Mentre non è ancora definitivo il numero delle vittime dell’attentato nella sede del settimanale satirico francese Charlie Hebdo e con il presidente Hollande che ha dichiarato lo stato di massima allerta per l’attacco terroristico subito, si registrano le prime reazioni politiche alla tragedia anche a Milano: “Non possiamo non considerare quanto avvenuto in Francia, non possiamo esporre i cittadini milanesi a enormi rischi – ha dichiarato il Consigliere comunale di Forza Italia Andrea Mascaretti -. Faccio appello al Ministro Alfano, perché impedisca di aprire delle moschee, ora a Milano, senza la poter garantire una adeguata vigilanza e un sufficiente presidio del territorio. Presidio che, da tempo, per le infelici scelte della Giunta Pisapia, non è più garantito. Per quanto mi riguarda – ha proseguito Mascaretti –chiederò in Consiglio comunale di sospendere il bando per l’assegnazione di aree che consentirebbero la realizzazione di grandi moschee nella nostra città fino a quando non sarà finito il rischio per l terrorismo islamico e non sarà possibile garantire la sicurezza per i cittadini milanesi da eventuali attentati. La priorità per Milano non sono le moschee, ma una maggiore sicurezza e un maggior presidio, considerando gli atti di violenza che hanno turbato la città in questi primi giorni dell’anno”.
E poco prima che arrivasse la notizia dell’assalto e della strage a Parigi nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, il Caim, il coordinamento delle associazioni islamiche milanesi ha chiesto al Comune di Milano di ritirare e modificare il bando per la realizzazione di tre nuovi luoghi di culto in città, facendo capire che la gara indetta dal Comune potrebbe essere impugnata davanti al Tar e annunciando “una campagna mediatica e di mobilitazione a sostegno del progetto della nuova moschea”. Secondo il Caim il bando sarebbe “discriminatorio nei confronti di alcune associazioni religiose e ne avvantaggerebbero altre”.

