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Pinocchio/ C’era una volta la Provincia, e adesso non c’è più

ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), ALLE 19.15

Pinocchio/ C’era una volta la Provincia, e adesso non c’è più
Pinocchio rubrica Radio Lombardia

ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45

C’era una volta la Provincia, e adesso non c’è più. Ora c’è, da un paio d’anni a questa parte, la Città Metropolitana. Che rispetto alla Provincia, abolita per volontà del governo di centrosinistra su una volontà popolare decisamente diffusa, ha queste caratteristiche: non viene votata dai cittadini, ma dagli eletti. Quindi, di fatto, di queste elezioni non gliene frega niente a nessuno. Non ha più soldi in cassa per fare alcunché, salvo pagare (e neanche tutti) gli stipendi a dipendenti e collaboratori. Obbliga i politici che vengono eletti a lavorare a gratis, immaginiamo con qualche interesse di ritorno d’immagine e non vogliamo pensare ad altro perché siamo buoni e perché l’ente è di una inutilità talmente crassa che pure le pastette sembrano proprio impossibili. Quelli che si candidano o sono sindaci, che dentro la città metropolitana pensano di stabilire una rete di relazioni, oppure sono consiglieri comunali che la usano come gradino per salire di livello. In ogni caso, in tutto questo i cittadini c’entrano davvero poco. E tutto nasce dal principio, dal fatto che non si vota direttamente ma che sono gli eletti a scegliere. Fate conto che sul sito della Città Metropolitana non c’era neppure l’orario di inizio dello spoglio. Solo quello della proclamazione, come dire: a giochi fatti vi diciamo chi ha vinto. Affaritaliani.it Milano ha fatto una scommessa: azzeccare il 90 per cento o più di eletti 5 giorni prima del voto. Indovina indovinello? Ci abbiamo preso. Non c’è neppure l’incertezza sull’andamento delle urne. C’è solo un gigantesco gioco di accordi, tutti politici. Davvero è questa la politica che vogliamo? Se non fossero davvero così incapaci da sbagliare addirittura le grafiche (refendum al posto di referendum in un mega poster su un palco), quelli del no al referendum costituzionale avrebbero una magnifica possibilità di fare campagna elettorale a costo zero. Certo, finché mandano Zagrebelski a farsi massacrare da Renzi, fanno venir voglia di votare sì.

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