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Milano
Movida, ecco chi non si diverte. Il docufilm del coordinamento antimovida

“Il grande risveglio”. On line il documentario del coordinamento antimovida selvaggia. Ecco, a disposizione di tutti, il documentario del coordinamento dei residenti e delle associazioni di tutta Italia che si battono contro la movida selvaggia, un fenomeno che produce ormai solo caos, sballo, spaccio, degrado.

La prima parte del documentario “il grande risveglio”, girato a Bologna durante il convegno nazionale del 17 maggio 2014, illustra le tematiche dei comitati di residenti di numerose città italiane( da Torino a Catania ) che si stanno organizzando a livello nazionale per chiedere, tra l’altro: 1- il divieto di vendere alcolici d’asporto dopo le 22; 2- la modifica della legge Bersani sulle liberalizzazioni; 3- la tutela dei nostri monumenti e piazze storiche trasformati in dehors per i locali notturni 4- che l’articolo del codice penale 659 non venga depenalizzato come prevede una recente proposta di legge, che altrimenti consentirebbe l'emissione incontrollata di decibel senza controllo procurando danni incalcolabili al riposo e alla salute dei residenti.

La seconda parte del documentario, “Certe notti”, di prossima pubblicazione on line, rende note le infinite ma sconosciute storie delle tante città italiane rese invivibili dalla movida selvaggia e dal fenomeno dell’alcolismo giovanile.Un calvario notturno che i residenti provenienti da trenta città italiane hanno raccontato a Bologna. Un utile “manuale” per i comitati spontanei di residenti che ormai sorgono a migliaia in un' Italia devastata dal dilagare del preoccupante fenomeno della “ movida selvaggia” e che vogliono documentarsi e difendersi per affermare il proprio diritto al riposo notturno. Rileva Simonetta Chierici, coordinatrice dei comitati anti movida che hanno prodotto questo documentario, di cui ora esce la prima parte: “La cruda realtà dell'appoggio incondizionato e anzi della spinta all'amplificazione della movida selvaggia da parte delle Amministrazioni Comunali o almeno di quella di Torino è questa, semplice e implacabile: la famelica ricerca di denaro. Soldi che devono cercare di alleviare l'immenso debito pubblico che devasta la città, Torino è sull'orlo della banca rotta, ogni fonte di denaro è perseguita, non importa se la città verrà devastata, distrutta, annientata, basta incassare. Si approva con delibera comunale qualunque scempio purchè finanziato da qualcuno, non ci si domanda nemmeno chi è quel qualcuno, purchè paghi, paghi, faccia confluire nelle esangui casse del Comune soldi, soldi, la maggior quantità di soldi. Non dobbiamo dunque stupirci se la città viene venduta anche ai venditori di alcol che assicurano soldi alle casse dei Comuni: dehors, licenze, qualche multa ben calibrata, magari un bel po' di voti dagli sballati mandati in pasto ai venditori di alcol e di droga, un buon mix che porta comunque vantaggi alle nostre Amministrazioni. Noi: cittadini che chiedono il rispetto delle regole, del riposo, della salute nelle zone ad alta densità abitativa, che chiedono civiltà, rispetto dei quartieri, a volte di monumenti di incalcolabile valore storico/architettonico, ecc.ecc. siamo considerati degli scocciatori, dei fastidiosi disturbatori di progetti ben definiti che mirano all' incasso di soldi, soldi, tanti soldi e di mantenimento di potere, noi veniamo imboniti con qualche concessione del tutto inutile, con qualche promessa che poi regolarmente non viene mantenuta, con qualche regolamento che naufraga con la scusa che mancano i mezzi per metterlo in pratica, ecc.ecc. Credo dovremmo prendere coscienza di una cosa fondamentale: ciò che muove e potenzia la movida selvaggia in Italia è un gigantesco, inquietante, implacabile meccanismo economico/politico di fronte al quale siamo delle formichine forse impotenti.”

Il grande risveglio( parte prima) : 36 minuti. La realizzazione del documentario è del giornalista Claudio Bernieri Le musiche originali sono di Luciano d’Addetta.

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