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Milano vieta botti e petardi vicino agli animali: multe fino a 200 euro

Approvata la modifica al Regolamento di Polizia Urbana proposta dalla Lega: stop ai fuochi in prossimità di ospedali, case di riposo, abitazioni, parchi e aree sensibili

Milano vieta botti e petardi vicino agli animali: multe fino a 200 euro

Botti e petardi da Capodanno a Ferragosto, Milano segue Verona come seconda “città del silenzio”Basta botti come se fossero bombe in prossimità di persone, animali e luoghi sensibili come ospedali, case di riposo e aree faunistiche: ora sono vietati. Lo ha deciso il Comune con la delibera che integra il Regolamento di Polizia Urbana al Titolo III, integrato dall’articolo 96 che norma i luoghi ormai protetti. Non solo: al divieto è anche accompagnata una sanzione che va da 50 a 200 euro.

La proposta della Lega approvata in consiglio

Primo firmatario della proposta di delibera, il consigliere comunale e Segretario provinciale della Lega, Samuele Piscina che commenta la svolta di civiltà: “Con l’approvazione della mia proposta di delibera sul divieto di scoppio dei botti in prossimità di persone fragili, animali, abitazioni, parchi e luoghi sensibili, il Comune di Milano compie finalmente un passo avanti di civiltà e buonsenso”

Nel provvedimento si legge che “botti e petardi non rappresentino soltanto un problema di sicurezza pubblica, ma possono avere conseguenze concrete sulle persone più fragili” e che l’obiettivo è “ridurre i rischi per l’incolumità pubblica, limitare i pericoli di incendio e contenere i disagi causati agli animali domestici e selvatici”.

La tutela di persone fragili e animali

Il tema non è solo normativo: è il riconoscimento che per anni si è tollerata una pratica dannosa, capace di ferire anziani, bambini, animali domestici e fauna selvatica, peggiorare la qualità dell’aria e trasformare la notte in un ambiente ostile per chi non può difendersi dal rumore. Il divieto ha ricadute dirette anche sugli ambulatori e cliniche veterinarie anche della periferia incluse tra i “luoghi di ricovero” tutelati. L’impatto dei botti sul benessere animale è documentato e nei cani e nei gatti l’esposizione a rumori esplosivi può provocare panico, fughe, traumi fisici e comportamentali. Limitare l’uso di articoli pirotecnici nelle aree frequentate da animali significa ridurre concretamente questi episodi nei contesti urbani più densi, proteggendo gli animali e chi li cura. In alcune zone del Paese i botti sono persino un linguaggio parallelo, utilizzato per segnalazioni legate a traffici illeciti, come se il rumore fosse un codice e non un pericolo.

Le altre città seguiranno Milano?

Resta ora la domanda per il resto d’Italia: le altre grandi città seguiranno Milano o continueranno a considerare “tradizione” ciò che ogni anno produce feriti, incendi, animali dispersi e interventi d’emergenza? E soprattutto perché, nonostante evidenze e richieste crescenti, il Paese fatica ancora a trasformare questo divieto in una legge nazionale capace di tutelare in modo uniforme persone, ambiente e animali. Milano ha rotto un’abitudine; ora bisogna capire chi avrà la forza di rompere il silenzio.