Il rumore delle ruote dei trolley è diventato la nuova colonna sonora di San Lorenzo. Nel cuore dell’estate romana, tra strade soffocate dal caldo, il quartiere non è più popolato da studenti e residenti, ma da turisti alla ricerca del proprio bed & breakfast.
In via di Porta Labicana, a due passi dalla stazione Termini, una porta blindata è sormontata da una targa dorata: “The Etrurian Rapsody”. Dove fino a poco tempo fa sorgeva uno storico laboratorio artigiano, oggi c’è un’abitazione per vacanze. È la fotografia di una trasformazione radicale che, dopo aver saturato i piani alti dei palazzi, ha aggredito il suolo stradale: i vecchi negozi del quartiere cambiano destinazione d’uso e diventano strutture ricettive.
Un tempo ci si rivolgeva agli studenti universitari, oggi si punta sugli stranieri affittando ex botteghe riadattate.
Dalla ferriera al b&b: l’addio agli artigiani di quartiere
San Lorenzo era il quartiere di falegnami, intagliatori, calzolai e antiquari. Esauriti gli appartamenti tra studenti e turisti, ora la speculazione ha preso i locali a piano terra.
Il panorama visivo di San Lorenzo è mutato radicalmente: al posto delle serrate d’officina compaiono portoncini blindati, tastierini elettronici e key box per il self check-in. In via dei Sabelli si vende un ex locale commerciale ristrutturato a 325mila euro destinato all’ennesima struttura ricettiva, mentre in via degli Equi uno storico bar ha ceduto il passo a un monolocale per affitti brevi.
Il fenomeno si allarga: Celio e Trastevere snaturati
La metamorfosi non riguarda solo San Lorenzo. Al Celio, tra via Ostilia e via San Giovanni in Laterano, le storiche botteghe d’antiquariato lasciano il posto alle case vacanza. La situazione è identica a Trastevere: in via dei Fienaroli la Libreria del Cinema e una galleria d’arte sono diventate b&b. In via Galletti una grande falegnameria ha ceduto il passo a una struttura di accoglienza, così come il vecchio “Vini e Oli” e la tipografia di fianco.
«È una ferita e una follia urbanistica», accusa Simonetta Marcellini, presidente del comitato “Emergenza Trastevere”, interpellata da Repubblica. «Consentire che le botteghe artigiane diventino b&b, seppur con i permessi in regola, cancella l’identità dei quartieri. Se snaturiamo la città eliminando i negozi di vicinato per renderla a uso esclusivo del turismo, cosa rimarrà alla fine per chi ci vive?».

