A- A+
Milano
Podestà ad Affaritaliani.it: "Cupola attirata da grandi opere Provincia. Ma controlli efficaci"

di Fabio Massa

Il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà è dispiaciuto. E arrabbiato. In un'intervista ad Affaritaliani.it si rammarica "per il danno d'immagine subito da Expo. Frigerio? Dice cose non vere quando parla della Provincia. Fa aumentare la sfiducia della gente nella politica". Poi attacca: "Ho scritto e chiesto a quattro governi di intervenire per ripianare la quota di Palazzo Isimbardi in Expo Spa, figlia della megalomania di Penati. Nessuno mi ha risposto". Infine, sulla propria candidatura alle Europee in Ncd: "Ci vuole competenza e voglia di lavorare. Una cosa che io ho, a differenza di attori, calciatori e star varie..." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Presidente Podestà, nelle carte dell'inchiesta Expo spunta anche la Provincia di Milano.
Per quel che ho letto sui giornali, ci sarebbe una dichiarazione di Gianstefano Frigerio che sostiene di presentare per Expo una persona a mio nome. Evidentemente però parla di qualcuno che non conosco. Tanto che nessuno di noi è indagato, né io né l'allora direttore generale.

Tuttavia la Provincia era nel mirino della cupola.
Guardi, il fatto che vi possano essere stati pensieri di queste persone sugli appalti della Provincia, mi pare sia normale. Quando ci sono grandi opere ci sono grandi lavori, e quando ci sono grandi lavori ci sono grandi interessi economici. Là questo genere di persone si annida. Dobbiamo essere garantisti fino al terzo grado di giudizio, ma l'attrazione è chiara. Vorrei anche dire, senza fare polemica, che la Provincia di Milano che ho ereditato dal mio predecessore aveva una partecipazione maggioritaria in Serravalle, e che in pancia ha la Pedemontana. Sono opere che attraggono il potere malavitoso organizzato. Per questo fin dall'inizio mi sono impegnato nelle verifiche più stringenti, creando ad esempio l'Osservatorio per la trasparenza e la legalità. In ogni organismo di vigilanza che ho creato ho inserito persone che hanno sempre servito lo Stato, come ex magistrati e alti ufficiali dei carabinieri.

Torniamo all'inchiesta. Un danno d'immagine non da poco.
La cosa che è grave è che un'operazione così importante come Expo sia stata adombrata da un Greganti, da un Frigerio. Aumenta tra l'altro la sfiducia della gente nella classe politica. Bisogna stare molto attenti ai comportamenti individuali: nel cittadino l'idea che si consolida è quella di una classe dirigente che non fa il proprio dovere.

Pare amareggiato.
Sono amareggiato perché sono un politico, e come politico vengo equiparato a gente che ha comportamenti impropri. La magistratura fa bene ad andare a fondo.
 
A proposito di Expo e politica: chi coprirà la quota della Provincia in Expo Spa?
Ho scritto a quattro governi diversi dicendo che era indispensabile che ci aiutassero. Come fa una Provincia a mettersi sulle spalle il 10 per cento del costo di Expo con i fondi che ha? L'ho scritto a tutti: non possiamo rispettare gli impegni. Tra l'altro lo sforzo economico aumenta ogni anno. Se avessi la disponibilità delle cifre che mi chiedono... Ma se devo scegliere tra sistemare le scuole e le strade e finanziare Expo, ovviamente io scelgo le scuole e le strade. Certo, poi è stata pura megalomania di Penati il mettersi sulle spalle Expo.

I quattro governi hanno mai risposto?
No. Hanno detto che si sarebbe trovata una soluzione. Che per ora non c'è.

Si parlava di trasparenza e disaffezione dei cittadini. Un sentimento simile c'è anche per l'Europa.
Partiamo dalla trasparenza. Sono tra coloro che pensano che più sono semplici le leggi, più si possono applicare. Quando le leggi sono troppo complicate poi chi ha comportamenti impropri trova sempre il modo di sgattaiolare e di cavarsela rispetto alle proprie responsabilità. Purtroppo c'è molta burocratizzazione. Faccio un esempio: i bandi. In molti casi il bando non prevede il fatto di poter agire con rigore sugli aumenti di costo, le cosiddette riserve. Il risultato è che certi bandi li vince un'offerta che è sottocosto e con l'impresa che ha in progetto di rivalersi sulle riserve.

Poi c'è la questione della disaffezione verso l'Europa.
Dall'Europa ci si aspetta la ripresa economica. Si è capito tardi che il rigore da solo non basta. Il rigore di bilancio è necessario ma ci sono delle forti differenze all'interno dell'Unione Europea. Per un paese come l'Italia, che ha un debito pubblico oltre il 130 per cento del Pil rientrare è faticoso, ci vuole una dilazione nei tempi. Il tema vero è che se noi non aiutiamo a creare un ambiente adatto a fare impresa, l'attività economica e l'occupazione non ripartiranno.

Che cosa vuole dire ambiente adatto a fare impresa?
Noi abbiamo costi che sono molto più elevati degli altri paesi europei. La macchina della giustizia amministrativa è lentissima. C'è una pressione fiscale esagerata. Quando un investitore deve scegliere se investire in Italia o in Cile valuta anche queste cose. Se noi per una sentenza passata in giudicato ci mettiamo 10 anni, come pensiamo di poter attrarre le imprese?

Lei è candidato: che cosa promette Guido Podestà ai suoi elettori?
Per essere un buon rappresentante dell'Italia in Europa bisogna essere competenti in materie di interesse europeo. Mandare cantanti, attori, giornalisti televisivi, calciatori non serve a niente. Bisogna avere l'impegno di rimanere su per cinque anni, e non cercare di precipitarsi alla Camera o al Senato. Bisogna andar su in Europa tutte le settimane, perché il lavoro vero si fa a Bruxelles nelle settimane di commissione. Io l'ho fatto per 15 anni, quindi ho una costanza di presenza e di lavoro, passione e orgoglio nel rappresentare il Paese. Voglio anche mantenere una presenza che sia un dialogo diretto con i cittadini. Questo vuol dire nelle diverse aree una disponibilità a essere contatto con le categorie economiche e con la gente. Su questo vorrei sottolineare che durante la campagna per la Provincia avevamo preso l'impegno di fare una giunta aperta con i cittadini per ascoltarli una volta al mese. Abbiamo rispettato questo impegno per tutti e cinque gli anni.

@FabioAMassa

Tags:
podestàcupola







A2A
A2A
i blog di affari
Due ori italiani a Tokyo 2020, ma “ex aequo” Tamberi (un po’) stonato
L'OPINIONE di Ernesto Vergani
Cassazione, trasferimenti immobiliari e crisi coniugali: la sentenza
Green pass, serve a poco se col vaccino posso comunque contagiare
L'OPINIONE di Diego Fusaro


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.