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Milano
Piepoli: "Pisapia non può dormire sonni tranquilli nel 2015"

 

"Salvini è un'emozione, e l'emozione non può essere quantificata. Lupi? Ottimo amministratore, vicino alla gente. Ecco perché Pisapia non può dormire sonni tranquilli". L'analisi di Nicola Piepoli, decano dei sondaggisti, delinea un 2015 di grande incertezza politica in vista delle comunali... L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Nicola Piepoli, le elezioni sono lontane ma già Matteo Salvini, Maurizio Lupi e Giuliano Pisapia stanno scaldando i motori. Chi è in pole position?
Domanda complessa. Molto complessa, che non ha una risposta certa. Diciamo che Salvini è in una posizione di picco emozionale nei confronti della città.

Che cosa vuol dire?
Vuol dire che è difficile posizionarlo sulla scacchiera senza dati precisi, che ad oggi non ci sono. Le emozioni non si possono posizionare. Faccio un esempio...

Prego.
Ricordiamoci di quando venne fatto sindaco Formentini. La Lega era un movimento emozionale e il risultato finale è che ha stravinto. Non bisogna mai sottovalutare quanto un politico riesce ad emozionare la gente.

Insomma, chi dice che Pisapia può dormire sonni tranquilli sbaglia.
Rispondo con Puccini: nessun dorma.

E Maurizio Lupi?
Anche lui potrebbe essere un buon candidato. E' un ragazzo intelligente che sa amministrare una città importante e che sa governare una combinazione variegata come è quella della cdo. Basta guardarlo a Rimini (al meeting di Cl, ndr) più che a Roma. E' un grandissimo organizzatore, molto più di quanto può apparire in televisione.

Tuttavia appare meno empatico di Salvini...
Meno empatico ma con molta più intelligenza. Diciamo che è più un amministratore che un politico. E con questo non voglio dire che Salvini sia stupido, anzi. Ma Lupi ha più intelligenza amministrativa.

Di Pisapia si dice che vincerà a mani basse perché il fronte opposto è spaccato.
E chi l'ha detto che essere spaccati oggi sia un segno di debolezza? Chi ha detto che potrebbe determinare la sconfitta piuttosto che la vittoria. Dipende da chi sono i leader delle parti spaccate. La verità è che prima ci si coalizza contro e poi ci si spacca. Per fare un paragone "antico": prima si va a caccia insieme, poi ci si litiga sulle prede. Pisapia ne tenga conto.

 

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