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Milano
Processo firme false, Podestà si discolpa: "Mai dato l'ordine"

Il presidente della Provincia si riferisce alla ex responsabile della raccolta firme del Pdl che lo ha chiamato in causa, accusandolo di essere il promotore dell'utilizzo dei certificati elettorali per completare la raccolta delle firme, dal momento che la sera del 26 febbraio 2010 precedente la scadenza del termine il Pdl non ne aveva a sufficienza per presentare le proprie liste per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo successivi. Podestà è imputato per falso ideologico insieme a quattro consiglieri provinciali, mentre Strada nel frattempo ha patteggiato, dopo aver messo a verbale che il 26 febbraio 2010 quando "alle sei di sera mancavano circa 500 firme", Podestà le avrebbe detto: "Avete i certificati elettorali, usateli", ossia, stando alle versione di Strada, le avrebbe dato l'ordine di falsificare le firme. Podestà, però, sia in sede di interrogatorio davanti agli inquirenti il 3 luglio 2012, sia oggi davanti al giudice della quarta sezione penale Monica Amicone, rispondendo alle domande del suo difensore, l'avvocato Gaetano Pecorella, ha dichiarato che il "racconto" di Strada "non è credibile", perchè quella sera, quando lui è arrivato nella sede del partito in viale Monza "c'era un clima più che disteso, non c'era la sensazione di una situazione di emergenza''. E quando il giudice gli ha chiesto "per quali motivazioni, secondo lei, questa persona l'accusa", Podestà ha risposto: "Può aver voluto sgravarsi dalle proprie responsabilità, poi si sa che in un partito possono esserci dei contrasti e che io posso essere uno scomodo, altre motivazioni non le conosco". A margine del processo, il presidente della Provincia lo ha ripetuto ai giornalisti: "Ho detto che dentro un partito ci sono lotte dure, come vediamo nel Pd in queste ore, ma se questo fosse, sarebbe avvilente, per cui non lo voglio credere".

Podestà all'epoca era il coordinatore lombardo del Pdl e oggi ha sostenuto che il suo partito "non aveva nessun problema a recuperare le 3.500 firme necessarie per presentare il listino, avevamo un potenziale di firmatari di almeno 10mila persone". Quindi, secondo la sua versione, la responsabile della raccolta delle firme "ricevette la lista completa con i candidati tra la sera del 24 febbraio e la mattina del 25 e che stampò i moduli da compilare il 26" e non gli disse nulla riguardo alla ''emergenza di reperire 500 firme" la sera del 26 febbraio 2010. Secondo il presidente della Provincia, "quelle firme non possono essere state falsificate quella sera, vuol dire che questa situazione si era creata già prima". Al termine delle domande del difensore di Podestà, il procuratore aggiunto Alfredo Robledo non ha ritenuto necessario fare un contro esame a Podestà, ma ha chiesto al giudice di sentire nuovamente in aula Strada. Il giudice ora è in camera di consiglio per decidere su una serie di richieste di sentire testimoni e acquisire documenti presentate da pm e difese.

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