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Milano

"Ancora una volta la cultura, in Provincia di Milano, non andrà in ferie. - osserva il Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Novo Umberto Maerna - Ad agosto Spazio Oberdan sarà sempre a disposizione del pubblico, compreso il 15. Per chi invece non si fermerà in città nel mese di agosto, e transiterà dall'aeroporto di Malpensa, al Terminal 1 saranno esposte le magnifiche opere di Fausto Melotti che formano l'eccezionale gruppo scultoreo dei cosiddetti "Sette Savi", recentemente restaurati grazie a un'azione congiunta e al contributo di Sea, Provincia di Milano e Comune di Milano. Si tratta di un'occasione davvero preziosa per fruire e godere di proposte certamente di spessore, nel momento dell'anno che riserva lo spazio maggiore al tempo libero e all'intrattenimento artistico e culturale. Il fatto che si tratti di eventi ad ingresso libero, inoltre, è ancora più importante in un momento economico così delicato". La mostra "Oltre la parola dipinta" di Alfredo Rapetti Mogol, curata da Gianluca Ranzi, si svolge secondo un percorso espositivo che presenta opere a parete che incorporano materiali extra-pittorici quali il cemento e il bitume e si articola in installazioni che fanno uso del suono e della voce umana. La grafia minuta, che letteralmente graffia le superfici dei supporti, si è in queste ultime opere di Rapetti dilatata e aperta in un gioco che coinvolge lo spazio del quadro e l'ambiente espositivo, secondo una ricerca versatile in cui l'aggiunta del suono - per l'artista un orizzonte condiviso anche al di là della sua produzione pittorica - permette oggi alle sue immagini di sfuggire a qualsiasi definizione statica della forma e della composizione. ln questo lavoro la natura umana coincide col movimento della Natura in un complesso gioco di rimando di sensazioni, di impulsi e di emozioni, risuonanti in uno spazio abitato dalle frequenze di quegli stessi sentimenti: emozione, acqua, vento, parola, immagine e scrittura fusi insieme. Anche la scelta di intrecciare il lavoro a un canto in sanscrito appare molto significativa: la pienezza della vibrazione del canto, così come I'altra sonorizzazione presente in mostra che apre la stanza al respiro della natura, introducono un'attesa e una sospensione delle difese che colgono lo spettatore di sorpresa, circondandolo da ogni parte e aggirando così l'invalicabile frontalità delle cose. ll risultato di tale operazione sviluppa un nuovo tipo di contemplazione aperta ad esperienze polisensoriali e all'integrazione nell'architettura dei luoghi.

Tra le opere in mostra, alcune installazioni con coperte militari, con travi di legni per impalcature e otto opere in cemento e colori acrilici; più la serie "Cosi in cielo come in terra" in cemento e bitume. Marcapiano propone un'arte unica nel suo genere, che spazia dall'olio su tela alta china colorata e sfumata, fino ad arrivare alle incisioni su vetro, realizzate con una punta diamantata. La mostra "Anime Risonanti" vuole toccare I'anima delle persone e sublimare in un inno alla condivisione e alla collaborazione per arrivare a consacrare il nostro bisogno più profondo, la ricerca di un ideale da portare avanti in un progetto comune e universale. Le prime incisioni su vetro e le prime chine di Marcapiano sono del 2008. Questi lavori evidenziano subito una mano estremamente precisa e ferma, capace di curare il più piccolo dettaglio; una mente fantasiosa, alla continua ricerca di temi sempre più complessi e una sensibilità non comune. L'artista sperimenta costantemente nuove tecniche sui più diversi materiali, senza alcuna guida accademica ná studi in campo artistico. Dopo quasi cinquant'anni, tornano visibili al pubblico I sette savi di Fausto Melotti. Grazie ad un'azione congiunta di SEA-Aeroporti (che ha finanziato il restauro), Provincia di Milano e Comune di Milano, il gruppo scultoreo torna come unico protagonista di un'esposizione nell'affascinante spazio della Porta di Milano, collocato nell'aeroporto di Malpensa tra l'ingresso del Terminal principale e la stazione ferroviaria che conduce in città. Curata da Angela Vettese, la mostra presenta tutte le sette sculture in pietra, ottenute sul modello di quelle in gesso, esposte alla Triennale nel 1959. Questa versione dell'opera venne commissionata dal Comune di Milano a Fausto Melotti per adornare, nel 1961, il giardino del Liceo Classico Giosuß Carducci. Nel 1964, due statue vennero danneggiate; da allora, I'opera giaceva in un deposito del Liceo Classico Giosuß Carducci di Milano, in attesa del suo recupero.

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