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Piscine chiuse a Milano? La proposta della Lega: “Si renda balneabile la Darsena”

Samuele Piscina e Giovanni Binda depositano una mozione in Comune e in Municipio 6: “Chi resta in città ha diritto a rinfrescarsi”. Nel mirino l’offerta degli impianti comunali, tra chiusure e cantieri

Piscine chiuse a Milano? La proposta della Lega: “Si renda balneabile la Darsena”

Milano come Parigi, con i cittadini pronti a tuffarsi in Darsena per sfuggire al caldo estivo. La proposta, a metà tra provocazione politica e richiesta concreta, arriva dalla Lega, che chiede a Palazzo Marino di valutare la balneabilità del bacino di Porta Ticinese sul modello della Senna. A lanciare l’idea sono il consigliere comunale e segretario provinciale del Carroccio Samuele Piscina e il capogruppo della Lega nel Municipio 6 Giovanni Binda. I due hanno annunciato il deposito di una mozione sia in Consiglio comunale sia nel parlamentino di zona.

La proposta della Lega: “Purificare l’acqua e mettere i bagnini”

“Visto che il Comune lascia le piscine chiuse e i milanesi sono costretti ad accalcarsi nei pochissimi impianti aperti, la Giunta Sala renda balneabile la Darsena, sul modello di quanto fatto a Parigi con la Senna”, affermano Piscina e Binda. La richiesta è quella di avviare verifiche e interventi per la purificazione delle acque e di predisporre un servizio di sorveglianza con i bagnini. “Se i parigini possono fare il bagno nel loro fiume, perché i milanesi rimasti a soffrire il caldo in città non possono farlo nel nostro bacino più famoso?”, chiedono gli esponenti leghisti.

Un’ipotesi che appare difficilmente realizzabile in tempi brevi, ma che punta a riportare al centro del dibattito le condizioni degli impianti natatori cittadini e le difficoltà incontrate dai milanesi durante le settimane più calde dell’anno.

Piscine chiuse, la polemica sull’offerta comunale

Secondo la Lega, l’offerta delle piscine pubbliche milanesi sarebbe ormai insufficiente. Nell’elenco degli impianti chiusi o non pienamente disponibili durante l’estate 2026 vengono citati Argelati, Lido, Scarioni, Saini, Giovanni da Procida, Cambini-Fossati, Muggiano, De Marchi e Quarto Cagnino. Particolarmente sentita nel Municipio 6 è la chiusura dell’Argelati, lo storico “lido dei Navigli”, fermo da anni in attesa degli interventi di riqualificazione. Il Comune ha recentemente assicurato che l’impianto resterà pubblico, mentre per il Lido e la Scarioni sono previsti interventi attraverso forme di partenariato con operatori privati. Proprio il futuro della Scarioni ha già provocato proteste, raccolte di firme e iniziative da parte dei residenti, preoccupati che la riqualificazione possa tradursi in un aumento dei prezzi e in una riduzione dell’accessibilità.

“L’accesso ai bagni pubblici è un diritto sociale”

Piscina e Binda inquadrano la questione anche come un tema sociale. “Milano sta affrontando temperature estive soffocanti e la necessità di rinfrescarsi è ormai un’emergenza che colpisce soprattutto chi non ha la disponibilità economica per andare in ferie al mare”, sostengono. “Per noi l’accesso ai bagni pubblici è un diritto sociale e un presidio sanitario minimo, ma la sinistra lo sta negando alla cittadinanza”, aggiungono i due leghisti. “Chi resta a Milano ha il sacrosanto diritto di rinfrescarsi: se il Comune chiude le piscine, noi portiamo l’acqua ai cittadini”.

La Darsena trasformata in una piscina pubblica resta per ora soprattutto una provocazione. Ma con le temperature elevate, gli impianti chiusi e le polemiche sulle future gestioni, il tema della possibilità di accedere a strutture balneari pubbliche e a prezzi contenuti è destinato a rimanere caldo.