La manovra 2027 prevede un contributo di circa 5 miliardi di euro da banche e assicurazioni. Le nuove misure fiscali arrivano mentre il sistema bancario italiano è attraversato da fusioni e acquisizioni, con possibili conseguenze sugli investimenti e sulle strategie degli istituti di credito.
Manovra 2027, nuovi contributi dalle banche: cosa prevede il Governo
Il Documento programmatico di bilancio, approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre, prevede un contributo del settore finanziario pari allo 0,21% del Pil nel 2027, allo 0,13% nel 2028 e allo 0,10% nel 2029. Le modalità del prelievo dovranno essere definite nel testo della legge di Bilancio. Le nuove entrate serviranno a finanziare parte degli interventi previsti dalla manovra, ma il possibile aumento della pressione fiscale preoccupa gli operatori impegnati in processi di aggregazione.
Secondo quanto Antonio Uricchio, professore ordinario di Diritto tributario all’Università di Bari, sulle pagine de Il Sole 24 Ore, la stabilità normativa è fondamentale per consentire agli istituti di pianificare investimenti e acquisizioni. “La continuità delle regole è centrale per gli investitori e per le operazioni di consolidamento, programmate su orizzonti pluriennali anche in base alle aspettative sul trattamento fiscale”, osserva Uricchio.
Extraprofitti bancari e Irap, quali tasse pagano già gli istituti
Le nuove misure dovranno coordinarsi con le disposizioni fiscali introdotte negli anni precedenti. La normativa del 2023 sugli extraprofitti bancari consentiva agli istituti di evitare il versamento dell’imposta straordinaria accantonando una riserva non distribuibile pari ad almeno due volte e mezzo il tributo.
La legge di Bilancio 2026 ha successivamente previsto un meccanismo di affrancamento delle riserve, con aliquote del 27,5% e del 33%, a seconda dell’esercizio di riferimento. Per il triennio 2026-2028 è stato inoltre disposto un aumento di due punti percentuali dell’Irap per banche e assicurazioni, con le esclusioni previste dalla legge.
Secondo Uricchio, la disciplina dovrebbe chiarire anche il trattamento delle riserve e dei contributi straordinari quando un istituto ne acquisisce un altro. Nelle fusioni entrano infatti in gioco imposte anticipate, deduzioni differite e vincoli sulle riserve, elementi che possono modificare il costo complessivo delle operazioni.
Intesa Sanpaolo-Mps, il risiko bancario verso il 29 ottobre
Il confronto sulle nuove imposte coincide con una settimana particolarmente intensa per il mercato bancario. Il 21 ottobre Intesa Sanpaolo ha comunicato l’iscrizione dell’aumento di capitale destinato a finanziare l’offerta pubblica di acquisto e scambio su Monte dei Paschi di Siena.
Il prossimo appuntamento è fissato al 29 ottobre, quando l’assemblea degli azionisti di Mps sarà chiamata a pronunciarsi anche sulle operazioni alternative riguardanti Banco Bpm e Banca Generali. L’eventuale approvazione di alcune di queste proposte renderebbe inefficace l’offerta di Intesa Sanpaolo, secondo le condizioni comunicate dall’istituto.
Le aggregazioni bancarie puntano a rafforzare il patrimonio degli intermediari, ridurre i costi operativi e sostenere gli investimenti tecnologici. Un quadro fiscale incerto può però complicare la valutazione economica delle acquisizioni. Per Uricchio, regole specifiche e prevedibili sulle operazioni straordinarie consentirebbero agli istituti di calcolare con maggiore precisione gli oneri fiscali, favorendo il consolidamento del sistema bancario italiano e la sua competitività sul mercato europeo.
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