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Milano
Pisapia contro i ciclisti: "Basta contromano, rispettate le regole"

Un appello ai ciclisti perche' "bisogna rispettare le regole. Purtroppo troppi ciclisti oggi non pensano che non si deve passare con il rosso, perche' si mette a rischio la propria incolumita' e quella degli altri. Lo vedo tutti i giorni: vanno contromano. Ecco, questo e' pericoloso e rischia di creare una situazione di tensione e anche di fastidio nei confronti della bicicletta che invece e' uno strumento favoloso". Lo ha detto il sindaco Giuliano Pisapia all'apertura di "Citytech", la tre giorni sulla mobilita' in corso al Castello Sforzesco.

Ricordando l'anziana morta ieri dopo essere stata travolta da un ciclista in via Crema "e' da tempo - ha detto Pisapia - che volevo fare quest'appello. Purtroppo ieri c'e' stato un incidente mortale e oggi in questo luogo in cui si parla di mobilita' dolce e nuova, mi sembra giusto dire ai ciclisti: per noi siete fondamentali, stiamo lavorando con le zone pedonali, le zone 30, l'estensione del bike sharing e dove possibile con nuove piste ciclabili, per trasformare la citta'. Pero' bisogna rispettare le regole".

LA PROPOSTA DI ASSOEDILIZIA

C’ è voluto il morto – un’anziana signora travolta da un giovane ciclista sulle strisce pedonali a Milano – per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei pubblici amministratori sul dilagante malcostume dei ciclisti padroni dei marciapiedi, delle isole pedonali, dei contromano e ora anche delle strisce pedonali. L’episodio più tragico si aggiunge alle molte decine di casi, non denunciati, di incidenti ciclista-pedone dalle conseguenze, per fortuna, non letali. Assoedilizia, che non è certamente contraria alla sempre maggiore diffusione della bicicletta, come mezzo di trasporto non inquinante, ideale per spostarsi nelle città e che favorisce la salute di chi lo usa, si pone nettamente contro il suo abuso da parte di male educati, che tali restano anche se sostituiscono il manubrio al volante Dichiara il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: “Il tragico episodio di cronaca conferma la necessità di azioni di deterrenza e di controllo. Anche se, in questo caso, l'investitore è stato identificato e denunciato per omicidio colposo, l’amministrazione comunale deve avere il coraggio di resistere ai vari gruppi di pressione ( blocchi stradali con le biciclette, ricordiamo?) e obbligare i velocipedi a munirsi di un contrassegno di identificazione visibile a distanza. Lo fanno Paesi più diversi, dalla Svizzera alla Cina. In ogni caso un mezzo di trasporto (non succede anche per i carretti che pure sono molto più lenti?) deve essere munito di targa quando circola per la pubblica via. Senza considerare che la targa, accompagnata da un documento di possesso, limiterebbe molto il traffico di biciclette rubate, molte migliaia ogni anno, e impunemente rivendute nei mercatini rionali”.

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