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Milano

 

ada de cesarisdi Fabio Massa
 
A essere buoni lo si può definire un temporale di fine stagione. A essere meno buoni - o forse semplicemente realistici - è l'inizio di una nuova fibrillazione sull'asse Pd-giunta di Milano. Questi i fatti: Lucia De Cesaris, vicesindaco di Milano tradizionalmente fortemente sponsorizzata dal Partito Democratico, viene messa in calendario alla Festa del Pd insieme all'ex segretario Pierluigi Bersani. Proprio dell'ex segretario, del resto, lei è stata coordinatrice della mozione a Milano, salvo poi - malgrado ondeggiamenti e ritrattazioni dell'ultima ora - spostarsi su posizioni più filorenziane, in accordo con il sindaco di Milano. Scelta maligna, quella di metterla sul palco insieme a Bersani? Non si sa. Sicuramente, vista la sua storia politica, non incoerente.
 
Secondo quanto può ricostruire Affaritaliani.it, il problema nasce dall'incontro tra Cuperlo e Bersani. La dirigenza locale, con Roberto Cornelli, segretario provinciale e "padrone di casa" in testa, si è infatti schierata con Gianni Cuperlo, la cui iniziativa alla Festa era stata spostata proprio a sabato. Giorno nel quale, guarda caso, arrivava Bersani. Inevitabile (e forse concordato) l'incontro tra i due, il panino al Valtellina e poi l'ingresso insieme nella sala, la foto di rito. E Bersani inizia a parlare di come ha conosciuto Cuperlo e della loro storia comune. Se non è stato un endorsement poco ci mancava. Il giornalista chiamato a moderare, Francesco Verderami, a questo punto prosegue con l'intervista. Di fatto, "salta" l'introduzione che doveva essere affidata alla De Cesaris, alla quale - pensa la dirigenza - saranno invece affidate le conclusioni. Ma lei, il vicesindaco, non ci sta. E sbotta. Prima contro il fatto di non aver potuto parlare: "Mi sono alzata presto e ora me ne vado a dormire dopo essere stata zitta un'ora", avrebbe detto. Poi contro la dirigenza locale. Dopo contro il Pd: "Per fortuna che non sono iscritta ai democratici". Infine, contro Bersani, con un sostegno dichiarato più che esplicito per Matteo Renzi. La sala esplode, i fischi sono tanti. E Pisapia, che l'anno scorso era molto amato al Carroponte e quest'anno decisamente meno (complice l'aumento degli abbonamenti e la vicenda dell'Irpef), si trova adesso con una bella grana. Perché - secondo quanto può riferire Affaritaliani.it  - Cornelli avrebbe chiamato direttamente il sindaco per informarlo dell'incidente. "Non è accettabile - avrebbe detto il segretario - che alla Festa del Pd si insulti il Pd". La promessa, dall'altro capo del telefono, è stato di chiarire la cosa. Intanto però, è anche iniziato a girare l'sms che Cornelli avrebbe scritto a Pisapia con in copia la De Cesaris, nel quale si chiede un incontro urgente per definire la questione. Con tutta probabilità il segretario chiederà le scuse pubbliche della De Cesaris. Se lei smorzerà, la vicenda si chiuderà. Altrimenti sarà inevitabile la richiesta di dimissioni. Considerato che in aula è tempo di bilanci, rimodulazioni dell'Irpef (con attacco che sta arrivare anche dalle parti di Sel), e altro, la minaccia è più che concreta. Anche perché c'è chi ricorda che c'è ancora Boeri da "vendicare"...
 
@FabioAMassa
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