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Milano
Il Pd che vota con la Lega Nord. Il ritratto di Corrado Tomasi
corrado tomasi pd

di Fabio Massa

L'hanno chiamato "il ribelle del Pd" che ha votato il referendum sull'autonomia della Lombardia. Corrado Tomasi, marca Partito Democratico. Bresciano doc, eletto con 8534 voti, dietro solo a GianAntonio Girelli, oggi a capo della commissione Antimafia. I soliti maligni raccontano ad Affaritaliani.it che lassù, in Valcamonica, su certe cose non c'è la destra e la sinistra. E che i voti, sono fluidi, sull'asse che va dalla Lega Nord di Caparini alla sinistra alla Tomasi. Una sinistra, alla fine, un po' leghista, delle volte. Perché Tomasi non è la prima (e probabilmente non sarà l'ultima) volta che vota con il Carroccio. Poco più di un anno fa, il 4 gennaio 2014, tutta la maggioranza compatta presenta una mozione in consiglio regionale. Il titolo: "Meno burocrazia, rendiamo più facile la vendita degli armamenti". In linea con il credo leghista. Eppure, sotto la mozione c'è anche la firma di Tomasi. Ai tempi, Stefano Buffagni (uno dei registi dell'operazione-referendum, indubbiamente una vittoria politica M5S) commentava acido: "È in politica da trent'anni, conosce bene la zona ed è un suo bacino elettorale. Certe dinamiche si spiegano da sole". Tradotto: a Brescia ci sono oltre 100 aziende del settore, e Tomasi non vuole scontentarle. Quella firma fa però a pugni con certa politica antimilitarista e pacifista che è una delle bandiere della sinistra. Non è l'unico momento di gloria, per Tomasi.

Una decina di giorni fa, infatti, sui giornali bresciani, appare la notizia che "i rimborsi del presidente della Comunità montana e Bim della Valcamonica in carica fra il 2010 e il 2012 sono finiti sotto la lente della Guardia di finanza" (Bresciaoggi.it). E chi era il presidente della Comunità montana e Bim della Valcamonica? Corrado Tomasi. Questa volta l'accordo con la Lega non c'è proprio: è infatti un leghista ad adombrare "il sospetto che Tomasi avesse percepito rimborsi per spese di viaggio altissimi, 68 mila euro in tre anni". Esposto, Corte dei Conti, e poi la Finanza. Con Tomasi che dichiara di aver servito la comunità per 4 anni "senza percepire nemmeno un rimborso pasto. Gli unici rimborsi chiesti fanno riferimento solamente al chilometraggoi della sua macchina e sono stati ben distinti così come erano distinti i ruoli di presidente della Comunità Montana e del Bim e di consigliere regionale". Spese che tra l'altro - continua la replica di Tommasi riportata da PiùValli - erano state pubblicate regolarmente ogni 3 mesi dalla Comunità Montana e che sono state anche oggett di dibattito in due assemblee. Insomma, qualche grana lassù nelle valli c'è, da risolvere. E così, qui nella Milano, all'ombra del Pirellone. Perché il suo voto a favore della Lega Nord e del M5S non può rimanere un isolato caso politico ma si trasforma in "grana" anche per il segretario regionale Alessandro Alfieri. Tanto più che Tomasi è un renziano di ferro. Che ogni tanto però vota con la Lega "per amore del territorio".

@FabioAMassa

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