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Milano

*******OGGI ALLE ORE 15 IL CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE UMBERTO AMBROSOLI SARA' OSPITE DELLA REDAZIONE DI AFFARITALIANI.IT PER UNA DIRETTA ONLINE*******

A sorpresa e' arrivato anche Romano Prodi alla manifestazione organizzata dal centrosinistra, in sostegno della candidatura di Umberto Ambrosoli alla presidenza della Regione Lombardia, in Piazza Duomo a Milano. L'ex presidente del Consiglio ha parlato dopo gli interventi di Nichi Vendola, Giuliano Pisapia e Bruno Tabacci, prima dei discorsi di Umberto Ambrosoli e, in chiusura, Pier Luigi Bersani.

In piazza decine di migliaia di persone per ascoltare i 'big' del centrosinistra. Molte le bandiere del Pd, il cui simbolo e lo slogan della campagna elettorale, 'L'Italia giusta', dominano la scenografia del palco allestito nella piazza. Diverse le bandiere di Sinistra ecologia e liberta'.

foto 3L'I-PERR REPORTAGE/ La manifestazione per Ambrosoli in piazza Duomo a MilanoGuarda la gallery

"Bersani ci guidera' alla vittoria", ha detto Romano Prodi, per il quale il segretario del Pd ha "fatto bene a fare una campagna seria". Prodi ha elogiato il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lombardia, Umberto Ambrosoli, per la sua "intransigenza" che, a torto, viene presentata "quasi come una sua debolezza" e che invece e' "indispensabile per voltare pagina rispetto ai vizi del passato". "Si puo' voltare pagina - ha assicurato - non affidandosi a una speranza, ma a una certezza". L'ex premier ha definito la vasta coalizione che appoggia Ambrosoli una "squadra capace" in grado di vincere in Lombardia. Poi ha parlato dell'importanza dell'Expo, appuntamento fondamentale per la "ripresa economica della Regione".

BERSANI: LA COALIZIONE E' STABILE - "Ancora sette giorni e lo smacchiamo il giaguaro, posso anche prenderlo in braccio, ma preferisco il facchino". Pier Luigi Bersani ha fatto ricorso alle sue tradizionali metafore per scaldare la platea di Piazza Duomo e assicurare che ci sara' una vittoria del centrosinistra alle elezioni. "Ancora un ultimo sforzo ma, fin qui, abbiamo fatto una bella battaglia, ci siamo stretti in un patto" nato dalle primarie", ha esortato i militanti.

"Chi si diverte a provare a sfruculiare dentro la nostra coalizione si riposi, noi il nostro patto lo abbiamo fatto davanti a 3 milioni e 200mila notai", ha detto ancora Bersani citando gli elettori del centrosinistra che hanno partecipato alle primarie. "La nostra coalizione sara' stabile e coesa, le loro si frantumeranno", ha aggiunto ribadendo che il centrosinistra ha fatto la "foto di gruppo" mentre le altre coalizioni di centro e centrodestra ancora no.

"Se devo proprio fare un hit parade" delle favole che sono state raccontate in campagna elettorale, "al primo posto ci metto Maroni - ha aggiunto il leader del Pd - perche' questa cosa di stampare una moneta lombarda mi e' piaciuta molto: l'ho ribattezzata il 'marone'". "Se Maroni vuole farsi una moneta sua", ha proseguito riferendosi al candidato del centrodestra al Pirellone, "va bene, pero' i soldi che ci deve dare, i 4 miliardi del condono e i 4,5 miliardi di quote latte, ce li da in euro".

"Per un finlandese Maroni e' un terun, perche' c'e' sempre qualcuno piu' a Nord, qualcuno piu' forte, qualcuno con la pelle piu' chiara". Questo, secondo Pier Luigi Bersani, "e' il veleno che e' circolato in Europa" e che il segretario del Pd assimila a quello che la Lega avrebbe insinuato in Italia. Dal palco di piazza Duomo a Milano, Bersani ha denunciato una deriva egoista europea, ricordando quando "successo dopo l'euro", quando "circolava veleno sollecitato da una destra che vuole vincere sulle paure".

"Quando c'e' stata la crisi greca - ha proseguito Bersani - l'Europa avrebbe dovuto dire 'ci penso io' e, invece, e' prevalsa l'idea di non dare un euro perche' se hai sbagliato, paghi. E la finanza ha capito non eravamo un'Europa unita, ma un condominio rissoso". L'invettiva di Bersani ha incluso l'ultimo governo politico, quello di Berlusconi: "Dopo la Grecia ci siamo stati uniti sull'orlo del burrone e non sarebbe dovuto essere cosi'. Prodi aveva lasciato tutto in ordine, ma Berlusconi ci ha portato sull'orlo del precipizio. L'Europa - ha proseguito - ha chiamato Berlusconi e Tremonti, gli ha detto 'siete troppi grandi, se venite giu' voi, veniamo giu' tutti'. Ma quelli che potevano dire? Noi stavamo parlando di Ruby, gli hanno risposto, quello era il loro problema mentre veniva giu' tutto".

"Tireremo fuori dal buio la lombardia e l'Italia e tra 7 giorni un arcobaleno colorerà il cielo della Lombardia. Viva la Milano democratica e la Lombardia democratica", ha detto il segretario del Pd chiudendo la manifestazione.

VENDOLA: IO GARANZIA DI STABILITA' - "Non saro' elemento di disturbo, ma saro' garanzia di governo e stabilita". E' quanto ha affermato il leader dei Sel, Nichi Vendola, alla manifestazione del centrosinistra in Piazza Duomo. La sfida in Lombardia, ha aggiunto, "non e' con i barbari sognanti, ma con i barbari trafficanti, come Maroni, di soldi e di appalti". Vendola ha voluto mettere in luce dal palco la contraddizione di un Nord cruciale per lo sviluppo del Paese e una Lega che, con "un'identita' un po' cavernicola", lo vorrebbe "chiuso in se stesso. Quelli che vengono via dalla mie terra - ha detto Vendola - hanno sempre guardato a Milano lodandone la modernita'. A Milano abbiamo sempre chiesto di essere la locomotiva d'Italia e non protagonista di una nevrosi identitaria di una citta' divisa dai suoi rancori. Di barbari - ha concluso il leader di Sel - ne abbiamo visto anche troppi e l'abbiamo pagata cara: siamo un Paese di razzisti e di omofobi".

PISAPIA: CON AMBROSOLI FIERI DI ESSERE LOMBARDI - "Quando andiamo all'estero e ci ricordano il bunga bunga e in giro per le regioni e ci ricordano qualcosa d'altro che non so se e' meglio o se e' peggio, di una cosa sono certo: con Ambrosoli saremo fieri di essere lombardi e con Bersani saremo orgogliosi di essere italiani, non ci vergogneremo piu'". Lo ha affermato il sindaco Giuliano Pisapia nel suo intervento. Una piazza Duomo "gremita e piena di bandiere, dove ci troviamo ed eravamo qui due anni fa quando abbiamo decisio di chiudere con un governo della citta' che certo non aveva dato lustro alla nostra Milano ma l'aveva fatta sprofondare nelle citta' meno coese e soprattutto meno accoglienti con i piu' deboli. La abbiamo cambiata e cambieremo cosi' anche la Lombardia". "C'e' chi fa promesse e prende impegni, fa demagogia e populismo: noi abbiamo dimostrato che si puo' governare bene assieme anche se si hanno storie diverse, senza polemiche e senza litigi - ha aggiunto - perche' abbiamo come punto comune il bene collettivo e non quello personale".

Parlando delle elezioni nazionali, Pisapia ha continuato dal palco: "Diciamo chiaramente che c'e' chi ha devastato il nostro Paese, come Berlusconi, e chi ci ha promesso equita', sviluppo e sobrieta' e ci ha dato solo sobrieta'". "Basta con i millantatori e gli illusionisti, basta con i comici che fanno politica - ha continuato - tutti noi siamo persone serie e lo dimostreremo. Quando ci saranno Tabacci, Bersani, Ambrosoli, coesi e uniti a governare questa regione, noi faremo in modo che le nostre promesse diventanino realta'". In particolar per la Lombardia, Pisapia ha voluto precisare che "solo se i Comuni che hanno scelto di cambiare, solo se riusciranno a condividere gli stessi obiettivi, allora sara' possibile far ripartire il paese. In Lombardia ho sentito molta preoccupazione ma anche molta speranza, questi sono giorni decisivi per convincere gli incerti".

TABACCI: DALLA LOMBARDIA STOP A BERLUSCONI E LEGA - "La Lombardia non e' l'Ohio d'Italia qui non c'e' dubbio come vanno a finire le cose, perche' i lombardi hanno un debito: qui sono nati la Lega e Berlusconi e da qui deve arrivare lo stop". E' quanto ha sostenuto Bruno Tabacchi intervenendo alla manifestazione del centrosinistra a sostegno del candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Umberto Ambrosoli. "Non c'e' incertezza sul risultato in Lombardia", ha insistito l'esponente del Centro Democratico. "Grillo puo' riempire le piazze - ha continuato, in un intervento molto applaudito - ma l'alternativa a Berlusconi e alla Lega di Maroni siamo noi: un'alternativa secca, equilibrata e perbene".

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