di Fabio Massa
Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, dopo la riunione infuocata di ieri tra il sindaco Pisapia e la maggioranza, oggi c’è un “secondo tempo”, con la riunione del Partito Democratico, che si troverà alle 13.30 per fare il punto. Il capogruppo Lamberto Bertolè, intervistato da Affaritaliani.it, spiega: “Non ci saranno espulsioni. I nodi si possono sciogliere o recidere. Io penso si debbano sciogliere. Il regolamento del consiglio? Dobbiamo pensare di cambiarlo…” INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT
Capogruppo Bertolè, ieri dal sindaco è arrivata una bella strigliata…
Il sindaco ha chiesto responsabilità a tutti, ad assessori e consiglieri. Siamo alla vigilia della sesisone di bilancio e alla vigilia di due anni che sono decisivi per la città, con l’Expo, la città metropolitana. Siamo nel bel mezzo di una forte emergenza abitativa. Solo una maggioranza unita e coesa può essere all’altezza.
I malpancisti del Pd sono Roberto Biscardini e Carlo Monguzzi. Oggi parlerete con loro?
Io dirò quel che ho detto ieri. Quando ci sono i nodi si possono recidere o sciogliere. Il lavoro della politica è quello di sciogliere i nodi e non di reciderli. Il nostro lavoro è capire le diverse istanze. La parola chiave comunque è responsabilità: da qui parte tutto.
Condividi le loro analisi?
Diciamo che dobbiamo fare più gioco di squadra tra tutti gli attori, tra assessori e consiglio. In più occasioni abbiamo vissuto uno stillicidio di polemiche non utili.
Questo a livello di metodo. E a livello di merito?
Il punto è avere luoghi di confronto per fare sintesi. Nel merito delle varie tematiche il problema è che non ci si è confrontati a dovere. Individuiamo il modo di confrontarci e poi variamo un principio di maggioranza.
Si sente di escludere espulsioni o iniziative forti nei confronti dei malpancisti?
Assolutamente nessuna iniziativa di espulsione. Ripeto: sciogliere, non recidere.
Il sindaco ha responsabilità in questa guerra consiglio-giunta?
Tutti abbiamo responsabilità, tutti facciamo parte di questa avventura importante cominciata tre anni fa. Il sindaco ha fatto bene a chiedere un chiarimento e adesso bisogna arrivarci. Alla domanda del sindaco: ci sono i presupposti per andare avanti?, io rispondo sì.
Intanto, con il sindaco spesso ha incrociato le lame il segretario metropolitano Bussolati…
Con Bussolati abbiamo lavorato in completa sintonia e il partito metropolitano a tutti i livelli si è mosso con grande unità.
Lei ha quindi condiviso anche la battaglia su Atm, ad esempio?
Senta, provi a guardare che cosa succede nelle altre amministrazioni: un po’ di dialettica è anche sana. Un confronto sui temi e non sui nomi è una cosa positiva.
Che sentimenti prova il Pd nei confronti dell’assessore D’Alfonso?
A me interessa pochissimo il derby tra D’Alfonso e Pd, e tra giunta e consiglio. Occupiamoci della città, senza uscite estemporanee. Alcune affermazioni intempestive di D’Alfonso non hanno aiutato, ma del conflitto tra lui e il Pd non ci interessa nulla.
Una delle critiche che sono emerse ieri è che il consiglio è depotenziato.
Io penso che ci sia un problema istituzionale. Mi spiego: la riforma della legge elettorale dei comuni ha reso i consigli comunali senza identità e senza ruolo. Inoltre il regolamento del consiglio di Milano per come è fatto porta a fare di questo luogo una arena da confronti muscolari e battaglie infinite. Un luogo dove pesano di più la tenuta in aula in senso fisico a causa della lunga durata delle sedute. Io penso che sia nell’interesse di tutti, maggioranza e opposizione, ripensare al funzionamento. Riformiamo il regolamento per rendere il consiglio pià capace di decidere.
@FabioAMassa
