ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
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C’era una volta un Paese nel quale, per far andare i mezzi e i tram e gli autobus bisognava assumere le persone… di nascosto. Questo Paese è Milano, e chi ha deciso di assumere macchinisti e dipendenti è stato il gran visir di tutte le metropolitane Bruno Rota. Che cosa ha fatto il buon Rota? Ha visto che doveva iniziare a insegnare ai nuovi conducenti a guidare i mezzi, e che per questo lavoro ci vogliono mesi e mesi, e che il periodo di Expo si avvicinava pericolosamente, e che Palazzo Marino, come spesso accade, se ne fregava altamente. Anzi, in una delibera firmata dall’assessore Chiara Bisconti, addirittura aveva formalmente vietato a tutte le società partecipate del Comune di assumere persone. C’è la crisi, aveva detto Pisapia, bisogna mettere uno stop al costo del personale. Nero su bianco, il re del Palazzo Marino, aveva vietato a tutti i visir (compreso Davide Corritore, presidente di MM), di assumere personale. Ma Bruno Rota ha disubbidito. “Disubbidienza civile”, la chiama il Corriere della Sera. Altrimenti i nuovi treni, nei sei mesi di Expo, sarebbero rimasti fermi nei depositi. Strano Paese quello nel quale bisogna disubbidire per fare il bene pubblico. Ed è uno strano Paese anche quello nel quale, in piena fame di lavoro, durante la crisi più grande del secolo, la gente non si presenta a un colloquio di lavoro solo perché cade nel week end. E’ capitato all’azienda Mail Express, che ha selezionato 563 candidature per i colloqui di sabato e di domenica, anche nella sua sede di Milano. Si sono presentati solo in 25. La motivazione? “E’ più importante la famiglia”. E così, in questo strano Paese, tra il tengo famiglia e la disubbidienza civile, viviamo tutti felici e contenti.

