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Milano
Renzi arriva a Milano. Ipotesi incontro con Pisapia. Inside

di Fabio Massa

Nessuna dichiarazione dal palco. Ma che Matteo Renzi possa dire qualcosa sulla situazione incandescente di Milano a latere dell’assemblea del Pd che si terrà a Expo domani è molto probabile. Oggi è un giorno decisivo, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, nella definizione dei nuovi assetti amministrativi locali. In giornata c'è stata l’ufficializzazione di Francesca Balzani come nuovo vicesindaco di Giuliano Pisapia. Poi dovrebbe arrivare il nuovo assessore all’Urbanistica, con tutta probabilità il pro-rettore dell’Università Alessandro Balducci, un tecnico “d’area” del Pd, che si è visto sul palco di Milano Domani, la leopoldina meneghina organizzata dal Pd milanese. Una persona di indiscusso valore che dovrà portare avanti partite difficilissime. Ma mai tanto difficili e complicate quanto l’individuazione del campione del centrosinistra per Milano 2016.

“Finché Giuliano e Matteo non si parlano, saremo in mezzo al guado”, spiega un dirigente dem ad Affaritaliani.it. Perché il punto è proprio questo: i due big sono loro, il rapporto non è idilliaco e lo si sa da mesi, ma proprio dall’intesa tra loro due passa tutto. Gli sherpa sono al lavoro per farli incontrare, ma non a Rho, visto che Pisapia con tutta probabilità non ci andrà: l’idea è di stare ben lontano dalle polemiche sia su Milano 2016 che sugli accessi di Expo. Se anche lui partecipasse all’assemblea, ovviamente, sarebbe costretto a rispondere punto su punto ai cronisti e invece è una fase nella quale c’è bisogno di maggior riflessione prima di esternare. Certo è che gli ultimi sviluppi di quanto avvenuto in giunta suggeriscono a certe aree del P una certa discontinuità rispetto proprio all’esperienza di Pisapia. Che cosa dirà, nei corridoi, ai cronisti, Matteo Renzi? Difficile dirlo. Sicuramente ribadirà che al centrosinistra unito, per vincere a Milano, non bastano le primarie, che pure sono importanti ma che non sono un totem. Insomma, ribadirà il concetto già espresso da Lorenzo Guerini, e che potrebbe essere riaffermato anche in una serie di incontri che si terranno con la dirigenza locale a latere dell’assemblea. Anche perché il Pd nazionale, nelle interlocuzioni che si susseguono con la dirigenza locale, l’ha fatto capire bene, peraltro ribaltando la questione: noi ci inseriamo a dare una mano solo se non troviamo la tavola già apparecchiata. Come dire: non pretendete che vi togliamo le castagne dal fuoco dopo che voi ce le avete messe.

In questo senso, la critica è ovviamente rivolta alla coppia Majorino-Fiano. Altra questione è il numero di candidati del Pd. Ada Lucia De Cesaris con tutta probabilità correrà. La tentazione c’è, ed è forte. Come possono i dem tollerare di avere già tre candidati e non è ancora cominciata l’estate? La regola è che ce ne possono essere al massimo due. Di certo la De Cesaris, il nemico, l’ha scelto accuratamente, tanto che c’è già chi dice che è nato un leader: lei. Cinica, spregiudicata, ha individuato il bersaglio: Pierfrancesco Majorino. Lo attacca senza requie, facendo infuriare i consiglieri comunali ma continuando in una sovraesposizione mediatica che leva “fiato” anche al più moderato Emanuele Fiano. Tanto che una corrente di pensiero sta iniziando a percorrere il consiglio e il partito: per levare le armi alla De Cesaris, basta ignorarla. E molti hanno deciso di non parlare, lasciando ai “bolliti” il ruolo di sparring partner su facebook. Tornando alla questione del numero dei candidati, c’è chi fa notare che la De Cesaris non è più iscritta al Pd da almeno due anni. E che quindi non può essere messa in carico ai dem. Chissà se nel panel degli ospiti alla Festa dell’Unità sarà invitata: le ultime volte era stato uno spettacolo abbastanza divertente.

@FabioAMassa

Tags:
matteo renzigiuliano pisapia







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