ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
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C’era una volta un Paese nel quale anche le cose normali diventavano anormali. Faccio un esempio: che male c’è ad avere l’esercito a presidio dei luoghi sensibili della città? Perché ai tempi si alzarono levate di scudi, si polemizzò con lo stato di polizia e adesso cambia tutto. Dopo aver verificato l’inadeguatezza della sicurezza del tribunale, che tutti conoscevano e per la quale nè l’ex ministro dell’interno Maroni nè l’ex grande avvocato Pisapia hanno mosso un muscolo, ora hanno schierato l’esercito a difesa del palazzo di giustizia. E nessuno ha avuto da dire. Giustamente. Perché una divisa in più è sempre meglio che una divisa in meno, purché la divisa non sia indossata da qualche pirla che inneggia alla Diaz, intendiamoci. Così, personalmente mi stupisco delle polemiche sulla proposta di un consigliere regionale della Lega Nord, che vorrebbe vigilantes armati per controllare i biglietti e i documenti sui mezzi pubblici. Potremmo dire che invece dei vigilantes ci vorrebbe la polizia e i carabinieri, e che la Lega dovrebbe farsi promotrice di più fondi alle forze dell’ordine. Potremmo dire che forse non bisognerebbe metterla giù come “ronde sui mezzi” ma come “prevenzione contro le illegalità”. Ma alla fine, il concetto di sicurezza dovrà pur passare anche a sinistra. Anzi, forse è già passato, salvo che nell’ideologia di qualche scribacchino radical-chic. Infatti l’assessore (di sinistra) del Pd Marco Granelli ha surclassato De Corato. Per che cosa? Per il numero di sgomberi di campi rom. Strano ma vero.

