Lombardia: Pd-M5s, commissione non vota Piano socio-sanitario
In commissione lombarda Sanita’, questa mattina, la maggioranza di centrodestra ha deciso di ritirare dalla votazione il Piano socio-sanitario regionale scritto e approvato a novembre dalla giunta regionale. Ad annunciarlo sono le opposizioni Pd e M5s. Per il Partito democratico si e’ ammesso “nei fatti, per la prima volta, che la pandemia ha messo in luce limiti evidenti dell’impostazione della sanita’ lombarda. Il piano e’ stato oggetto per mesi di audizioni in commissione e per oggi era previsto il voto finale a cui il Pd, con una lettera al presidente della commissione Emanuele Monti, aveva chiesto di non dare corso. Oggi lo stesso Monti ha ammesso che “non ci sono le condizioni per proseguire con questo atto”, ritirandolo dalla votazione.
“Votare questo piano – spiega il capodelegazione Pd in commissione lombarda Sanita’, Gian Antonio Girelli – sarebbe stato uno schiaffo a tutte le vittime lombarde del Covid-19, non votarlo significa prendere atto dei problemi che ci sono stati e chiedere a Fontana e alla giunta di riscriverlo. E’ un fatto politico, non tecnico, perche’ per la prima volta, finalmente, la maggioranza leghista della Regione da’ un segnale di ripensamento sul sistema sanitario lombardo. Per la prima volta ammette che qualcosa va cambiato. Sia chiaro, per noi il piano era inadeguato anche sei mesi fa, ma la pandemia e’ stata come un faro puntato sugli squilibri e sulle mancanze della sanita’ lombarda, oltre che sulle mancanze di chi la guida e governa. Ora il Piano socio-sanitario regionale dovra’ essere riscritto e cambiato nel profondo e, insistiamo, andra’ rivista la legge quadro della sanita’ lombarda”. Da parte sua il M5s, con il consigliere regionale Gregorio Mammi’, sottolinea: “Prendiamo atto della decisione della maggioranza di non votare il Piano socio-sanitario. Restano pero’ molti interrogativi su come verranno recepite le disposizioni Nazionali che riformano la medicina territoriale e il rapporto tra medicina ospedaliera e medicina territoriale”. Per Mammi’ “il piano sociosanitario che ci veniva proposto risultava privo dei contenuti minimi per una revisione globale dell’assetto sanitario di Regione Lombardia. Non parlerei quindi di un rinvio ma di una ufficiale abdicazione: il piano e’ formalmente collegato alla legge sanitaria Lombarda e deve essere totalmente ridiscusso insieme alla sua legge di riferimento”.
