Milano continua ad attrarre i vip internazionali. Tra i nuovi nomi che hanno scelto il capoluogo lombardo per vivere c’è anche Naomi Campbell, una delle top model più celebri al mondo. La modella britannica, nata a Londra nel 1970, ha deciso di lasciare la capitale inglese per trasferirsi a Milano, città che ha avuto un ruolo importante all’inizio della sua carriera. Era ancora giovanissima quando, alla fine degli anni Ottanta, Giorgio Armani la portò sulle passerelle, contribuendo alla sua affermazione nel mondo della moda. A distanza di decenni, il rapporto con Milano sembra quindi essersi trasformato in una scelta di vita.
A confermare la presenza della top model in città sono anche alcune immagini pubblicate sul suo profilo Instagram. In due fotografie in bianco e nero, Campbell appare mentre passeggia per le strade di Milano insieme ai suoi due Dobermann. Un’apparizione lontana dai riflettori delle passerelle, che mostra la modella in una dimensione quotidiana e contribuisce ad alimentare le indiscrezioni sulla sua nuova vita milanese. Il look è decisamente informale: jeans e maglietta, senza particolari accorgimenti, mentre sullo sfondo si riconoscono alcune delle zone più rappresentative della città, tra Porta Garibaldi, corso Como e corso Garibaldi, nell’area compresa tra Porta Nuova e CityLife.
Campell a Milano, Ilaria Salis “Flat tax profondamente ingiusta, è in corso una sostituzione di classe”
La scelta di Campbell si inserisce in un fenomeno più ampio che vede come noto Milano attirare manager, imprenditori e personalità internazionali interessati a stabilirsi nel capoluogo lombardo. Tra le ragioni del crescente interesse, la possibilità di usufruire del regime fiscale destinato ai nuovi residenti con patrimoni elevati.
Ed è su questo che ha innescato la polemica sui social l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Salis. In un post pubblicato su Facebook, Salis ha infatti utilizzato il caso di Naomi Campbell per intervenire nel dibattito sulla flat tax prevista per i nuovi residenti facoltosi. “Nulla contro Naomi Campbell sia chiaro”, ha scritto l’europarlamentare, sostenendo però che la modella rappresenterebbe “solo una delle tante persone facoltose che sceglie di trasferire la propria residenza a Milano a causa della flat tax per i super ricchi”. Secondo Salis, chi ha la possibilità di usufruire del regime fiscale lo fa “per risparmiare anche se non ne avrebbe bisogno. Questa flat tax è una misura profondamente ingiusta. che consente ai ricchi stranieri di sottrarsi alla tassazione progressiva – ancora più di quanto già non riescano a fare i ricchi italiani – e non richiede una rendicontazione dettagliata dei redditi prodotti all’estero. Un regalo clamoroso, insomma”.
Non solo un favore ai ricchi, ma anche un problema in più per la restante parte della popolazione milanese. Argomenta Salis: “Il risultato di questo modello fiscale è tragico. Oggi Milano conta 115mila residenti con almeno un milione di dollari di patrimonio liquido investibile: circa uno ogni dodici. E tra il 2014 e il 2024 il loro numero è cresciuto del 28%. Questa crescente concentrazione di ricchezza contribuisce ad alzare il costo della vita e, soprattutto, quello della casa. Così, per le persone comuni, vivere a Milano è diventato sempre più difficile, se non impossibile: trovare casa a un prezzo sostenibile, arrivare a fine mese, figuriamoci mettere su famiglia. Naomi Campbell, suo malgrado, è l’esempio vivente che a Milano non è in corso nessuna “sostituzione etnica”. L’unica vera sostituzione è quella di classe: chi ha meno viene espulso, chi ha milioni viene incentivato a trasferirsi qui. Milano deve cambiare! #TaxTheRich”.
Il dem Pacini contro il Vogue World in Galleria: “Luoghi pubblici che diventano privè”
Il glamour della Milano Fashion Week riporta dunque alla ribalta il tema di una città a due velocità. Una questione che aveva sollevato pochi giorni fa anche Lorenzo Pacini, candidato alle primarie del Pd, in occasione dell’evento Vogue World in Galleria: “Non possiamo permettere che tutto possa diventare possibile a fronte di lauti pagamenti per occupare il suolo pubblico”, aveva polemizzato Pacini, spiegando che “per diverse ore Galleria Vittorio Emanuele e Piazza Duomo sono state la location del privè degli ospiti di Vogue. Due luoghi pubblici. Che diventano privati. Esclusivi”. Altri avevano invece salutato positivamente l’iniziativa: oltre alla visibilità data alla città, ci sono anche i tre milioni di euro devoluti dall’organizzazione al Comune, e che saranno utilizzati per una biblioteca a Quarto Oggiaro.


