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Milano
Nel governo Renzi neppure un milanese del Pd: "Ci aspettavamo di più"

di Fabio Massa

Quanti milanesi del Partito Democratico ci sono nel governo Renzi? Zero. Numero impietoso, eppure è così. Il sindaco di Firenze, che con Giuliano Pisapia si era fatto delle grandi e belle foto, e grandi baci e abbracci, alla prova del nove ci mette, appunto, uno zero. A meno di non considerare, con un grande sforzo di semplificazione geografica, un "milanese" anche Maurizio Martina, ministro all'Agricoltura, che invece è di Bergamo. O di non considerare milanese Ivan Scalfarotto, che invece è di Pescara, con lunghi anni passati a Londra.

I milanesi al governo ci sono, ma sono tutti di altri partiti. Nessuno del Pd. Maurizio Lupi, Ncd, è milanese doc, con la mamma che vive ancora nel quartiere Barona. Ilaria Borletti Buitoni, Scelta Civica, è milanesissima ed è sottosegretario al turismo. Luigi Casero, per lunghi anni coordinatore milanese del Pdl e adesso in Ncd, è viceministro all'Economia. Insomma, se milanesi ci sono al governo, neppure uno è democratico. Dall'entourage del sindaco arriva un "no comment" perché ben presto sarà proprio il primo cittadino a parlare.

Intanto affonda il colpo con Affaritaliani.it il consigliere regionale Onorio Rosati, membro della "minoranza" cuperliana ed ex segretario della Camera del Lavoro di Milano. "La nostra assenza? Si raccoglie quel che si semina. Purtroppo la situazione del partito milanese e le sue divisioni interne hanno prodotto questo risultato. Siamo riusciti a confermare Maurizio Martina a livello regionale. Ma Milano non è riuscito a fare la stessa cosa. Si sperava per Emanuele Fiano, ma non è andata così. Forse il territorio non è abbastanza autorevole. E adesso Milano conta meno di tutte le altre grandi città". Poi tira una stoccata: "Non è un buon segnale. A Milano si produce il 25 per cento del Pil italiano. Non c'è nessun milanese. Difficile pensare che questo voglia essere il governo del cambiamento se non tiene in considerazione le realtà più avanzate del Paese".

Il segretario regionale Alessandro Alfieri plaude alla presenza della Lombardia, ma si dispiace per l'assenza di Emanuele Fiano: "Sbagliato che le competenze di Emanuele Fiano non siano state valorizzate. E' un'occasione persa. A Luciano e Ivan i migliori auguri di buon lavoro". Laconico Pierfrancesco Majorino, civatiano doc e assessore al Welfare di Pisapia, che ad Affari commenta lapidario: "Mi aspettavo di più da Renzi". Pietro Bussolati, segretario metropolitano del Pd prende una posizione più sfumata, ma ad Affari rimarca l'assenza di Fiano: "Emanuele manca. E questo ci dispiace molto. L'avevamo indicato come persona validissima per il governo. Siamo invece contenti per Ivan Scalfarotto". Poi "risponde" a Rosati: "Il Pd milanese ha lavorato per unire i territori e per valorizzare le competenze. Lo dimostra la nomina di Maurizio Martina. Abbiamo fatto gioco di squadra. Ci siamo attivati per chiedere un incontro a Renzi per sottoporgli i temi più importanti di Milano a partire da Expo".

@FabioAMassa

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