Milano ospiterà uno degli appuntamenti centrali della campagna per il referendum sulla giustizia. Giovedì 12 marzo, a partire dalle ore 15, il Teatro Franco Parenti farà da scenario all’iniziativa organizzata dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia alla Camera e al Senato. L’evento è stato presentato con il titolo “Una riforma che fa giustizia” e vuole rilanciare il sostegno al voto referendario previsto per il 22 e 23 marzo. La giornata sarà dedicata al confronto sui contenuti della riforma e alle ragioni del sì. A chiudere i lavori sarà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attesa nel capoluogo lombardo per l’intervento finale della manifestazione. Secondo quanto comunicato dal partito, l’iniziativa vuole rappresentare un momento di mobilitazione politica su una riforma che, secondo i promotori, il Paese attende da tempo.
Il dibattito politico alla vigilia del voto, Marina Berlusconi: “Superare le contrapposizioni ideologiche”
Il referendum sulla giustizia continua nel frattempo ad alimentare il confronto politico e culturale. Nel dibattito è intervenuta anche Marina Berlusconi, che in una lettera pubblicata su Repubblica invita a superare le contrapposizioni ideologiche che stanno caratterizzando la discussione. “Possiamo ancora sperare che il voto del 22-23 marzo si liberi dalle gabbie ideologiche in cui appare sempre più rinchiuso? La giustizia dovrebbe essere un patrimonio comune, non una logora bandiera identitaria da sventolare contro l’avversario politico”, scrive la presidente di Fininvest.
Secondo Berlusconi, la discussione pubblica rischia di ridursi a una contrapposizione semplificata tra modelli di giustizia contrapposti. “Sembra invece che buona parte del dibattito ruoti attorno a una sola domanda, tanto semplicistica quanto fuorviante: e cioè se vogliamo una giustizia ‘di destra’ o ‘di sinistra’”. Nel suo intervento Marina Berlusconi entra anche nel merito di alcuni punti della riforma. Tra questi, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, ritenuta una condizione necessaria per rafforzare la terzietà della funzione giudicante.
“Giustizia e politica dovrebbero correre su binari ben distinti. Perché ciò sia davvero garantito, a mio avviso, occorre una reale separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Solo così la terzietà della funzione giudicante è assicurata, sempre nel pieno rispetto — anzi con un rafforzamento — dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura”.
Un altro elemento indicato come centrale riguarda il funzionamento del Consiglio superiore della magistratura. “Elemento cruciale della riforma è la creazione di un netto argine all’influenza della politica all’interno del Csm, l’organo di autogoverno delle toghe. L’argine viene introdotto con il sorteggio dei suoi membri che, di conseguenza, verranno liberati dal giogo delle correnti”.
“Referendum, una partita decisiva per il Paese”
Nel finale della lettera Marina Berlusconi sottolinea l’importanza della consultazione referendaria, pur invitando a non leggerne l’esito in chiave di vittoria politica di una parte. “La vera giustizia non dovrebbe esporre etichette: dovrebbe incarnare un valore totalmente trasversale, quello del doveroso rispetto per i diritti civili delle persone. Per tutti questi motivi, credo che la partita del referendum sia decisiva”. E conclude: “Come voterò io penso sia chiaro. Di una cosa, però, sono certa: se dovesse vincere il sì, non si tratterà di una vittoria del governo o di Forza Italia, né di una vittoria postuma di mio padre. Io penso semplicemente che sarà una grande vittoria degli italiani”.

