nel frattempo anche lo scontro tra Sala e i Verdi continua ad alzarsi di livello. Il sindaco ha rilanciato sui social il post del sindaco di Tel Aviv contro il ministro israeliano Ben-Gvir, commentando: “Fare di tutta l’erba un fascio è un grave errore”. Durissima la replica della consigliera verde Francesca Cucchiara: “Le critiche a Ben-Gvir sono arrivate perfino da Netanyahu”. Poi l’attacco: “Non si capisce perché l’amministrazione di Tel Aviv non sia riuscita a esprimere analoghe parole di condanna verso il governo israeliano per i 70 mila palestinesi uccisi”.

