Polemiche in Consiglio regionale della Lombardia per l’elezione dell’ex assessore leghista della Provincia di Milano, Massimo Pagani, a garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza. Pagani, candidato dalla maggioranza di centrodestra, e’ stato eletto dal Consiglio regionale a scrutinio segreto con 44 voti. Per l’elezione era richiesta la maggioranza assoluta di 41 voti e l’asticella e’ stata superata alla sesta votazione, nonostante le proteste arrivate dall’opposizione di centrosinistra che considera razzisti alcuni slogan pubblicati sul suo profilo facebook. Tra i compiti del garante c’e’ quello di promuovere la conoscenza dei diritti dei minori, sensibilizzare le istituzioni in occasione della giornata internazionale (20 novembre), segnalare episodi di discriminazione ed esclusione sociale. Dopo l’elezione la vicepresidente del Consiglio regionale in quota Pd, Sara Valmaggi, ha spiegato: “Una decisione insostenibile, hanno scelto la persona sbagliata. Si trattava di individuare una figura di garanzia, sensibile ai problemi dei minori, e hanno puntato su Pagani solo per una logica spartitoria e per dare un posto a un ex assessore provinciale”. Secondo Valmaggi “Pagani ha un profilo non coerente con le caratteristiche richieste”. Duro anche il commento della capogruppo del Patto civico, Lucia Castellano: “Alla fine ha prevalso la logica della spartizione e la Lega l’ha spuntata. Il nuovo garante regionale per l’infanzia e’ un suo uomo, che invoca le ruspe per i campi rom e pubblica pistole sui social in nome della legittima difesa. La persona sbagliata al posto sbagliato: una vergogna”. Da parte sua, il capogruppo del M5S Dario Violi sostiene che si tratta di “una nomina inconcepibile, stando al curriculum e’ persona con competenze quantomeno dubbie per fare da garante regionale all’infanzia”

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Polemiche in Consiglio regionale della Lombardia per l’elezione dell’ex assessore leghista della Provincia di Milano, Massimo Pagani, a garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza. Lucia Castellano (Patto civico): “Logiche di spartizione: è un uomo che invoca le ruspe per i campi rom e pubblica pistole sui social in nome della legittima difesa. La persona sbagliata al posto sbagliato: una vergogna”
