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Milano
Pinocchio/La strana passione per i bandi nel Paese dell'illegalità

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C'era una volta un Paese dove fioccavano gli avvisi di garanzia uno dietro all'altro, eppure nessuno imparava nulla e si continuavano a fare gli stessi errori. Facciamo un esempio. A Milano si parla da settimane del nuovo stadio del Milan. Che, a guardare i progetti, sembra davvero bellissimo. E allora il vicesindaco di Milano dice che è fantastico, e allora pure i vertici di Fondazione Fiera dicono che è magnifico, e pure Maroni dice che è bello anche se lui vorrebbe farlo sull'area di Expo. Che cosa si scopre poi? Che sull'area del Portello, dove dovrebbe sorgere lo stadio, si sta facendo una gara. Una gara, capito? E allora uno qualunque di questo strano Paese dell'illegalità si chiede a che cosa servono le buste chiuse, le procedure d'appalto blindate, un commissario contro le infiltrazioni negli appalti se a decisione ancora da prendere, sono già tutti là a commentare quanto è bello uno dei progetti. E' un po' come la storia del Leoncavallo. Il Comune dice che vuole regolarizzare tutto, e che poi metterà lo stabile occupato dal centro sociale a bando. Viene da ridere: chi vincerà il bando? Non lo vincerà il Leoncavallo? Qualcuno accetta scommesse? E' proprio vero che in Italia e a Milano non si impara mai. Sarà perchè proprio non imparando mai nemmeno i rudimenti della legalità e della opportunità o meno di fare le cose, tutti pensano di vivere felici e contenti. Fin quando non finiscono in galera.

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