ASCOLTA LA RUBRICA “PINOCCHIO” OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO “PANE AL PANE” E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
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C’era una volta un Paese nel quale i ragazzi arrivavano dall’estero, anche da molto lontano, per lasciare un loro segno tangibile sul territorio. In particolare, per “imbrattare” i treni della metropolitana. La storia che oggi riporta il Corriere della Sera fa profondamente indignare nel senso più sano e anche rilassante del termine: per una volta ci si può indignare contro i figli degli altri e non contro i nostri. La vicenda è questa: lunedì notte vengono arrestati 3 writer su 7 che hanno fatto un blitz nel deposito del metrò di San Donato per scrivere le loro cazzate con le bombolette sui treni. Sono due svizzeri di 21 anni e un belga di 25. Questi tre ragazzi (che poi, essere ragazzi a 25 anni è roba solo di oggi, perché 30 anni fa a 25 anni si era già padri, mariti, lavoratori), evidentemente non avendo niente di meglio da fare, hanno deciso di contestare il sistema prendendo una delle loro auto, una bella Audi, e iniziando un tour europeo che in una settimana ha colpito Berna, la Slovacchia, Barcellona e Roma. Alla fine sono arrivati a Milano pensando di fare i comodi loro e di finire, al massimo, denunciati per imbrattamento. Invece a Milano i magistrati hanno fatto le cose per bene e li hanno arrestati per associazione a delinquere finalizzata al danneggiamento. Finalmente una decisione dura, che è quel che ci vuole per questi figli di papà che fingono di contestare tutto e poi usano l’Audi come tre cumenda qualsiasi. A proposito, l’Audi gliel’abbiamo sequestrata. Se la rivogliono paghino. Magari potremmo organizzare un concorso tra cittadini per la “firma” più bella da apporre con la bomboletta sulla carrozzeria dell’autovettura. Io sarei felice e contento di partecipare.

