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Milano
Pisapia-Bussolati, torna il sereno. Ma il segretario vuole rivedere il patto. Inside

di Fabio Massa

Una trappola elaborata dal cerchio magico di Pisapia. Il Pd, nel day after la replica di Pisapia alle indiscrezioni che volevano una telefonata da Roma, da Guerini, per sollecitarlo a rispondere alla domanda ("Ti candidi o no?"), ribolle di interpretazioni e di rabbia. Ed è già partita la caccia al responsabile del siluro, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it. Tanto più che il tema della ricandidatura effettivamente esisteva, come ha scritto Repubblica sabato, facendo esplodere una vera e propria bomba politica. Il 10 novembre Affari scriveva: "Ma alla fine Pisapia l'ha mica sciolta la riserva? Quelli con la memoria più lunga se lo chiedono da un po'. Era l'inizio dell'estate e arrivavano i primi caldi, e a Palazzo Marino "salirono" i due segretari Alessandro Alfieri (regionale) e Pietro Bussolati (metropolitano) che accompagnavano il "big" Lorenzo Guerini".

Tra complottisti e anticomplottisti, la domanda resta: "Ma Guerini l'ha fatta o no quella telefonata?". Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, la verità è che Guerini non l'ha fatta quella telefonata. Non l'ha fatta Guerini, ma l'ha fatta qualcun altro. E il punto non era sul fatto che Pisapia si ricandidi oppure no, ma che annunci oppure no la ricandidatura. Perché - sempre stando a rumors vicinissimi alla segreteria Pd - la riserva lui l'avrebbe sciolta già da tempo negli incontri periodici (più o meno uno ogni due settimane) con Alfieri e Bussolati. Il punto è uno solo: quando lo annuncerà. Di certo c'è che dopo l'escalation una telefonata tra Bussolati e Pisapia ha riportato il sereno. Ma tutto intorno la battaglia ha infuriato. Di certo il Pd non ha tenuto minimamente la posizione. Su Facebook il confronto si è fatto duro, a tratti aspro. Majorino ha per esempio sposato immediatamente la linea di Pisapia. Il commento di Bussolati è stato caustico: "Complimenti assessore Majorino, un buon lavoro per il suo partito, as usual". Poi i due si riconciliano immediatamente, ma il fatto che ogni volta che i democratici sono in conflitto con il sindaco non solo gli assessori ma anche i quadri dirigenti ondeggino paurosamente, è un problema che non può non preoccupare la segreteria.

Anche perché se è vero che sull'immediato Pisapia non è in discussione, sul lungo periodo è chiaro che il patto tra l'uno e gli altri andrà di certo ridiscusso. Bussolati l'ha detto chiaro: "Se c'è lui, non si fanno primarie". Poi, però, in un incontro con alcuni rappresentanti di zona, il segretario ha anche chiarito che non è normale che il Pd non abbia un capodelegazione in giunta. Aggiungendo che dalla prossima volta questo dovrà esserci, e che non può essere qualcuno che si può rimuovere senza conseguenze (il riferimento a Boeri è puramente voluto). Di più, nel pensiero del segretario c'è il fatto che il capodelegazione dovrebbe avere anche un forte incarico politico. Ad esempio, il posto di vicesindaco. Per il quale Bussolati si è sbilanciato a ipotizzare Majorino, anche solo "per una questione di anzianità". E c'è chi dice che proprio queste dichiarazioni di Bussolati, precedenti il pasticcio con Pisapia, abbiano fatto partire il siluro.

@FabioAMassa

Tags:
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